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lunedì 7 maggio 2012

Piove

Piove sul mondo motociclistico, e non solo per le avverse condizioni di queste ultime gare sia in MotoGp che in SBK, ma piove perchè ancora non si è riusciti ad offrire una stabilità al nostro sport che lo renda inossidabile nel tempo. Se la MotoGp è già da qualche anno che traballa sul filo del poco spettacolo, ieri ci si è messa anche la SBK dove, a fronte di condizioni meteo incerte, abbiamo assistito ad una poco chiara gestione della gara, sia da parte dei piloti sia da parte dell'organizzazione. Certo, correre in situazioni incerte non è affatto semplice, ma come ha detto Chili, l'elettronica serve anche a questo, a far si che le moto siano performanti in ogni situazione.8 giri su 36 in totale sono un pò pochi anche a rispetto degli spettatori che sono accorsi numerosi per i 25 anni di SBK, e questo quando tutte le altre classi hanno regolarmente preso il via. Speriamo che Donington Park, nonostante sia in Inghilterra sempre dal tempo incerto, renda più chiara la situzione.
E' piovuto anche in Portogallo, un pò meno che a Jerez, dove l'uragano Casey ha fatto il bello e il cattivo tempo, questa volta correndo contro se stesso più che contro un tostissimo Lorenzo e un attendista Pedrosa. Si perchè in fin dei conti questa è stata la gara, una lotta a tre, col il resto del gruppo a fare da comprimari senza aver neanche la minima possibilità di affacciarsi la davanti. Difficile andare a prendere uno Stoner come quello di ieri, difficile perchè non ha mai smesso di violentare la sua Honda a suon di manciate di gas, e poco importava se Lorenzo non gli ha mai concesso più di 8 decimi nell'arco di 28 giri, come ammesso anche dal campione spagnolo. Una gara per appassionati ma non per un pubblico "normale" che nella stessa settimana ha pagato 31 euro di biglietto per vedere le prove di F1 al Mugello. E' un parallelismo che la Dorna deve affrontare se non vuole perdere tutto il suo smalto, come consigliato anche dallo stesso Stoner: "ci vogliono regole più chiare". Alle spalle dei tre i soliti Dovizioso e Cruthclow oramai presi nel loro personale campionato, un Bautista speriamo in crescita, un Rossi....settimo, un sempre più lost Spies e via via tutti gli altri. Da segnalare la prima doppiata CRT quella di Petrucci.
In Moto2 lotta fratricida tra Marquez e Espargarò vinta dal pilota Repsol dopo un duello all'ultima curva. In leggera ripresa Iannone quinto mentre ancora luci e ombre su Corti e Corsi. Lascia invece la leadership del mondiale il simpatico Fenati in Moto3, causa incomprensione con Kent, vinta con volata finale da Cortese su Vinales al fotofinish. Rimedia per gli italiani Antonelli sesto.
Che dire? Non un bel momento per il motociclismo in generale alleviato dalle belle notizie sulle condizioni di McCornick, mentre per Lascorz la faccenda rimane ancora nebulosa sia per quanto detto sia per le reali condizioni dello spagnolo.

lunedì 2 maggio 2011

Spallate portoghesi


Gran premio un po’ noioso quello di ieri all’Estoril in Portogallo per la terza prova del Campionato del Mondo prototipi. Oddio, c’è ancora da capire cosa effettivamente sia la MotoGp oggi, definita tempo fa la Seria A del motociclismo ed oggi frequentata da soli tre piloti. In effetti a guardarla bene ieri di motociclismo hanno parlato solo in due più uno ovvero un indomito Lorenzo, un incredibile Pedrosa ed un “ragioniere” Stoner. Tutti gli altri relegati a ruoli da serie B, se non C per la mediocrità del loro atteggiamento la maggior parte in gara ed alcuni anche fuori dalla moto. L’Estoril ha visto protagonista assoluto un ritrovato Dani Pedrosa che nella terra di Lorenzo ha dimostrato un nuovo carattere, forse la prima volta da quando corre in MotoGp, studente fino a 4 giri dal termine cattivo e aggressivo come non mai gli ultimi due, quando superato il suo rivale e connazionale, ha stampato due giri veloci e se ne è andato. Non avrei mai scommesso su di lui ieri. Eppure ieri Pedrosa ci ha fatto rivivere un motociclismo coriaceo, bello, fisico e psicologico pressando il Re di Estoril, quel Lorenzo che ha vinto tre volte e conquistato 4 pole position, per poi passarlo e lasciarlo dietro, complice anche un calo del maiorchino che aveva tirato per tutta la gara. Il braccio steso tenuto durante l’ultima curva prima del rettilineo nel tentativo di “strecciarlo” dai dolori post operatori, hanno più di un significato che del semplice funambolo. Spalla o non spalla “oggi ero li e dovevo fare qualcosa alla fine” ha dichiarato Pedrosa, e lo ha fatto nel migliore dei modi. Bravo anche Lorenzo, forse un po’ “piccione” nel sobbarcarsi tutto il lavoro sporco, ma lodevole del fatto di volersi riconfermare a tutti costi, anche a discapito di una stanchezza eccessiva, non prevedendo che il suo avversario, peraltro convalescente, facesse più di tanto. Le chiacchere si fanno alla fine e non all’inizio o prima della gara e Lorenzo ne a fatte elogiando il suo avversario. Stoner che non era mai stato al top per tutto il week end, anche oggi ha trovato un italiano sulla sua strada che gli ha un po’ rotto la concentrazione sin dai primi metri per cercare di stare col duo di testa, quel Marco Simoncelli che gli è decollato davanti al naso alla quarta curva del primo giro. Un errore non proprio da serie A… ma si sa che a parlare tanto si finisce il fiato e la concentrazione… E il resto? Rimandati. Rossi che arriva quinto. Dovizioso che si è limitato a stare dietro Valentino per tutta la gara per poi passarlo gli ultimi metri, arrivando però a 16 secondi dal primo con la stessa moto. L’unico con un attenuante è Spies fermato da un banale errore tecnico (la serie A si vede anche dai meccanici). Tutti gli altri, 13 in tutto, a portare a spasso moto e sponsor e fare un po’ di rumore per il pubblico accorso. Come serie A direi che non c’è male…

L’Estoril verrà ricordato dagli addetti al settore per una bellissima gara di un pilota poco amato ma cazzuto fino all’inverosimile. Verrà ricordato che, nonostante un infortunio possa segnare il fisico, lo spirito di un pilota non verrà mai domato ne protetto da scuse improbabili, perché è quello che ci hanno sempre insegnato i piloti. Verrà ricordato anche per un Fuori Giri nell’insegna dei vincitori lasciando fuori il numero 46 dalla discussione… Forse il vento sta cambiando, e mentre noi appassionati stiamo cercando di capire che fine farà il nostro sport, tutti gli altri torneranno a fare il tifo negli stadi lasciando spazio al rombo dei motori e alla bravura dei loro alfieri.