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giovedì 5 novembre 2009

Il Dio delle regole


Bisogna riconoscere che ultimamente si vive in un clima di grande incertezza, sotto tutti gli aspetti, dalla politica alla religione, sino ad arrivare alla sfera personale. Se si dovesse fare un sunto di tutto, possiamo dire che gli ideali sono morti, e le persone che prima ne perseguivano uno, oggi sono come un gregge senza guida. La politica ne è un esempio lampante dove comunisti, democristiani, missini, socialisti, radicali, si sono riciclati nelle forme più strane pur di stare aggrappati allo scranno del Palazzo. Ma anche la religione ha subìto questa tendenza. Una volta la chiesa rappresentava qualcosa di rigoroso e morale, dove la bestemmia o il comportamento blasfemo, venivano bollati con il classico "schiaffo" del prete, che ammoniva il fedele, o nel più classico dei casi, il ragazzo, a comportamenti più consoni al credo cattolico. "Masturbarsi è un atto impuro!" e in più fa male alle ginocchia!, tuonavano dai pulpiti. Ora, sarà che le ho rotte tutte e due, però certe frasi ancora fanno parte della mia tradizione culturale e, in un certo senso, anche educative.

Eppure oggi in chiesa ci vanno i comunisti bestemmiatori, una volta banditi dagli abiti talari, Camillo e Don Peppone docet, ma oggi, nuovi fedeli di questa moda che non corrisponde esattamente ai dogmi imposti dalla chiesa. Ma la legge dell'uomo si è spinta oltre. Il crocefisso è oggetto di turbativa religiosa, a fronte di chi non crede al cristianesimo. Ma anche Don Santoro (sarà il cognome che turba? Mah!) ci ha messo del suo sposando davanti a Dio due uomini, pratica bandita anche dalla Bibbia e dal mio amico Dante. Le leggi sono leggi, e gli ideali sono gli ideali. Non puoi per comodo tuo fare ciò che è bandito dalla tua religione o fede politica. Non puoi confessarti la domenica e sedere insieme a chi pratica l'amore saffico, cara Bindi o Binetti. Ma anche tu Peppone non puoi andare in chiesa e poi bestemmiare quello stesso Dio nelle case del popolo. Non puoi dichiarare guerra alla pedofilia e andare spesso a Cuba o in Thailandia. Oppure te politico che proponi nei tuoi proclami una lotta alla droga e poi ti rifiuti il test in parlamento. Oppure te, Marrazzuccio mio. Che male c'è dichiarare una propensione per i transessuali? Che male c'è dire mi piacciono gli uomini? Non è mica una malattia, ne un aggravante, sono solo gusti personali che non intaccheranno mai la tua professionalità nel far le cose. Gli stilisti sono quasi tutti gay, eppure non finiscono banditi sui giornali. Il direttore del quotidiano della chiesa è gay? Poco male, basta sapere che posizione assume la chiesa di fronte a questa pratica sessuale (e non parlo di quella a 90°). Quello che a me da veramente fastidio è l'ipocrisia delle persone, in primis quelli che si mostrano con una faccia in pubblico e poi in privato fanno l'opposto. Il crocifisso nelle scuole non è un simbolo della chiesa. E' un simbolo delle nostre tradizioni, di chi siamo stati, e di chi siamo oggi. La mezza luna o la croce di David sono simboli di altri paesi. E' un pò come le targhe delle auto. Allora su questo concetto accanto alle nostre bellissime cattedrali dovremmo mettere una torre con un muezzin che ci fracassa la nostra granitica resistenza testicolare, con berci e quant'altro. Da noi suonano le campane, perchè hanno sempre suonato, e coincidono con la domenica o con una ricorrenza festiva che fa parte delle nostre tradizioni. Caro italiano politico, religioso o persona qualunque, hai veramente perso il senso di cosa realmente è la patria dove vivi e il suolo che calpesti. Nella dichiarazione del ministro australiano c'è tutto il riassunto di quello che NOI italiani dovremmo essere, non di quello che ci vogliono e vogliamo diventare. Noi siamo tolleranti solo sulla carta, ma guai a oltrepassare quella linea o a fregare quel posto della sosta dell'auto. In italia (minuscola voluta) siamo tutti finocchi col sedere degli altri, ed è questo che è sbagliato. Per tutto il resto non c'è Mastercard, e prima o poi ne pagheremo le conseguenze, e peggio ci rimarrà a chi credeva di vivere in un mondo di frutta candita, fratellanza, tolleranza... Amen

mercoledì 2 settembre 2009

Preti, cardinali, gay, giornali, giornalai, direttori....

Faccio subito una premessa, prima che mi si adduca appellativi non veri: non sono omofobico, ne tantomeno bacia pile, ne tanto meno moralista... Anzi... Però due parole le voglio spendere in riflessione alla questione Boffo-Feltri. Dunque da dove partire? Inizierei con le moralizzazioni del giornale Avvenire, del quale Boffo è direttore, sulle frequentazioni "sessuali" del Presidente del Consiglio, a dir loro, oscene e prive di moralità. Personalmente non ce lo vedo un uomo di 74 anni avere una potenza sessuale così intensa... Se l'avesse buon per lui, e comunque sotto le lenzuola ognuno fa quello che gli pare. Ovviamente le indiscrezioni non si basano su prove VERE, ma su dichiarazioni di escort, hostess, veline, che avrebbero ambito parecchio ad essere "possedute" dallo stallone di Arcore. Che poi l'opinione pubblica si indigni o meno, questo è affar suo, ricordando però sempre l'antico adagio: guardati sempre prima in casa tua. Evidentemente non è così per il direttore dell'Avvenire il quale, appoggiato in toto dal clero, che vive un vita casta e pura, ha pensato bene di usare l'ariete per sfondare il muro di non morale appartenuta a Berlusconi. Ma la vendetta si sà è un piatto che va consumato freddo, e per dirla alla Confucio, prima o poi il cadavere del nemico passerà galleggiando davanti a te. Così infatti è stato, e il moralizzatore Boffo si scopre molestatore di donna, ma non allo scopo etero, ma per mirar a minare il rapporto con il suo marito che poi era anche l'amante del direttore. Tutto questo ovviamente certificato da una sentenza del 2002 che lo stesso direttore ha patteggiato. Questi in analisi un pò i fatti stenografati, ma abbondantemente descritti da Vittorio Feltri sul "il Giornale". Ma cosa ne è scaturito da tutto questo putiferio? In primis non c'è stata condanna formale da parte del clero, tutto, agli atteggiamenti di Boffo, i quali vengono condannati dalla stessa religione, relegando l'omosessualità ad un peccato vero e proprio, con tanto di scomunica etc etc... E qui casca l'asino. Se la chiesa non condanna l'omosessualita del direttore del suo giornale, vuol dire che c'è redenzione per i gay e comprensione per i prelati presunti tali? A catechismo avremo una redenzione di Sodoma e Gomorra? Oppure dal pulpito domenicale si predica bene e si razzola male? E tutto questo non centra niente con l'essere gay, centra che la chiesa deve fare la chiesa, non la politica. La chiesa dovrebbe preservare quel patrimonio culturale che ha generato nei secoli opere magnifiche, ispirato i grandi artisti, che hanno affrescato, costruito opere bellissime invidiate in tutto il mondo. E invece no. Perfino la sinistra, quella dei laici e bestemmiatori si è schierata con la chiesa pur di cavalcare l'onda antiberlusconiana, facendo nascere un ideologia ibrida, che non è ne carne e ne pesce, ma solo un accozzaglia di elementi che al posto dell'amen ci infilano una bestemmia, oppure alla fine di un comizio ti prendi un sano "andate in pace"... Io sono cresciuto, e me ne vanto, nelle scuole gestite dalle suore, dove la mattina si recitava il Padre Nostro, e dove gli episodi "strani" venivano subito segnalati e corretti. Da grande non sono diventato un frequentatore della messa domenicale, ne ho volutamente battezzato ancora i miei figli. Il mio rapporto con Nostro Signore non passa attraverso il prete, ma viene vissuto con l'essere cristiano, senza troppi fronzoli o penitenze varie. Ma lo rimpiango il prete che durante la settimana ti tirava una pacca in testa se la sera prima avevi fatto pensieri o atti impuri. Si continuava lo stesso, però c'era un pò più di rigore morale. Se oggi nella chiesa si "tollera" un direttore del giornale clericale omosessuale, dovete riscrivere le regole signori miei, dovete dire da che parte state, dovete "legalizzare" questi atteggiamenti, li dovete spiegare ai bambini ai quali insegnate cose opposte. Essere gay ci mette ancora sulla barca di "caron dimonio dagli occhi di bragia"? Oppure, com'è giusto che sia, la diversità fa parte di una conclamazione della società moderna? So per certo che continuerete nei vostri atteggiamenti superficiali, senza prendere posizione alcuna, in fondo chi non ha peccato scagli la prima pietra, e tre Ave Marie e due Pater Noster lavano tutto.

giovedì 8 gennaio 2009

Nemo propheta in patria (sua)


Frase volutamente tratta dal Vangelo Ancor oggi simile espressione viene usata da coloro che vedono il proprio operato non apprezzato da chi sta più vicino: familiari, colleghi, amici... Guardando la foto mi verrebbe voglia di dire "senza parole", ma siccome chi tace acconsente, io non acconsento!!! Nella più classica delle frasi scalfariane: "NON CI STO'!!". Come posso starci allo scempio, anzi alla profanazione di un simbolo della cristianità, quale il Duomo di Milano o tutti i duomi nel mondo. La foto dimostra un atto di forza e di sottomissione da parte dell'islam nei confronti della chiesa. E' inutile prendersi in giro. E' inutile dire che alla Mecca non ce lo farebbero fare. Non me ne frega niente perchè alla Mecca, pronao come nella più classica espressione "sparecchiavo", non ci andremo mai!! E quando dico che non ci andremo parlo della stragrande maggioranza di cristiani, non di bau bau micio micio!!! Aboliti i presepi, i babbi natale, i crocefissi in nome di cosa, della tolleranza? Io non bestemmio, ne vado in chiesa, ma sono nato e cresciuto con l'Ave Maria, il Padre Nostro, il "tua" di quando passava una suora, e dell'Islam e di Maometto ne sapevo soltanto leggendo la Divina Commedia l'Inferno. Dante e la Fallaci, due fiorentini come me, che non hanno avuto peli sulla lingua per dare un giudizio o vedere più in la del loro naso. C'è chi dirà che l'Islam non è solo fondamentalismo. Mi stà bene, non dico questo, però qui, in Italia patria del cattolicesimo e della chiesa romana, patria delle Madonne con Bambino, del Cristo risorto del Mantegna, dei puttini, degli angeli e dei santi, e, di come recita la messa, di tutto l'ordine sacerdotale, voglio simboli cristiani!! Ratzingher dove sei? Non voglio Benedetto XVI, voglio R-A-T-Z-I-N-G-H-E-R, cognome fiero e tedesco, un pò rigido se si vuole, ma autoritario che ci ricordi che siamo cristiani. Tettamanzi che ha già il destino scritto nel suo cognome, vada altrove a predicare il vangelo, vada nelle sabbie aride dell'arabia, vada a redimere chi vuole in Turchia, vada via però. E con lui i preti che mettono la moschea nel presepe, chi impedisce di santificare il Natale nelle scuole. Io non voglio onori nella mia patria, nessuno forse li vuole, ma non voglio neanche che gli altri se li prendano a discapito dei miei e di chi ci ha preceduto e che ha combattuto per essere quello che siamo oggi! Amen.