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lunedì 15 ottobre 2007

Visto da dietro



Non è lo scarso physique du ruole, che impedisce alla passione di non fare una attività, ne tantomeno di sentirsi "segati" dal pensare di farla. Si , come meglio ci viene, traendo il massimo godimento e divertimento con il minimo sforzo e il minimo danno. Non so come mi è venuta la voglia di andare in moto, ma non sono mai stato un fogatissimo dei passi, delle curve di collina, delle gare di accelerazione. Ho sempre visto la conduzione del mezzo come sinergia tra l'uomo e la macchina, cercando di stabilire un legame, come lo si ha con un braccio o una gamba, con la mano o con il piede. Ho sempre considerato la moto non come oggetto, ma come un amico o amica, parlandoci come si fa al bar o a cena, facendole dei regali, rendendola più simile ad un essere umano, che a una macchina. Si narra nelle leggende metropolitane di amplessi avuti con tubi di scarico, di agghindamenti fetish con i tubi dei freni, ma non sono a quei livelli, mi limito solo ad una carezza, come insegnano anche i grandi del motociclismo. E' appena finita la stagione 2007 Power Up (http://www.powerupzone.com/) sul bellissimo circuito di Pannonia Ring (Ungheria) e come sempre dopo una tre giorni a tutto gas, ritorno a casa stanco ma felice. Sarà stato il freddo, saranno stati una serie di incovenienti ridicoli, sarà che sono invecchiato (mai!!!), sarà che penso ai miei figli, ma i tempi sul giro non sono più gli stessi. Certo nell'ambito amatoriale resto sempre un punto di riferimento (chissà poi perchè), ma comunque attestati di stima a non mollare, ma solo per esserci fanno sempre piacere. E allora mi domando, ma visto da dietro, farò bene a continuare a coltivare questa passione che a tanti diventa febbre?

lunedì 8 ottobre 2007

Pensiero sul TT


Ho appena finito di leggere un articolo sui piloti del TT, nella fattispecie uno riguardante un certo “Spook”, e mi è piaciuta molto le fine spirituale, immaginando tutti i piloti passati a miglior vita come spettatori di ogni nuova edizione del TT. Nel sito da cui ho letto l’articolo, ci sono anche tributi a persone scomparse in strada, durante la classica giratina del Sabato e della Domenica. Chi scrive è un ex pilota dilettante, nonché istruttore di guida e organizzatore di eventi per amatori, per cercare di promuovere il motociclismo su pista. Ma sono anche uno che punta molto il dito contro chi va per strada, sui passi, come se fossero prove cronometrate, infischiandosene che non siamo più negli anni 70, e che Joe Bar è solo un fumetto, ma non ho mai giudicato bene o male il TT. Lo guardo distaccato, ammiro il coraggio dei guerrieri che sfrecciano a velocità folli accanto alle case, quando decollano in mezzo agli alberi. Ho tentato di farmelo piacere, come amo la pista, ma non ci sono riuscito. Però rispetto le persone che curano con passione una vecchia tradizione che non può essere spiegata a parole, ma solo vissuta. Forse un giorno prenderò la mia moto da turismo, e farò un giro all’isola di Man, magari non nei giorni del TT, e cercherò di entrare in sintonia con il tracciato, e con le stelle che mi staranno a guardare, chiedendogli scusa se la mia media sarà di 40 all’ora, e magari la mia moto sarà una BMW e non la mia fedelissima Suzuki che mi accompagna per i circuiti di tutta Europa. Chissà se indossando un Arai giallo con delle striscioline nere mi farà da attenuante…….