...con il sedere degli altri. Vi ricordate Bono Vox degli U2, quello che una volta insieme ad un altro illuminato Jovanotti cantava a Sanremo "Cancella il debito" verso l'allora governo Berlusconi? Ieri (guarda strano) è uscita la lista delle persone che hanno ingenti capitali nei paradisi fiscali (paradise paper) e guarda caso c'è anche il nome di Bono che chiedeva da un palco di una kermesse musicale di cancellare il debito. Pare, e dico pare, che le somme di danaro accumulate (solo da lui) potrebbero cancellare diversi debiti di diversi paesi nel mondo. Tra i nomi c'è anche la Regina Elisabetta ma non è questo il problema. Il possesso di quantità ingenti di danaro non è un mio problema. Il mio problema è quando chi sa di avere il culo (francesismo dovuto) sudicio va poi in televisione a pontificare. Un altro grande illuminato è Roberto Benigni che ogni volta che sale sul palco prende fior di milioni per imbambolare il popolo con quella faccia da folletto, che andava benissimo quando interpretava il Cioni pontificando dalle Feste dell'Unità, ma oggi non più vera e sincera come allora. Sulla sua testa pende sempre quella famosa donazione di 250 mila euro presi a Sanremo che poi doveva donare in beneficenza (disse lui). Potrei fare una miriade di esempi ma non è questo il luogo. Un grande ha detto: "la beneficenza si fa in silenzio tutto il resto è palcoscenico". Caro Bono (e quelli come te) sicuramente con il tuo atteggiamento avrai attirato le simpatie di tanti ma per me resti un mediocre al pari di quelli che piangono in tv per poi tornare la sera nelle loro ville sgargianti in collina. E' giusto essere dei testimonial per le giuste cause ma ci vorrebbe anche un minimo di dignità. Trovate in rete e leggete la vita di Keanu Reeves e capirete di cosa sto parlando...
Contenitore di pensieri ad uso e consumo di voi naviganti della rete. Siatene i benvenuti, novelli Caronte del duemila...
martedì 7 novembre 2017
lunedì 6 novembre 2017
Luci ed ombre sul mondiale Superbike, #WorldSBK Qatar 2017
Si sono spenti definitivamente i riflettori sul mondiale Superbike 2017 nella notte desertica del Qatar. Vincitori e vinti hanno riposto le loro armi dentro le scatole per prepararsi all'inverno e ripartire. Ma per andare dove? Non vi è dubbio di una crisi profonda delle derivate di serie dovuta alle continue esigenze di immagine che in realtà non ha mai offerto perchè campionato per appassionati motociclisti. In fondo la moto che hai in garage è uguale a quella di Rea ma questo non conta più (anche perchè di quel tipo di moto non se ne vendono più tante). Mondiale SBK ucciso già dal terzo round da quel cannibale che è Johnny Rea che anche nell'ultima gara ha fatto doppietta superando i record di Bayliss e Edwards. Addirittura si vocifera che ha corso con la moto in configurazione 2018 (meno giri e meno cavalli) ma nonostante tutto ha vinto lo stesso. Non è la Kawasaki che vince ma il binomio moto-pilota perchè altrimenti lo avrebbe vinto Davies e la sua Ducati. Un mondiale a 2 purtroppo anche perchè nessuno è riuscito ad affacciarsi lassù con costanza. Si è avvicinata Yamaha con entrambi i piloti. Lo ha fatto un team privato qual'è il Barni con una Ducati privata. Nemmeno la seconda Ducati guidata da un regolare Melandri ha mai impensierito la vetta (Jerez a parte). Sykes sembra più un pilota "rassegnato" che il vecchio combattente che era ma d'altronde con Rea in squadra è dura per tutti. BMW Althea hanno navigato nelle retrovie meglio di loro ha fatto MV con un costante Camier che lascia per approdare in Honda. E il colosso nipponico con il Toro sulle carene? Fiasco completo. Honda non ha saputo minimamente affacciarsi nelle posizioni che gli competono il tutto condito dal lutto del povero Hayden l'unico in grado di spingerla un pò più in la. Discorso simile anche per Aprilia che preferisce avere qualche sporadico guizzo in MotoGp piuttosto che vincere in SBK (il 2014 non è così poi lontano). De gustibus...
Regolamenti da rivedere? Si parla molto del confronto con il British Superbike in fatto di regolamenti e punteggi e vista l'affluenza può darsi che abbiano ragione. Ma girare per il mondo non è come stare in Europa e sinceramente la pericolosità delle piste inglesi mette un pò a disagio. Rallentare le moto non so quanto sia redditizio visto che Soufoglu domenica ha fatto il best lap in 2.01.8 ed escludendo Rea il gruppo si è stabilizzato sul 1.58.4 (circa) per salire fino ai 2.00.0 di tanti altri.
Le due manches separate da un giorno? La griglia invertita (male)? Con il nuovo regolamento vedremo chi fuggirà o chi rimarrà. Io credo che Rea la farà da padrone anche l'anno prossimo ma questo non vuol dire che le gare possano essere brutte. In fondo anni addietro il pubblico ha assistito a corse dove 2 piloti avevano mezzi meccanici talmente superiori che al Mugello su rettilineo parzializzavano il gas... Ciao SBK, al prossimo anno... Io ci sarò e voi?
martedì 31 ottobre 2017
Quando le notizie passano inosservate
Non vi è dubbio che l'elite mondiale composta da pochi gruppi che governano il mondo utilizzi strumenti di propaganda per forviare le masse, ree di uno scarso potere di osservazione e magari anche di studio del mondo che li circonda. Non importa essere degli scienziati per capire che ogni giorno l'informazione ci propina quello che vuole farci sapere. Eppure la gente crede ancora ai ciuchi che volano (Babbo Natale per fortuna esiste davvero) solo perchè l'hanno detto in tv o ancora peggio "l'ho letto su internet". Non sto adesso ad elencarvi la miriade di notizie sulle quali potremmo discutere ma ieri casualmente ho visto un pezzo di SKYTG24 dove parlavano del problema della siccità e dei relativi incendi in Piemonte. Finito il servizio la giornalista mostrava un grafico dove veniva evidenziato che il tasso di CO2 è simile a quanto registrato (nei fossili) 3-5 milioni di anni fa. Qualcosa mi sfugge penso io. Oggi viviamo in un mondo dove la battaglia all'inquinamento viene combattuta sia a livello politico che economico e non passa giorno dove qualcuno non ci propini la macchina che consuma meno, l'elettrodomestico meno inquinante, la cultura della raccolta differenziata, giusto per fare qualche esempio. Tutte cose vere, per carità, perchè è innegabile che l'uomo stia inquinando il pianeta, basti pensare al Vortice di Plastica del Pacifico (qui) ma il CO2 di 3 milioni di anni fa come lo mettiamo? Nel 2008 pubblicai su questo blog un bellissimo articolo di Franco Battaglia un noto ricercatore scientifico dove con parole semplici spiegava come "è la natura e non le attività umane a governare il clima" (qui l'articolo) giusto per capire un pò cosa cercano e vogliono propinarci dalle alte sfere. Quanti di noi non hanno cambiato l'auto, l'elettrodomestico perchè meno inquinante e più a norma? Ma cosa c'era allora 3 milioni di anni fa che faceva alzare il livello di CO2? Una civiltà avanzata? Oppure è la conformazione della terra stessa che "respira"? Immaginate per un momento di fare una piccola proporzione tra la vita di un uomo (70 anni circa) con la vita della Terra (prendendo come riferimento la formazione della Pangea ovvero 180 milioni di anni fa). Pensate che il sisma che ha colpito Amatrice ai giorni nostri si era già manifestato nel 1639 geologicamente "qualche ora fa". Per noi sono passati più di 300 anni per la terra qualche ora (forse). Quindi a parte i dati oggettivi dell'incidenza dell'uomo sull'inquinamento (plastiche, deforestazione, cementificazione e così via) l'alzamento globale della temperatura e tutti i fenomeni climatici mondiali non saranno da attribuire ai "respiri" della terra al pari di come avviene nell'uomo? Se pensiamo che i carburanti che utilizziamo nei nostri motori fanno parte di una tecnologia che non doveva neanche nascere o almeno sarebbe dovuta servire per un breve periodo (Tesla docet) ci spieghino allora perchè il CO2 esisteva già 3 milioni di anni fa. Domande alle quali forse non avremo mai risposte ma solo notizie buttate li ad un pubblico che di domande non se ne fa alcuna.
lunedì 30 ottobre 2017
Morbidelli Campione del Mondo e grande vittoria Ducati, #MalaysianGP 2017
Il Morbido ce l'ha fatta! Dopo Simoncelli, in quel lontano 2008 sempre in Malesia, ieri Franco Morbidelli ha coronato il suo sogno di arrivare per primo lassù dove nessun italiano era mai arrivato prima (Moto2). Lo ha fatto alla sua maniera, silente ma aggressiva e calcolatrice considerando che alle spalle non aveva un pilota qualunque ma bensi Tom Luthi non un campionissimo ma uno regolare che comunque è sempre li e che il prossimo anno se lo ritroverà accanto in MotoGp. E' la vittoria del pilota e non di una fiction televisiva. Poche parole, poco cinema (cit) ma tanto gas! Nella giornata del ricordo ci fa piacere questo scambio di testimone tra i due ragazzi italiani immaginandola proprio come l'incrocio della mano di Dio con quella dell'uomo della Cappella Sistina. Bravo!!!
La giornata di ieri ha visto anche un'altra grande vittoria ma non di un pilota ma quella di una squadra che è riuscita a portare in vetta due moto lasciando agli avversare lo spray sollevato dai gommoni nell'umida giornata malese. Ovviamente stiamo parlando di Ducati e dei suoi piloti. Il primo quel Dovizioso nell'anno di grazia che ha fatto quello che doveva fare: vincere! Il secondo quel pluri titolato spagnolo, che quest'anno ha sfoderato l'umiltà del debuttante su una moto che mai prima di ora aveva vinto così tanto se non con il solo fenomeno Stoner. Ieri Lorenzo ha aperto la strada al suo compagno per poi lasciargli la testa a seguito di un errore. Lui nega di aver fatto gioco di squadra e questo rende la sua non brillante stagione da pilota una lezione di sportività che va oltre i risultati. Nella giornata Ducati va sottolineato la solidità di Marquez ma non di Honda che senza il suo pilota viaggerebbe costantemente nelle retrovie. Anche Yamaha continua nel suo momento grigio e solo Zarko, con la moto 2016, riesce a fare meglio in condizioni precarie. Rossi alla fine ha portato il risultato a casa un pò meno Vinales che si dovrà accontentare del terzo posto nel mondiale dopo un avvio bruciante. 21 i punti che separano Dovizioso da Marquez e a Valencia Dovi deve vincere e Marquez fare zero o quattordicesimo, infatti sul Ricardo Tormo regneranno le note di Mission Impossible. Staremo a vedere e comunque vada sarà un mondiale vinto dai piloti in barba ai complottisti e pasticceri.
Concludo con l'ennesima considerazione sullo schifo (schifo!) della telecronaca dei soliti idioti. Nel 2015 pregavano per il gioco di squadra e non (Petrucci a Valencia docet). Ieri quasi gridavano allo scandalo se ciò fosse avvenuto dimenticandosi che Dovizioso è un pilota italiano e non svizzero. Comunque Lorenzo da signore ha fatto le sue dichiarazioni (questa volta giuste) e la sua gara. Tutto il resto come sempre, e ancora una volta, è vermanete noia!
lunedì 23 ottobre 2017
E' nata una stella? #AustralianGP 2017
Doveroso iniziare dalla conquista del campionato mondiale da parte di Joan Mir, un ragazzo che ha stupito per lucidità, talento e classe. Per chi segue le moto e non le soap opera avrà visto nel maiorchino un fenomeno della Moto3 come pochi si riescono a vedere sin da subito. Ricorda un pò Marquez e un pò Lorenzo con il quale condivide la provenienza. E' vero che tanti vincitori della Moto3 poi si sono un pò persi nelle categorie superiori ma Mir sembra che sia di altro stampo. Come tutti gli spagnoli (o quasi) è frutto di un lavoro che parte da una scuola (e un campionato) e non da un accademia ristretta e i risultati si vedono chiaramente. E parlando di accademie possiamo citare il secondo posto di Fenati l'unico italiano di tenere botta al forte spagnolo e, viste le varie vicissitudini, non possiamo che applaudirlo e ringraziarlo.
E mentre uno spagnolo si è cinto dei colori dell'iride un altro spagnolo, più famoso, dava uno strattone alla classifica mondiale, complice la debacle del suo avversario e del suo mezzo meccanico. Ieri Marquez ha messo in campo tutto quello che c'era da mettere cucinando come dolci di Halloween i suoi avversari dopo una bella gara stile Moto2. In effetti vedere 6 piloti battagliare per tutta la gara ha reso lo spettacolo esaltante con belle manovre, maschie e anche stupide (cit). Alla fine però solo lui ha saputo tirarsene fuori lasciando agli altri un arrivo in volata dove a spuntarla è stato un vecchio lupo di mare, tale Rossi che nell'ultimo giro ha calato la sua esperienza chiudendo porte e traiettorie. Bene anche Vinales e Zarko sempre su Yamaha il che fa capire che la moto ancora c'è. Come dicevamo giornata nera per Ducati che non ha saputo fornire un mezzo all'altezza della situazione testimonianza che ci viene da tutti i tre piloti (Petrucci compreso) fuori dalla top ten. Mondiale chiuso? Certamente a meno di un miracolo ma bastano solo 8 punti e Dovizioso deve per forza vincere.
Fuori programma i cori (buuuuu) contro Marquez sul podio inscenati dalla solita claque con l'ittero in faccia ancora non rassegnata a celebrare un grandissimo campione qual'è lo spagnolo. Prossima tappa Sepang, ricordando come sempre un nostro pilota che da lassù sicuramente festeggerà il nuovo campione del mondo.
lunedì 16 ottobre 2017
Tsunami Dovizioso, #JapaneseGP @AndreaDovizioso
Per chi di voi è appena entrato al lavoro e ha visto le locandine dei giornali non sa che ieri in Giappone si è abbattuto l'ennesimo tsunami per fortuna senza vittima alcuna. Anche se i giapponesi non danno nomi ad eventi atmosferici lo tsunami di ieri aveva un nome: DOVIZIOSO! La capitaneria di porto giapponese ha provato con il suo Generale Marquez ad arginare l'onda d'urto ma nulla ha potuto contro la marea rossa. Come nelle più belle pagine del motociclismo solo due uomini sono stati al comando ieri, dopo che Petrucci li aveva traghettati per 12 giri, per poi lasciarli ad un duello senza esclusione di colpi, reso ancora più arduo dalle condizioni dell'asfalto. Per chi come me ha avuto dubbi sul braccino di Andrea ad Aragon ieri si è dovuto ricredere e di questo ne siamo tutti felici. Si narra che la vittoria sia molto più bella quando lo sconfitto è un grande guerriero. Ieri Marc Marquez ha dimostrato ancora una volta di essere il numero uno da diversi anni a questa parte e coi suoi gesti sempre al limite della fisica, ma mai della scorrettezza, ha reso la vittoria di Dovizioso ancora più grande. Ieri non c'erano in ballo i punti del mondiale, ieri c'era in ballo il mondiale stesso. Se Marc avesse vinto, il mondiale sarebbe stato chiuso (a meno di grandi sconvolgimenti). L'unico modo per mantenerlo ancora vivo era una vittoria del Dovi meglio se ottenuta così. Adesso solo 11 punti separano i due e il binomio uomo pilota sembra essere a favore dell'italiano. Scrivo sembra perchè Marquez è Marquez e anche ieri ha dimostrato di essere un fenomeno.Quattro gare mancano alla fine e a questo punto la lotta si è ristretta solo a loro due. Sulla carta il favorito resta sempre lo spagnolo ma Dovizioso ha la possibilità di fare il colpaccio. Forza ragazzi fateci ancora divertire così!
E così dovrebbe continuare anche sull'asciutto il buon Petrucci autore di un ottimo terzo posto dopo aver condotto la gara per un pò. Come anche da lui ammesso il problema di ieri è stato il duo tsunami! Bravo Petrux!
Il resto della gara normale amministrazione con le due Suzuki che si sono affacciate nella top five, la Yamaha al traguardo con una moto ufficiale e una satellite (Vinales e Zarko), un Lorenzo ancora avvolto dalle nubi ed un Rossi finito per le terre per fortuna senza conseguenze fisiche (si è allontanato senza neanche zoppicare).
Prossima domenica nella terra di Stoner e speriamo che la Ducati e il Dovi annusino quell'aria di vittoria che per tanti anni ha aleggiato sul circuito. Rimanete con noi se volete leggere di motociclismo, altrimenti comprate i giornali! :-)
lunedì 2 ottobre 2017
Re(a) per la terza volta, #Worldsuperbike 2017
L'avevo già scritto dopo il terzo round contro questo Rea e Kawasaki non c'è niente da fare. Troppa la superiorità del binomio che nulla hanno potuto i diretti avversari sia il suo compagno di squadra sia il generosissimo Davies. Solo loro due hanno tentato di mettere i bastoni tra le ruote a Rea perchè il resto del gruppo, ad iniziare da Melandri, sono lontanissimi in classifica generale. Asciutto, bagnato, misto umido (avrebbe vinto anche sullo sterrato), partenza invertita, sempre lui li davanti con una grinta da super campione. L'assassino di questo mondiale superbike è sempre lui reo di soffocare le velleità degli avversari sin da subito. L'ottimo Sykes, Mister Pole, non è Rea pur con lo stesso mezzo, così come non le è Davies con una Ducati guidata sempre al 110% quindi molto più incline all'errore. Come dicevo nessuno del gruppo, tranne gli altri due inglesi, è stato in grado di affacciarsi la davanti se non qualche sporadica apparizione di un buon Foret, del duo Yamaha e di Melandri ma comunque senza mai un duello diretto come hanno fatto spesso Davies e Rea.
Sicuramente è una serie in crisi per la mancanza di spettacolo e in tanti invocano il regolamento del British Superbike che anche ieri ha fatto il pieno ad Assen. Sinceramente non saprei cosa realmente fare, vero è che senza quei tre la davanti la serie forse sarebbe più combattuta, però qualcosa la Dorna dovrebbe trovare. E' anche vero che le case costruttrici fanno un pò di retromarcia sulla centralina unica e visti i risultati in MotoGp cambiando l'ordine dei fattori il risultato non cambierebbe poi di molto.
Adesso mancano due round alla fine e con il mondiale già assegnato non resterà che vedere chi arriverà al secondo posto tra Davies e Sykes e sopratutto sarà interessante vedere quanta fame avrà ancora il cannibale.
lunedì 25 settembre 2017
Fratture mondiali, #AragonGP
Una vera e propria frattura quella di ieri nella gara di Aragon, dove il piccolo diavolo Marquez ha messo in mostra un altra gara al top lasciando solo le briciole al suo diretto inseguitore nella classifica, quel Dovizioso ieri un pò troppo sottotono. 16 sono ora le lunghezze che li separano ma è la determinazione dello spagnolo a fare la differenza. Cade il Sabato e vince la Domenica. Nulla ha potuto un ritrovato (al momento) Lorenzo in testa per buona parte della gara ma con un passo di mezzo secondo più lento. Quando poi Marc è passato in testa il gruppo si è decisamente allungato con il solo Pedrosa a tentare un attacco al compagno di squadra. Vinales raddrizza un fine settimana partito malissimo e che ieri lo ha visto arrivare quarto davanti ad uno stoico Rossi al rientro dopo l'infortunio alla gamba dx. Bene Espargarò con l'Aprilia che ha relegato la Ducati del Dovi (in questo fine settimana tornato svizzero) al settimo posto. Come ho detto ieri Dovizioso ha fatto una gara "strana" secondo me con un pò di braccino. Non me ne voglia Andrea ma campioni si diventa rischiando anche un pò, come si diventa anche accontentandosi. Ma l'avversario è Marquez non uno qualsiasi. Due parole anche sulla comunicazione che è stata fatta sull'infortunio di Rossi e la sua successiva ripresa. La MotoGp, la Dorna e il grande burattinaio Ezpeleta sanno che la gallina dalle uova d'oro è sul "viale del tramonto" ma il motociclismo era ben altra cosa. Esistono piloti in grado di correre contro il male e contro gli infortuni, ma "ingigantire" una patologia ben precisa racchiusa nella parola FRATTURA mi pare un pò eccessivo. Sicuramente il vostro risultato l'avete raggiunto basta leggere i titoli dei quotidiani e commenti sui social, ma ricordatevi che esiste una parte degli appassionati che non crede ai ciuchi che volano. Da sportivo mi è dispiaciuto per l'infortunio (titolo meno roboante) di Rossi perchè comunque è sempre un pilota che "anima" la compagnia ma per sua fortuna, contrariamente al 2010 quando in mondo visione si è visto tutti l'entità della FRATTURA (con la gamba fuori asse), Rossi ieri ha corso una gara da INFORTUNATO e non da FRATTURATO ottenendo poi un ottimo risultato.
Se vogliamo poi parlare di "eroi" (parola super abusata) parliamo di Pasini che da anni corre con una mano terribilmente offesa e che in quest'anno sta mostrando quello che sa fare. Pasini, come ieri Rossi che non ha attribuito all'infortunio la sua prestazione (bravo e onesto), non ha mai messo davanti la sua mano, perchè ha sempre dato del gran gas. Punto.
A te lettore che oggi leggerai il post e mi risponderai per le rime col livore tipico dei tifosi dico solo che io continuerò a seguire il motociclismo post Rossi come lo facevo ante Rossi e godrò delle gesta atletiche di questi splendidi atleti che vivono in un Nirvana motociclistico che noi non conosciamo. Bravi tutti ieri, viva il motociclismo e vinca il migliore.
lunedì 11 settembre 2017
Follie in Riviera nel segno di Cairoli, #SanMarinoGP Misano 2017
Grazie ai fischi di Misano Marc Marquez è letteralmente volato via, all'ultimo giro, regolando e cucinando uno stoico Petrucci in testa per tutto il gran premio. Nulla ha potuto l'italiano contro il 4 volte campione del mondo che, se mai ce ne fosse bisogno, ha ribadito la sua intelligenza, la sua caparbietà di saper vincere quando bisogna vincere. Poteva accontentarsi di un ottimo secondo posto, visto che il suo diretto rivale per il campionato Dovizioso, ieri terzo, era sugli scudi con un set-up non perfettamente a modo. Marquez ha capito che con Petrucci poteva solo perdere e così ha deciso di superarlo all'ultimo giro per poi staccarlo di un secondo. Bravo comunque il Petrux in attesa di gare simili anche sull'asciutto. Dovizioso ha fatto la sua gara, da professore, limitando i danni nella sua migliore stagione in MotoGp. Adesso sono a pari punti in vetta alla classfica e tutto può ancora accadere. Quarto Vinales che limita i danni ad una giornata storta dopo che si era preso la pole al Sabato. Team Yamaha che ha dovuto patire anche l'assenza di Rossi infortunatosi in allenamento e ora a rischio mondiale. L'incognita meteo poteva dare una mano al Dottore ma le gufature dello studio di SKY hanno solo funzionato con Lorenzo, anche ieri a terra dopo un inizio alla Lorenzo. Nella top five è mancato Pedrosa arrivato ad una quaresima dai primi. Lo sportivo del giorno però è Zarko che si è fatto dei buoni 150 metri spingendo la moto senza benzina per tagliare il traguardo.
In Moto2 Morbidelli getta alle ortiche il suo vantaggio mondiale cadendo alla Quercia dopo pochi giri e lasciando a Luthi un arrivo in seconda posizione dietro un ispirato Aegerter anche lui svizzero. Sull'inedito podio c'è spazio anche per un malese certo Syahrin bravo a rimanere in piedi nella viscida Misano. Morbidelli dovrà ad iniziare ad essere più furbo se vorrà portare via il titolo al suo futuro compagno di squadra Luthi, non dotato dello stesso talento ma di tanto acume tattico.
La Moto3 ci consegna un'altra vittoria di Fenati che ha letteralmente fatto il vuoto alle sue spalle rifilando 25 secondi al suo diretto rivale Mir anche ieri molto intelligente a non farsi prendere troppo la mano. In fondo i punti adesso sono +61, oltre 2 gare di vantaggio. Bene DiGiannantonio terzo dopo aver regolato Canet e Oettl.
Da segnalare la conquista del nono titolo mondiale nel cross di Cairoli ad Assen, una disciplina a me non tanto nota, ma che meritava la menzione in questo modestissimo blog. Peccato non sia così anche per le testate giornalistiche.
Prossimo round Aragon con l'incognita Rossi (io dico che non correrà) e un bel duello tra un ITALIANO e un mostro spagnolo.
giovedì 17 agosto 2017
Se tutti facessero (o non facessero)?
post pescato in rete che condivido, Max
La
sopportazione dell’uomo medio, ovvero “se tutti facessero come me”
L’uomo medio
sopporta molte cose, ma se c’è una cosa che proprio non sopporta, è
sapere che qualcuno ha smesso di sopportarle.
Negli ultimi
anni ho maturato una posizione sempre più aspra contro l’attuale
sistema del lavoro. La mia reazione è stata “mollare tutto e partire”,
nel contesto più ampio di una personale ricerca della Felicità.
Quando racconto
la mia storia però, c’è sempre qualcuno che mi risponde: “eh, bravo, però
se tutti facessero come te, chi fa il pane, dopo? La società crollerebbe”.
Oggi rispondo a
questo:
Io non sono
semplicemente uno che “ha mollato tutto ed è partito”, questo è
l’aspetto più superficiale. Nella sostanza, io sono uno che negli ultimi cinque
anni si è dedicato più alla ricerca della propria serenità che alla carriera o
al denaro.
Se tutti facessero come me la società crollerebbe?
No,
cambierebbe, ed è un’ottima ragione per insistere.
La società non è
un ente astratto e immutabile, una scatola che ci contiene e determina i nostri
confini. Siamo noi la società, ognuno di noi lo è, e se ci muovessimo tutti
nella stessa direzione, essa seguirebbe di conseguenza.
Se tutti
facessero come me, o qualcosa di simile, la società farebbe altrettanto,
anteponendo il benessere delle persone al puro materialismo. I sistemi
economici, produttivi e di governo evolverebbero per interpretare i nuovi
valori. Non servirebbe più “mollare tutto e partire” per cercare la felicità.
Utopia? Certo che
lo è! Ma una persona molto migliore di me disse, tanti anni fa: “sii il
cambiamento che vuoi vedere nel mondo”. Nel mio piccolo e con tutti i
miei limiti ho fatto un passo in questa direzione.
Non predico
l’anarchia o lo sfascio delle istituzioni.
Io credo nelle società degli uomini, nella legge, nella cooperazione e
nell’amicizia tra i popoli, ma ciò che abbiamo creato con la civiltà
occidentale è sbagliato. Si basa su valori fasulli che vanno contro la serenità
dell’individuo. Il profitto è premiato più che il progresso reale; il
consumismo vince sulla sostenibilità; la ricchezza di pochi è più importante
del benessere di tutti.
Come può restare in piedi un sistema così sbagliato?
Esso si basa su
fondamenta stabili:
la capacità di sopportazione dell’uomo medio.
Perché l’uomo medio sopporta l’idea di scambiare la maggior parte
dei suoi anni migliori in cambio di denaro, che nella migliore delle ipotesi
non gli serve, e nella peggiore non gli basta.
L’uomo medio sopporta
lo stress per undici mesi l’anno, poi spende i soldi guadagnati per riprendersi
la salute che ha perso per guadagnarli.
L’uomo medio sopporta
i lunedì mattina, anche se li odia. Poi aspetta tutta la settimana l’arrivo del
weekend, e lo passa annoiandosi.
L’uomo medio sopporta
di dare le chiavi della propria vita a una banca, e di lavorare trent’anni per
comprare una casa in cui passa meno tempo che in ufficio.
L’uomo medio sopporta
gli aumenti del costo dell’energia, le nuove tasse, i tagli all’istruzione e
alla sanità, le sistematiche prese per il culo dei politici, i reality in
televisione, l’informazione deviata, le notizie sui vip in vacanza e gli
allarmi sulla pandemia annuale.
L’uomo
medio sopporta anche l’inquinamento, le guerre pilotate, la deforestazione,
i massacri, i fondamentalismi religiosi e l’odio razziale.
Ma se c’è una
cosa che l’uomo medio proprio non sopporta, però, è sapere che qualcun altro ha
smesso di sopportare tutta questa merda.
Perché ogni
persona che dice “basta” è uno schiaffo alla normalità e alla routine. È
una sveglia, che ci strappa all’improvviso dal sonno profondo e ci costringe ad
osservare la realtà. E la realtà è che tutti gli anni passati a sopportare
questa o quell’altra cosa non torneranno mai più indietro. Troppo occupati a
fare i bovini da soma per qualcun altro, il tempo è scivolato via dalle nostre
dita addormentate, i nostri figli sono cresciuti e se ne sono andati via di
casa, e i nostri sogni sono sbiaditi, dimenticati in qualche cassetto.
La realtà fa paura, e la paura è insopportabile.
Meglio rimediare
subito allo strappo, mettere una pezza all’abitudine, e trovare una scusa
qualsiasi per tornare a dormire, come se nulla fosse.
Una scusa come: “eh,
se tutti facessero come te…”
Sarebbe davvero
così brutto?
mercoledì 16 agosto 2017
Un mondo da rifare
Morire pestati a sangue in discoteca? Nel 2017 succede anche questo. Ma non ai confini del mondo ma in Spagna, in un luogo affollato con gente intenta a divertirsi e a ballare. Morire venendo preso a calci come uno straccio, come un pallone il tutto sotto gli occhi indifferenti di altri giovani che nulla hanno fatto per impedire la morte di un loro coetaneo. Succede nel 2017 nell'era dei social, dei movimenti pacifisti, della comunicazione globale, nell'era dei selfie e del riprendiamo-tutto per poi renderlo di pubblico dominio. Invece di difendere si preferisce riprendere magari sperando di vedere cosa succede dopo che un povero ragazzo ha esalato l'ultimo respiro per colpa di due vigliacchi-stronzi-pezzi-di-merda. Tutto è virtuale ma la vita che non c'è più è reale. Non siamo dentro Call of Duty ne tanto meno a GTA. Li sono tutti bravi ma è nella vita reale che bisogna agire e non rimanere indifferenti. E non siamo in un vicolo di New York (ma anche di Milano e Roma) dove si è consumata l'ennesima faida tra bande. Siamo in discoteca un luogo dove si ascolta la musica e si balla. Possibile che nessuno dei presenti abbia avuto l'istinto di fermare tutto ciò? Sono queste le conquiste del cosiddetto mondo moderno e migliore? Sono questi i futuri abitanti del mondo? Evidentemente un elitè globale la pensa così perchè sempre di più i valori degli uomini vengono portati ai minimi termini affinchè si possa rimanere inermi di fronte ad episodi come questo. Il mio pensiero oggi va a quel padre in lacrime che in un attimo ha perso tutto senza sapere neanche il perchè. Un perchè ci sarebbe e forse la risposta la troviamo nella Genesi e nella narrazione dei fatti che portarono al Diluvio Universale. Questa umanità, questi uomini, questo tempo va spazzato via, va cancellato perchè non siamo degni di essere chiamati tali.
Battaglie in Carinzia, #AustrianGp 2017
E' stata una guerra quella che si è vista nella giornata di gare a Zeltweg dove in ogni classe il vincitore ha dovuto sudare le proverbiali 7 camicie per portarsi a casa l'ambito trofeo. Iniziamo dalla MotoGp dove due stratosferici guerrieri hanno dato vita ad un epica battaglia che rimarrà negli annali tra Marc Marquez, che non ha bisogno certo di presentazioni, e quel Dovizioso alla sua terza vittoria stagionale. Fiumi di bit sono già stati spesi e scritti, e non sarò certo io a dire qualcosa in più, ma da sportivo posso affermare che nei gesti di entrambi c'è stato del sano sport e del sano rispetto sia sotto i riflettori ma anche fuori e questo ci restituisce una dimensione più vera del motosport dove l'effetto cinema e mediatico è stato messo da parte da due "bad boys". Riguardatevi la gara dal momento che Marc e Dovi salutano la compagnia... tutto il resto è noia. Alla fine un astuto Dovizioso prevale su di un Marquez mai domo che ci ha provato fino alla fine nella maniera più spettacolare che solo lui ci sta regalando da diversi anni a questa parte. Bene Pedrosa ieri terzo che come James Bond ha atteso che gli avversari si cuocinassero a vicenda godendosi uno spettacolo da prima fila. Si rivede Lorenzo nelle prime posizioni seguito da un attento Zarko capace di mettere in riga le Yamaha ufficiali ieri in ombra sia con Vinales che con Rossi. Sul carro dei vincitori menzione d'onore a Mika Kallio ieri decimo con la KTM di gran lunga il meglio della squadra austriaca che dovrà frugarsi per cercare un top rider. Classifica allungata con il solo Dovizioso a tenere botta (come recita il suo "polsino" sul serbatoio del freno davanti) su Marquez staccato a 16 lunghezze. Mondiale non certo finito ma con un Marquez così e con una Honda ritrovata la vedo dura per tutti.
In Moto2 Morbidelli suona la carica con una gara tiratissima quasi sempre in testa mentre alle sue spalle un sempre più convincente Marquez teneva a bada un ottimo Luthi. Prestazione di forza dell'italiano che riallunga sullo svizzero sempre molto efficace e pericoloso. Bene ancora una volta Bagnaia quarto seguito dall'autore della pole position Pasini che si è un pò perso da metà gara in poi.
La Moto3 ci consegna (forse) un nuovo fenomeno del motociclismo quel Joan Mir alla sua settima vittoria conquistata con intelligenza e astuzia tattica che lo ha portato ad un vantaggio di 4 secondi sul gruppo sempre agguerrito che ha visto alla fine Oettl giocarsela con un dolorante (e commovente) rientrato Martin. Male, malissimo gli italiani, sopratutto Fenati ieri tredicesimo e oramai lontano dal leader Mir.
Permettetemi una riflessione da sotto ombrellone: nell'aspettare le interviste ai protagonisti mi sono visto per la prima volta il dopo gara condotto da Camiciottoli e dagli altri Agostini-Canzano-Reggiani e Lucchinelli. Incredibile ma vero ieri hanno parlato da sportivi e non da tifosi-prezzolati com'è uso fare a SKY (TV8). Hanno esaltato Dovisiozo (che ieri con l'occasione è diventato italiano) la tenacia di Marquez, perfino Lorenzo hanno apprezzato. Canzano ha perfino auspicato un ritorno degli appassionati negli autodromi. Ora che il libro giallo comincia a sbiadirsi si ritorna a parlare di sport?
martedì 8 agosto 2017
Tempo variabile ma non per Marquez! #CzechGP 2017
Un mese di pausa non è bastato per "tranquillizzare" Marquez che in Repubblica Ceca ha dato l'ennesima dimostrazione di forza e intelligenza. Una vittoria ottenuta quasi banalmente vista la sua bravura ma anche l'incapacità degli altri di reagire. Gara dichiarata WET quando in realtà le traiettorie erano già quasi tutte asciutte e non ci volevano grandi calcoli per intuire come potesse essere il prosieguo. La possibilità di un rovescio ci poteva anche stare ma era una condizione uguale per tutti. Marquez è partito con le rain-soft per poi accorgersi che a quel punto le slick avrebbero funzionato in egual misura se non meglio e così è stato. Forse chi aveva più di tutti da perdere era proprio lui ma se si vogliono vincere i titoli mondiali bisogna azzardare. Gli altri si sono persi in due giri, addirittura c'è chi è caduto nella pit-lane (Iannone) chi non aveva la moto pronta (Lorenzo) banalissimi errori non degni di una squadra mondiale, tranne Honda che ha piazzato anche Pedrosa in seconda posizione. Si rivede Vinales sul terzo gradino del podio autore di una gara più furba rispetto al suo compagno di squadra Rossi, ieri quarto, un'altra volta spaesato nel flag-to-flag come lo è stato anche per Dovizioso. Marquez adesso ha allungato in classifica ed ha anche un pò allungato la classifica che vede Vinales ora secondo a 14 lunghezze di ritardo mentre gli altri sono già ad oltre 20 punti. Per carità mondiale ancora apertissimo ma li davanti non c'è uno qualsiasi.
Le due gare della Moto2 invece hanno un pò messo in discussione la classifica. Se nella prima frazione sull'asciutto l'esito non era del tutto scontato, con un Pasini ancora una volta in grande spolvero, un Morbidelli accorto e un Luthi nelle retrovie, nella ripartenza bagnata non ci sono state storie perchè lo svizzero è partito subito in testa lasciando Pasini nella ghiaia e Morbidelli arrancare nelle retrovie. Classifica quindi di nuovo accorciata con una piccola ripresa di Luthi e Marquez proprio sul nostro Morbido.
In Moto3 stiamo assistendo invece ad un bel duello (ancora un pò a distanza) tra un bel pilota qual'è Mir e il nostro Fenati che sono emersi dall'umido della pista ceca fino a contendersi il gradino più alto proprio agli ultimi due giri anche se il nostro portacolori non ha potuto far altro contro un Mir veramente bravo, intelligente e astuto che al momento ci ricorda un pò Marquez prima maniera.
Prossimo round Zeltweg dove capiremo chi sarà risorto dopo BRNO o chi invece sarà ancora li a leccarsi le ferite chiedendosi il perchè.
lunedì 7 agosto 2017
Fiat 124 Spider Abarth, una bella scoperta!
Non avevo mai recensito un auto prima d'ora, ma il Fiat 124 meritava questa mia recensione unofficial (non chiesta da nessuno). Avendo guidato sempre moto iper-sportive non avrei mai sospettato che un auto mi incuriosisse così tanto, eppure il feeling tra me e la nuova nata in casa Fiat è sbocciato quasi all'istante. Infatti, grazie alla CAR di Firenze e all'amico Andrea Giannini sono venuto in possesso della nuova 124 ma non quella "normale" ma quella con i cofani neri, la mitica 124 Spider Abarth. Già guardandolo dall'alto l'abitacolo è degno del nome che porta, ben rifinito in ogni sua parte con i sedili in pelle griffati, le casse Bose inserite nel poggiatesta più vari inserti in velluto tra cui quello sopra il contagiri. Proprio quest'ultimo volutamente rosso opaco a rimarcare, se mai ce ne fosse bisogno, lo spirito racing del 124. Per me che sono di statura medio alta (e anche un pò robusto) la posizione alla guida mi è subito tornata comoda senza quella sensazione da go-kart che ci si può aspettare. La magia inizia alla pressione del pulsante START dove il motore viene descritto dal suono dello scarico Record Monza veramente accattivante, con quel tipico gorgoglio delle auto sportive. Breve occhiata ai comandi e ai vari pulsanti e via verso le prime curve. Ovviamente, anche se la calura di questi giorni lo sconsigliava, ho optato per la capote aperta condizione essenziale per provare uno spider come questo. Uscendo dalla città abbiamo anche potuto constatare che la rapportatura del cambio non sia fastidiosa, ma permette un utilizzo quasi da utilitaria e sicuramente le 6 marce (manuali) sono state studiate proprio per questo.
La Faentina vecchia è stato il teatro della nostra prova e devo dire che sin dalle prime curve la macchina ci ha trasmesso quella giusta confidenza di guida e di confort anche sullo sconnesso. Volendo il 1400 Multiair spinge già dai 2000 giri se nella marcia giusta, emettendo quel "rantolo" allo scarico che per gli appassionati risulta un suono molto gradevole. La situazione si fa interessante sui 3600 giri quando la turbina Garret inizia a fare il suo lavoro. Da li l'auto risulta veramente appagante con il sound che diventa sinfonico ed il poderoso tiro che ti spinge fino ai 6000 giri regime in cui, nelle prime 4 marce, conviene cambiare. Non ho mai disabilitato il traction control in quanto l'auto risulta molto impegnativa sul misto e non sarebbe una cattiva idea abbinarci anche un corso di guida tra i vari optional. Si perchè alla fine il 124 ha un doppia faccia: docile sotto i 3500 giri, cattivo nella guida sportiva e vi garantisco che in qualche passaggio sul misto non mi sono risparmiato. Bella anche la frenata garantita da un impianto frenante Brembo molto modulare alla pressione della leva garantendoci delle staccate coerenti prima di entrare in curva. Ed è proprio in curva che l'auto ci ha fatto capire la sua doppia personalità. Entrando ancora con i freni pinzati la macchina si inserisce subito in maniera coerente fino a metà curva quando riprendi a dare gas. Se si è sotto la fatidica soglia la lasci correre, ma se a centro curva oltrepassi il limite dei 3500 allora diventa impegnativa con un marcato sovrasterzo facilmente prevedibile dopo averci preso un pò la mano. Certo è che con tutto quel sound più scoppiettamenti vari non puoi non essere rapito da una guida "svelta" anche se, e lo ripeto, come tutte le auto e moto sportive, bisogna sempre dare del LEI perchè i limiti si oltrepassano in fretta. Per trasmettere tutto questo ben di Dio a terra Fiat e Abarth hanno pensato di utilizzare dei pneumatici 205/45-17 forse sulla carta non troppo generosi in larghezza ma utili per rendere l'auto più maneggevole e meno "pesa" sullo sterzo il quale risulta sempre gradevole anche in fase di manovra. Azzeccata secondo me la scelta della capote manuale visto che si apre e si chiude comodamente da seduti. Ottimo il funzionamento dell'impianto di climatizzazione che non grava troppo sulla gestione del motore, così come la poca rumorosità a capote chiusa.
A me questa versione è piaciuta tantissimo e sarei curioso di confrontarla con la versione base per capire quanta differenza ci può essere sopratutto in termini di prestazioni e di gestione dell'auto visto che, nonostante i 170 cv, non abbiamo consumato poi così tanto. Il prezzo è in linea con altre roadster ed interessante è l'offerta proposta a 249€ mensili. Mi piacerebbe vedere in listino anche una versione "di mezzo" anche per i più giovani, magari con un look più accattivante (rispetto alla versione normale) e con un motore a gasolio visto che Fiat ha un ottimo 1300. Sicuramente farebbe breccia anche per i più giovani e per un mercato femminile.
Riportarla in concessionaria non è stato facile per il sottoscritto perchè il 124 ha rapito il cuore di un motociclista abituato alle prestazioni delle moto lasciandomi fantasticare su come potrebbe andare in pista...
Ma in fondo ogni favola è un gioco che si fa con il tempo ed è vera solo a metà...
lunedì 3 luglio 2017
MarquezRing, Sachsering 2017 #GermanGP
E ottavo sigillo fu! Otto volte Marquez nella terra dei Sassoni. Non importa che moto guidi ne che tempo faccia. In Germania vince sempre lui. E come da tradizione dalla gara tedesca scaturisce sempre qualcosa di interessante e a favore dello spagnolo. L'anno scorso dette una dimostrazione di forza mista tra tecnica e bravura. Quest'anno si è portato nuovamente in testa al mondiale. E' vero che ci sono 4 piloti in 10 punti ma la cartina tornasole è che Marquez è di nuovo la davanti, nonostante i due zeri. E nella sua giornata i diretti avversari hanno steccato, chi più e chi meno, favorendogli la sua risalita al vertice e, vista la sua nuova strategia nel gestire le gare, gli avversari farebbero bene ad iniziare a fare meno discorsi e più fatti. Chi ha fatto la gara della vita (al momento) senza essere troppo considerato è stato Folger che ieri ha fatto una supergara impensierendo Marquez fino all'ultimo giro tanto è che al parco chiuso hanno concluso il combattimento simulando simpaticamente un match di boxe. E gli altri? Bene Pedrosa ieri terzo mentre chi ha raddrizzato un fine settimana nero sono state le Yamaha, quarto Vinales e quinto Rossi anche se hanno preso una bella scoppola dal pilota satellite del Team Tech3. Alle spalle dei due il privato Bautista e un ottimo Espargaro su Aprilia che precede l'ex capo classifica Dovizioso e un perso Zarko. Viste le premesse ci aspettavamo di più sia da Petrucci che da Lorenzo entrambi fuori dalla top ten. Comunque un fine settimana da dimenticare per i team ufficiali Honda esclusa.
La Moto2 invece ci ha regalato il sesto sigillo stagionale di Morbidelli che, complice la caduta di Luthi, allunga in campionato a 37 lunghezze. Bene anche Oliveira a un non nulla dalla vittoria cosi come Bagnaia, Corsi e Pasini.
In Moto3 vince ancora una volta Mir confermandosi l'uomo da battere in ogni situazione. Subito dietro però il primo degli italiani, quel Fenati che sta vivendo un ottimo momento oscurato solo dalla regolarità dello spagnolo. Ritornano a farsi vedere la davanti anche Bulega e Bastianini però ancora in ombra per le posizioni che contano.
Adesso ci sarà la pausa estiva di un mese per ricaricare le batterie, leccarsi dalle ferite riportate per poi riprendere in uno dei circuiti più belli del mondo: BRNO.
Stay tuned. Life is short, race hard!
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