venerdì 27 maggio 2011

A lavorareeeeeeeeee!!!!!!

Inchiesta dell’Espresso: più di duemila ex parlamentari ogni mese incassano vitalizi fino a diecimila euro, cumulabili con altri redditi e che ci costano 174 miloni. All’ex "cattivo maestro" Toni Negri 3mila euro al mese


Mentre in Italia impazza il dibattito sull’età pensionabile, qualcuno l’assegno dell’Inps se l’è già intascato. Molto prima dei 60 anni e grazie al fatto di essere un «onorevole». Anzi, un ex parlamentare. A spese dei bilanci di Camera e Senato, che nel 2006 hanno dichiarato un «rosso» da 174 milioni di euro. Un buco nei conti che ricadrà inevitabilmente sui contribuenti italiani. A fare luce sull’ennesimo scandalo che riguarda i privilegi della politica è stato l’Espresso, che nel numero in edicola ha pubblicato l’elenco dei 2005 ex parlamentari che incassano ogni mese un assegno dai tremila ai diecimila euro lordi.


Il vitalizio è il risultato di una sproporzione incredibile tra contributi e prestazioni erogate, ed è ovviamente frutto di una legge del Parlamento. Secondo la normativa in vigore, i deputati il cui mandato parlamentare sia iniziato dopo il 1996 hanno il diritto alla pensione a 65 anni. Ma se dal ’96 ad oggi sono stati eletti per due legislature, gli anni si riducono a 60. Più fortunati i deputati eletti prima del ’96, che hanno diritto al vitalizio già a 60 anni, che però possono scendere a 50 anni se si utilizzano tutti gli anni di mandato accumulati oltre i cinque minimi richiesti. A conti fatti, con più di tre legislature (più o meno 20 anni di contributi) si può andare in pensione sotto i 50 anni.

Ancora più generoso, sostiene L’Espresso, si rivela il Senato: gli eletti a partire dal 2001 hanno diritto alla pensione solo a 65 anni (a 60 con due legislature) e a condizione di aver svolto un mandato di cinque anni. Coloro che hanno conquistato lo scranno prima del 2001, riscuotono invece il vitalizio a 60 anni con una legislatura, a 55 con due e a 50 anni dopo tre mandati. Il calcolo del vitalizio è legato agli anni di contribuzione. Ed è salvaguardato dalla cosiddetta «clausola d’oro» grazie alla quale il vitalizio si rivaluta automaticamente con l’indennità del parlamentare ancora in servizio.


Passi per i padri della Prima Repubblica, da Mino Martinazzoli ad Antonio Gava, che incassano quasi 10mila euro lordi al mese. Meno per personaggi come il fondatore di Repubblica Eugenio Scalfari o imprenditori come Susanna Agnelli e Luciano Benetton, che incassano 3mila euro lordi per 5 anni «di servizio» in Parlamento. Ma tra i privilegiati c’è anche chi deve decidere le sorti delle pensioni degli italiani. Come i sottosegretari all’Economia del Prc Alfonso Gianni (56 anni, circa 6.600 euro lordi al mese di pensione) e della Margherita Roberto Pinza (65 anni, 9.387 euro lordi al mese), dimessi da parlamentare per entrare nel secondo governo Prodi, che oltre all’assegno incassano lo stipendio da sottosegretario (192mila euro l’anno a testa), visto che la pensione si cumula con tutti i redditi e tutte le rendite.


Il sindaco ds di Roma Walter Veltroni, 51 anni, deputato dall’87, che con 23 anni di contributi versati, dal 2005 riscuote dalla Camera un vitalizio mensile di 9mila euro lordi (che si aggiunge allo stipendio del Campidoglio, di circa 5.500 euro netti). Somma che - ha fatto sapere il Comune - Veltroni ha provato inutilmente a rifiutare e che poi ha deciso di distribuire in beneficenza alle popolazioni africane. C’è anche Toni Negri, l’ex leader di Autonomia operaia che nel 1983 era detenuto per associazione sovversiva e insurrezione armata contro i poteri dello Stato; eletto con i radicali, si fece vivo alla Camera solo per sbrigare le pratiche e poi si diede alla latitanza in Francia. Nonostante ciò percepisce 3mila e 108 euro di pensione da parlamentare. «La sua personale vendetta contro lo Stato borghese», commenta l’Espresso.


E poi ancora: Nando Dalla Chiesa (Margherita), in pensione a 58 anni con quasi 6.600 euro lordi al mese, l’altro sottosegretario alla Giustizia Luigi Manconi (Ds), che a 59 anni si mette in tasca ogni mese un assegno da 4.725 euro lordi più i 192mila euro annui. A 60 anni ancora da compiere Mauro Paissan può già contare su un vitalizio mensile di circa 6.600 euro, ai quali vanno aggiunti i compensi che percepisce dal Garante della Privacy. E ancora Maura Cossutta, classe 1951, figlia del leader Pdci Armando, che porta a casa ogni mese 4.725 euro lordi.

mercoledì 18 maggio 2011

Sandokan detto Bello Gatto (1994 - Maggio 2011)


E così un altro pezzo di storia della mia vita se n'è andato. Troppa la solitudine di un mese e mezzo quando alla fine di Marzo se ne era andato suo fratello Willy dopo 16 anni vissuti insieme. Troppi 16 anni vissuti in continua simbiosi fuori e dentro casa. Troppi forse anche 17 anni di vita... Il mio gattone Sandokan ha sentito che la vita, quella terrena, iniziava a mancargli sotto le zampe, e ha deciso di percorrere quel sentiero che lo porterà accanto al suo amico Willy, in quella lontana prateria dove un giorno ci rincontreremo. Nessuno, se non vive accanto ad un felino può capire la loro filosofia di vita. I gatti sono indipendenti ma anche estremamente riconoscenti, e la loro riconoscenza nasce da quel legame che si stabilisce il giorno stesso che ci incontriamo. Loro mi hanno insegnato tutto, anche ad essere un buon padre, perchè avere un gatto in casa è come avere un figlio, con la sua personalità, il suo modo di vivere... Sandokan se ne andato nella maniera più dignitosa possibile. Non ha chiesto niente ne ha preteso funerali o casse sfarzose, donazioni, fiori, rinfreschi. Ha sentito che quella era la sua ora. Si nasce soli e si muore soli. I gatti sono così. Avete mai visto un gatto morto per strada? Alla loro ora si allontanano e non li ritrovi più... Sarò sempre grato ai miei "ragazzi" per essere stati con me nella parte più importante della mia vita, quella dove si cresce e si diventa uomini... ed è anche merito loro se oggi mi sento migliore... Adesso so che state correndo di nuovo insieme ma so anche che sarete sempre accanto a me...

Parole soltanto parole

Ho aspettato due giorni prima di un commento a caldo sul Gran Premio di Francia a Le Mans, tante sarebbero state le cose da dire, forse anche sbagliate forse dettate da sentimenti contrastanti. Una cosa è certa, e mi rivolgo un po’ a tutti: per favore non rovinate il nostro sport!!! In primis ovviamente i responsabili, gli organizzatori, i direttori, i megapresidenti, che fanno solo chiacchere su tutto, senza minimamente esporsi, trincerandosi dietro i regolamenti, peraltro giusti, ma anche interpretativi, un po’ come sono le leggi quando contemplano aggravanti e attenuanti. Il nostro sport su due ruote si basa molto sull’equilibrio e oggi più di ieri questa variabile è stata portata all’esasperazione lasciando sempre più minori margini di errore. Nella dichiarazione di Paolo Ciabatti sul caso Biaggi si percepisce la pochezza dell’uomo che non ha saputo valutare oggettivamente il caso ed ha applicato delle regole scritte in realtà per altre casistiche, ovvero quei casi di estrema bagarre dove tutto è portato a centimetri e decimi tentando di preservare l’incolumità dei piloti. Ed è proprio in quei casi che gli uomini pensanti dovrebbero venire fuori, ponendo sul tavolo le loro decisioni e implementandole nelle regole scritte, stilando regolamenti sempre più precisi ed equi. Dall’altro fronte, quello dei piloti, non possiamo non citare Simoncelli, protagonista di siparietti e dichiarazioni pre gara anche condivisibili, cancellate in un sol colpo nella maniera peggiore di tutte al grido di predicare bene e razzolare male. Marco a Le Mans ha sbagliato e lo ha fatto nel peggiore dei modi perché il taglio su Pedrosa non lascia troppi spazi ad un interpretazione. E anche quell’episodio ha rimarcato la pochezza dei giudici che si sono limitati ad una sanzione tenera applicando, appunto, il regolamento. Simoncelli e Biaggi due fatti, due pesi, la stessa misura. Il nostro sport cari signori burocrati, è uno sport strano e atipico sotto ogni punto di vista, anche quello atletico, e non può essere relegato a determinate regole. Le regole vanno bene quando si parla di tecnica, ma sul comportamento dei piloti e della dinamica dei fatti, andrebbero prese decisioni che partono si da quella regola, valutando però il contesto, la causa e l’effetto. Capirossi su Harada, Rossi su Gibernau, Rossi su Lorenzo, Lorenzo su Dovizioso, tanto per citarne alcuni, tutti episodi maschi e al limite della correttezza, ma ci stanno perché inseriti in contesti precisi e riscontrabili. Non ci stanno episodi e relative decisioni come Rossi su Stoner a Laguna, Biaggi a Monza, o Stoner su De Puniet… dove sono state prese decisioni all’opposto valutando i personaggi da una parte e le regole scritte dall’altra. Non importa codificare tutto ma importa valutare al momento la causa e l’effetto perché è così che si corre in moto: una curva la fai bene mentre l’altra sei in terra perche quel decimo di centimetro di gomma ti ha lasciato… I piloti quando sono in gara vivono una dimensione che non è riportabile alla realtà quindi anche le regole dovrebbero essere scritte valutando sempre il momento preciso in cui quella norma viene infranta. Tutto il resto sono solo parole.

lunedì 9 maggio 2011

Molti nemici, molto onore

Non c’è che dire, se Monza o la si ama o la si odia (a me non piace), il week end monzese ci ha regalato comunque spunti interessanti sui quali riflettere. Primo di tutti il bellissimo tempo stabilito da Biaggi in prova quell’ 1,41”745 alla strepitosa media di 204,405 km/h. Non male per un “vecchietto” e tanto di cappello all’Aprilia, moto indiscutibilmente performante, tutt’al più tempo ottenuto quando aveva già la pole position in tasca. Biaggi ha voluto il record donandolo a tutti gli appassionati di motociclismo. Quindi via le polemiche, via gli “schiaffi”, via tutto, Max ha chiesto scusa nella maniera migliore possibile: aprendo il gas. Prima manche vinta da Laverty più lesto a separarsi dal gruppo rispetto a Biaggi che ha dovuto lottare con Haslam e Melandri rimanendo leggermente attardato rispetto al pilota Yamaha. Ovviamente questo non ha tagliato le gambe al Corsaro perché pur arrivando secondo con Checa nono, si è visto ridurre lo svantaggio in classifica generale fino a 30 punti. Ma è stata la seconda manche che ha fatto vedere un sempre più motivato Biaggi nel cercare la vittoria, davanti ad un pubblico festante e carico di passione (per dirla nel gergo televisivo). Dopo un primo avvio del Coccodrillo Corser Max decide di rompere gli indugi e stacca tutti fino a 5 secondi dopo pochi giri! Un abisso, un enormità considerando il tempo occorso, fino a quando (e qui la mia repulsione per Monza) all’entrata del posteggio del centro commerciale (in pratica la prima variante) il romano fa un lungo, quasi fisiologico oserei, dato che arrivando sempre a staccare intorno ai 330 km/h, capita a volte di fare un piccolo errore. Slalom tra i jersey e rientro quasi regolare perché… il pilota non si è attenuto alla regola di passare su di un percorso disegnato e discusso nel briefing pre gara (dove lui non si è presentato, Melandri docet). A seguito di tale comportamento la direzione gara lo ha penalizzato con un ride through che gli ha fatto perdere il primo posto e lo ha relegato all’ottava posizione a fine gara. Sdegno per gli appassionati accorsi (si sentiranno gli ululati a Paddok Show) e giustificazioni da parte del direttore Paolo Ciabatti nel post gara.

Che dire… personalmente mi è venuto a mente Barcellona 1998, la famosa black flag della quale ancora stiamo a discutere. Mi è anche tornato in mente il taglio di chicane di Valentino a Laguna Seca su Stoner. Sicuramente due pesi e due misure. All’epoca il giovaqne Biaggi non poteva vincere il mondiale contro Doohan, non era politicamente corretto, stonava un po’ che un rookie facesse le scarpe al plurititolato pilota della solita marca in un team privato. Cosa che invece è stata concessa al suo rivale Rossi a Laguna senza la benchè minima sanzione. Classi diverse, moto diverse? Non credo. Stiamo parlando di motociclismo puro, la massima espressione di due classi che se dovessero correre insieme ci sarebbe un arrivo molto variegato e non un predominio della MotoGp (guardate i tempi sul giro). A Doningthon Biaggi ha palesemente errato, muovendosi sulla griglia anche non ottenendo un vantaggio, ma come è già stato detto, c’è un regolamento, sbagliato o no va rispettato. Quella di ieri a Monza mi è sembrata proprio una vessazione nei confronti di un pilota (e per pilota intendo tutti) che errando una manovra di “salvataggio” non abbia rispettato una riga, una stupida riga voluta per imporre un sentiero per chi si trovava a tagliare la chicane. La regola del taglio della chicane è lapalissiana e giusta se tale manovra comporta un avanzamento in classifica a dispetto di un avversario. Infatti i piloti al rientro si posizionano sempre o lasciano strada agli avversari che hanno eventualmente superato. Ieri Biaggi non aveva nessuno da far passare, ha avuto solo un problema in frenata che per la sua sicurezza lo ha fatto andare lungo per poi rientrare in pista agevolmente. Ciabatti si giustificherà in conferenza stampa che quella manovra gli ha fatto guadagnare tre decimi... Mah… Quindi regolamento alla mano doveva essere sanzionato. Ri-mah… Bello davvero il nostro sport… Bello! Come esistono delle leggi caro Ciabatti, allora esistono anche le attenuanti del caso, come la legge ci insegna. Gli uomini non devono trincerarsi dietro un articolo, ma dovrebbero dimostrare che quell'articolo può presentare delle piccole lacune da colmare con l’intelligenza e la valutazione. Il ride through di ieri forse nasconde un significato che va oltre quello che è il regolamento. Non lo so. Avrei delle ipotesi, ma non è questa la sede per discuterne. Max Biaggi caro Ciabatti è un patrimonio per il motociclismo (Batta docet) e un patrimonio per il motociclismo italiano come lo è Valentino Rossi. Nessuno chiede di avere clemenza, tanto più per un connazionale, ma il giusto riconoscimento per un gesto sportivo quello si. Un gesto che non ha fatto ne guadagnare ne perdere nulla agli altri ne a se stesso… Nel mondo degli uomini esistono anche le valutazioni… Ma al giorno d’oggi parlare di uomini è diventato veramente difficile…

lunedì 2 maggio 2011

Spallate portoghesi


Gran premio un po’ noioso quello di ieri all’Estoril in Portogallo per la terza prova del Campionato del Mondo prototipi. Oddio, c’è ancora da capire cosa effettivamente sia la MotoGp oggi, definita tempo fa la Seria A del motociclismo ed oggi frequentata da soli tre piloti. In effetti a guardarla bene ieri di motociclismo hanno parlato solo in due più uno ovvero un indomito Lorenzo, un incredibile Pedrosa ed un “ragioniere” Stoner. Tutti gli altri relegati a ruoli da serie B, se non C per la mediocrità del loro atteggiamento la maggior parte in gara ed alcuni anche fuori dalla moto. L’Estoril ha visto protagonista assoluto un ritrovato Dani Pedrosa che nella terra di Lorenzo ha dimostrato un nuovo carattere, forse la prima volta da quando corre in MotoGp, studente fino a 4 giri dal termine cattivo e aggressivo come non mai gli ultimi due, quando superato il suo rivale e connazionale, ha stampato due giri veloci e se ne è andato. Non avrei mai scommesso su di lui ieri. Eppure ieri Pedrosa ci ha fatto rivivere un motociclismo coriaceo, bello, fisico e psicologico pressando il Re di Estoril, quel Lorenzo che ha vinto tre volte e conquistato 4 pole position, per poi passarlo e lasciarlo dietro, complice anche un calo del maiorchino che aveva tirato per tutta la gara. Il braccio steso tenuto durante l’ultima curva prima del rettilineo nel tentativo di “strecciarlo” dai dolori post operatori, hanno più di un significato che del semplice funambolo. Spalla o non spalla “oggi ero li e dovevo fare qualcosa alla fine” ha dichiarato Pedrosa, e lo ha fatto nel migliore dei modi. Bravo anche Lorenzo, forse un po’ “piccione” nel sobbarcarsi tutto il lavoro sporco, ma lodevole del fatto di volersi riconfermare a tutti costi, anche a discapito di una stanchezza eccessiva, non prevedendo che il suo avversario, peraltro convalescente, facesse più di tanto. Le chiacchere si fanno alla fine e non all’inizio o prima della gara e Lorenzo ne a fatte elogiando il suo avversario. Stoner che non era mai stato al top per tutto il week end, anche oggi ha trovato un italiano sulla sua strada che gli ha un po’ rotto la concentrazione sin dai primi metri per cercare di stare col duo di testa, quel Marco Simoncelli che gli è decollato davanti al naso alla quarta curva del primo giro. Un errore non proprio da serie A… ma si sa che a parlare tanto si finisce il fiato e la concentrazione… E il resto? Rimandati. Rossi che arriva quinto. Dovizioso che si è limitato a stare dietro Valentino per tutta la gara per poi passarlo gli ultimi metri, arrivando però a 16 secondi dal primo con la stessa moto. L’unico con un attenuante è Spies fermato da un banale errore tecnico (la serie A si vede anche dai meccanici). Tutti gli altri, 13 in tutto, a portare a spasso moto e sponsor e fare un po’ di rumore per il pubblico accorso. Come serie A direi che non c’è male…

L’Estoril verrà ricordato dagli addetti al settore per una bellissima gara di un pilota poco amato ma cazzuto fino all’inverosimile. Verrà ricordato che, nonostante un infortunio possa segnare il fisico, lo spirito di un pilota non verrà mai domato ne protetto da scuse improbabili, perché è quello che ci hanno sempre insegnato i piloti. Verrà ricordato anche per un Fuori Giri nell’insegna dei vincitori lasciando fuori il numero 46 dalla discussione… Forse il vento sta cambiando, e mentre noi appassionati stiamo cercando di capire che fine farà il nostro sport, tutti gli altri torneranno a fare il tifo negli stadi lasciando spazio al rombo dei motori e alla bravura dei loro alfieri.

giovedì 21 aprile 2011

Pusillanimi


Non c’è uin aggettivo migliore per definire l’atteggiamento del Governo o dei Governi di fronte al problema nucleare di cui tanto si parla dopo i fatti avvenuti in Giappone. Forse non è ben chiaro, ma l’Europa è una fucina di centrali nucleari e alcune sono mooooolto più vetuste di quelle giapponesi. Forse non è ben chiaro ma un problema in Romania o in Rep.Ceca lo pagheremmo come avere una centrale in Maremma o in Emilia. Le centrali nucleari europee accendono tutti gli elettrodomestici di casa nostra. Ma mentre chi ce l’ha in casa non paga “niente” noi siamo costretti ad importare l’energia perché siamo convinti di essere più ecologici degli altri. Ma chi dice no al nucleare la conosce la cartina delle centrali europee? O parla per dare fiato alla bocca com’è uso fare in Italia? Perché i signori politici tutti mi sa che non hanno ben chiaro cosa sia la spesa energetica ed in euro di questo paese. Loro pensano alle cazzate e a tutto ciò che serve a distrarre l’opinione pubblica becera e ignorante invece che creare un popolo consapevole dei vantaggi e dei rischi. Cavalcano i congiuntivi di Di Pietro piuttosto che ascoltare i pareri di illustri personaggi in primis Margherita Hack o Veronesi che tanto piacciono alla sinistra. Non è con la negazione che si ottiene il progresso. Dire NO e non proporre alternative valide significa essere dei qualunquisti e fare solo demagogia. Il nostro mondo è seduto su di una pentola a pressione e non è che dicendo NO ci allontaniamo dai problemi. Tutto è basato sul compromesso, tutto… Se accettiamo il mondo che abbiamo sappiate che ogni cosa è fatta a discapito di un'altra. Ogni cosa è la conseguenza del suo opposto. Ti piace leggere una rivista scientifica? Bene sappi che lo stesso editore è anche proprietario di una casa che distribuisce riviste e film hard. Vai in auto? Sappi che una branca di quella casa automobilistica fornisce componenti per missili da guerra. Usi il navigatore? Sappi che lo stesso satellite osserva obbiettivi militari e può fornire coordinate per colpirli. La nota azienda di giocattoli, che piacciono tanto ai bambini, fornisce particolari in lega leggera per l’assemblaggio delle pistole. L’azienda che costruisce l’ecografo dove tu hai guardato tuo figlio crescene nella pancia della madre fornisce l’elettronica per le bombe intelligenti. Vogliamo andare avanti? A cosa serve negare il nucleare? A nulla!!!!! Serve solo a continuare a pagare gli altri per avere la stessa energia che potremmo costruirci da soli con i soliti rischi di chi ha le centrali. Mi piacerebbe che a tutti quelli che andranno a votare al referendum venisse tolta l’energia elettrica “prodotta” col nucleare facendogli usare solo quella proveniente dalle dighe, pale, pannelli e quant’altro. Piano piano si spengerebbero le loro abitazioni, i loro computer, i loro condizionatori come già succede quando la richiesta è alta nei mesi estivi. Questo è il dazio da pagare per il vostro e nostro benessere quotidiano ricordatevelo al pari degli esempi sopra citati. Il NO fa capire di quanto siete ottusi e lo stop da parte dei Governi di quanto siano pusillanimi.

lunedì 18 aprile 2011

Laurea breve


Ha ragione Sanchini quando dice che Assen da Università della moto si è trasformata in una laurea breve. Anzi, per chi scrive è forse un più un diplona superiore, tanto bruttine sono state le modifiche fatte per renderlo più sicuro. E se laurea breve deve essere, ieri il circuito olandese ci ha regalato tre laureati che hanno mostrato tutto il loro sapere in fatto di moto e altro. Il primo senza dubbio è Carlos Checa quel ragazzotto ritrovato in sella alla Ducati, senza ombra di dubbio ufficiale e gestita egregiamente dal Team Althea. Non è che rimarcando la parola “ufficiale” si sminuisca il pilota iberico, però ci fa un immenso piacere ritrovare la ex rossa ancora al vertice con un pilota che almeno fin qui sta dimostrando tutto il suo valore guidando saldamente la classifica con 43 punti di scarto sul secondo, ovvero il campione del mondo Max Biaggi. Checa ha fatto due manches quasi uguali. Ma mentre nella prima non è riuscito a saltare il gruppetto che inseguiva Biaggi e Rea in fuga a quasi due secondi, nella seconda ha guidato la gara magistralmente senza il minimo errore, con attaccata fissa agli scarichi, l’Aprilia numero uno. Biaggi ha provato a rompere gli indugi a tre giri dal termine, ma il Checa di ieri ha fatto vedere che quest’anno bisognerà sudare parecchio per batterlo. Max si è presentato ad Assen con un adesivo raffigurante un pollo, a sottolineare il week-end negativo di Doningthon, e solo Checa e Rea sono riusciti a negargli la vittoria, a dimostrazione di un gran cuore e di una gran classe. Finalmente si è rivisto Rea nella gara di casa (il suo team ha la sede a 30 km) che ha totalizzato i soliti punti di Checa arrivando primo in Gara 1 e terzo in Gara 2. Speriamo che anche lui sia della partita per un mondiale recitato da più attori. Primo stop per l’esordiente Melandri, dopo un discreto 4 posto in Gara 1 ha assaggiato l’asfalto in Gara 2 quando era all’inseguimento con Rea del duo Biaggi-Checa che avevano preso un ritmo superiore rispetto alla mattina. Buona anche la prova di Fabrizio sempre nei primi otto con una Suzuki che c’è e non c’è. Il team BMW invece ha visto cadere sia Corser che Haslam alle prese con una moto non sempre ottimale e un po’ troppo “laboriosa” nella gestione del pacchetto telaio gomme.

Peccato infine per la supersport che era in chiaro per tutti, massacrata da due cadute con relative Red Flag e ripartenze che hanno messo in confusione il nostro Scassa che alla terza ripartenza, fatta non tanto bene, nel tentativo di ricongiungersi con il suo compagno di squadra Davies, ha tamponato il francese della Honda Marino finendo la gara nei sassi. Vince Davies davanti a Foret e Parkes con la classifica che si accorcia. Nota di colore per la telecronaca dell’amico Luca Sordi al quale va il mio personalissimo messaggio: “Caro Luca, non importa fare per forza il Giò di Pillo per essere ascoltati. Vai bene lo stesso anche con la tua voce e flemma che ti hanno sempre contraddistinto ;-)”. Adesso il circus si sposta a Monza in una pista a mio avviso “stupida” e vecchia dove a regnare non sarà la guida pura, ma solo una prova di gas, freno, coraggio ma soprattutto fortuna se si esce indenni dalla prima chicane. Mah….

giovedì 7 aprile 2011

Lei non sa chi sono io!

Frase tipica dell’italiano medio. Tutti in Italia sono qualcuno. Perfino il cugino della sorella della mamma dell’amico del nonno dello zio che fa il portiere ad Arcore. Per i personaggi pubblici il discorso è un po’ diverso. Prendiamo ad esempio Valentino Rossi. Il campione di Tavullia ha storto il naso sia quando ha preso un 4 in pagella dal giornalista, sia quando (cosa ben più grave) Stoner lo ha meleggiato negli stessi modi che lui ha adottato in questi lunghi anni di carriera vittoriosa. Il problema è che sia Stoner che io, noi tutti appassionati di moto sappiamo chi sei.

Sei quello che agli inizi carriera correva già super sponsorizzato Dainese al campionato italiano ed europeo (moto gialla Belzebù).

Sei quello che è approdato al mondiale portando una ventata di gag, tra le quali la Schiffer al Mugello.

Sei quello che ha vinto il mondiale 125.

Sei quello che ha vinto il mondiale 250

Sei quello che è passato alla 500 chiedendo alla Honda il miglior tecnico in circolazione Jeremy Burgess.

Sei quello che ha vinto l’ultimo mondiale delle 500 Gp.

Sei quello che ha vinto il primo mondiale della Moto Gp

Sei quello che levava gas sul rettilineo del Mugello (ed in altri circuiti) perché la superiorità della Honda 4tempi rispetto alle due tempi era imbarazzante, e a metà gara te ne andavi sempre.

Sei quello che “ha fatto a botte” con Biaggi prima di un podio

Sei quello che alla prima Honda 4 tempi data ad un pilota coriaceo (Barros Team Honda Pons) ha dovuto combattere seriamente (Motegi 2002 se ben ricordo)

Sei quello che ha fatto capire alla Honda che senza un bravo pilota e un bravo tecnico non vanno da nessuna parte.

Sei quello che ha preso un camion di motocicletta (la Yamaha) e la resa una moto vincente sin da subito (Biaggi diceva le stesse cose ma non aveva la furbizia di farsi ascoltare)

Sei quello che ha perso il mondiale per sfortuna e per la costanza del vincitore (Hayden) nel 2006

Sei quello che le ha prese da Stoner nel 2007 al suo debutto con la Ducati

Sei quello che nel 2008 ha tagliato il cavatappi a Laguna Seca e non è stato sanzionato ed hai vinto il titolo per due anni consecutivi.

Sei quello che ha fatto un bel sorpasso a Barcellona nel 2009 ai danni di Lorenzo

Sei quello che l’anno dopo sei caduto un po’ a “bischero” alle Biondetti per cercare di infastidire il tuo compagno di squadra che poi ha vinto il titolo.

Sei quello che è montato su una moto vincente (Ducati) e ancora devi capire come si guida.

Sei quello che ha portato il nostro sport ad un livello più “popolare” coinvolgendo non solo gli appassionati ma purtroppo anche i “tifosi” che sono usciti dagli stadi ed hanno fischiato Lorenzo al podio di Misano.

Come vedi c’è chi sa chi sei… e lo sa anche Stoner e non importa che tu lo dica… Forse è proprio perché lui sa chi sei veramente che ti ha detto che sei più ambizioso che talentuoso… Ma questo non è un difetto…

mercoledì 6 aprile 2011

Chi è Mauro Pelella

Vi spiego chi è Mauro Pelella. Prima di oggi nessuno conosceva questo nome, se non gli amici e i familiari di questo ragazzo che si guadagna da vivere onestamente facendo un non bel lavoro, ovvero la guardia giurata su di un furgone portavalori. Ma Mauro Pelella è molto di più oggi. Pelella è quella persona che ha sparato contro tre rapinatori che un bel giorno si sono presi la briga di entrare in una banca e svaligiarla. Oggi Pelella è stato arrestato (neanche fermato) e accusato di omicidio volontario. Siamo al paradosso. Pelella cari i miei signori ben pensanti sono tutte quelle persone che al rientro in casa hanno trovato la porta aperta scassata o la finestra rotta, cassetti aperti, disordine sparso e nella più comune delle ipotesi atti vandalici di ogni tipo. Pelella siamo tutti noi quando indignati dell’omicidio di Avetrana o di Bergamo abbiamo detto in coro all’unanimità “se l’avessi per le mani l’ammazzerei!!”. Pelella è quella donnina strascicata per un bel po’ di metri sul selciato nel tentativo di salvare la borsa con la pensione dentro. Pelella sono i genitori di quella ragazza recentemente uccisa dal “marocchino” nel posteggio di un supermercato. Pelella sono i genitori di quelle ragazze brutalmente stuprate, picchiate da individui che poi dopo poco ricircolano impuniti per le nostre strade. Pelella siamo tutti noi quando cerchiamo e invochiamo giustizia e non ci viene riconosciuta per una totale negligenza da parte degli organi preposti. E non stò parlando degli agenti. Sapete cosa succede dopo un arresto per furto? Una montagna di scartoffie, 6 ore in una cella di transizione e dopo di nuovo in strada per delinquere. Fatevi raccontare quante paginate di nomi falsi hanno i delinquenti abituali soprattutto quelli stranieri.

Chi si riconosce in queste figure? Spero in pochi perché se vi dovesse capitare un fatto appena narrato diventereste tutti Pelella. Interi paesi devastati dai furti, ville, appartamenti nessuno escluso. Cassetti rimossi, ricordi rubati come la catenina di tuo figlio il giorno che è nato. Vi dicono niente queste cose? Spero vivamente di no! Ma esistono e stanno aumentando in maniera esponenziale. E allora di fronte ad una totale latitanza dello stato monti la rabbia e gridi vendetta. E alla prima occasione, tu che lavori su un furgone portavalori, e che leggi notizie di assalti e quant’altro, ti trovi davanti al fatto che non ti aspetti… E te li ritrovi li davanti, sulla macchina nel tentativo di scappare, tu contro di loro. Anni di denunce, di storie tristi raccontate, di furti subiti, ti passano davanti in un secondo e decidi che è il momento di erigerti a paladino della giustizia, quella giustizia che tu sai latitante. In quei colpi sparati uccidi tutti i tuoi peggiori incubi, tutti le tue paure, e speri che quel giubbotto che porti tutti i giorni non debba più servire.

Ecco chi è Pelella signori miei. Siamo tutti noi, gli stessi che giurano vendetta nelle auto per una banale lite al codice. Tutti siamo Pelella quando ci toccano in prima persona. Tutti. Nessuno escluso. Gli esclusi sono quelli che vivono sotto due metri di terra o passano le loro giornate dagli psicologi per colpa delle persone che non sono state consegnate alla giustizia. Questo è Mauro Pelella da Bergamo

lunedì 4 aprile 2011

Stelle Cadenti


Se avessi scritto questo post all’ottavo giro avrebbe avuto un tono un po’ diverso. Comunque, anche cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia una domenica bella e brutta per il motociclismo italiano. Bella per la vittoria ed il terzo posto per Iannone e Corsi nella Moto2, categoria nonostante tutto affollata, brutta per una 125 oramai priva di italiani, e per una MotoGp con soli 12 piloti all’arrivo dei quali dal quinto in poi ad oltre un minuto dal vincitore. Questa è la serie A delle moto per la quale si sprecano fiumi di parole senza neanche arrivare alla fine di un discorso concreto o ad una presa di posizione definitiva nei confronti dell’uno o dell’altro, tanto da mettere off l’audio del televisore e guardare le corse senza il commento.

Di rilievo poi cosa c’è stato…. Vediamo un po’… Ah!!! Che bischero, il consiglio preso alla lettera da parte di tutti di abbattere Stoner invece di batterlo sul campo… un po’ come successe a Laguna Seca 3 anni fa… Dopo aver fatto un warm up da pilota supersensibile alla guida e quindi sul bagnato livellando le prestazioni delle moto, il nove volte campione del mondo, il fenomeno alla frutta con la moto che Stoner riusciva a guidare, il salumiere di Tavullia quello che oramai ci propina la spalla tutti i giorni, spinto dai suoi tifosi di tutto il mondo ed anche dai commissari, si è scordato che sul bagnato le moto hanno grossi problemi di aderenza, ed anche se il pilota che lo precede di una decina di metri lascia due metri di spazio tra lui e il cordolo, non è per far passare qualcuno, ma bensì per cercare di fare una traiettoria migliore in condizioni precarie come ieri… Evidentemente il fenomeno Rossi a corto di idee sull’asciutto ha pensato bene di riavvivare un po’ il suo campionato con gesti che in passato gli hanno valso il suo soprannome ma che da due anni a questa parte stenta ad affermare. Così è scivolato davanti a Stoner tirandolo giù anche lui in un innocua (per fortuna) caduta a due. Ma la bravura di Valentino è anche questa, perché una volta caduto, è riuscito a ripartire grazie anche ai 7 marshall che lo hanno aiutato lasciandone soltanto uno al povero Stoner che non è più ripartito. E così è stato anche per Simoncelli e De Punet, ma non per Abraham… (certo loro non sono famosi ne hanno il padre con l’autodromo)… Ma i commissari non dovrebbero essere li per tutelare tutti? Mah!

Poi c’è la gara vinta dal solito coriaceo Lorenzo, attendista e cattivo quanto basta per regolare un secondo-non-male Pedrosa che oggi si opererà anche lui alla spalla (ma si mormora che il danno sia meno grave di quello di Valentino). Terzo Hayden che comunque era li, senza troppi errori, puntuale come lo fu nel 2005 quando poi vinse il mondiale che-nessuno-ricorda. Per il resto tante cadute sia a terra sia di categoria anche da parte di chi considera la Superbike una categoria di serie B (Capirossi docet). Alla fine siparietto di scuse con il buon Rossi che va nel box Honda da Stoner senza neanche spogliarsi, ne levandosi il casco, ma portandosi il “seguito” di telecamere e adulatori per far vedere che anche lui tende la mano e scende tra di noi. Peccato che Stoner non sia un ragazzo sprovveduto anzi, lo ha ripagato con la solita moneta che usa Valentino nei confronti dei suoi avversari e questo a me è piaciuto molto, anche perché quest’anno Valentino arriverà spesso quando Stoner si è già cambiato…

La prossima si disputerà in Portogallo e c’è già chi sta facendo la danza della pioggia svegliando l’anticiclone delle Azzorre sperando in una gara bagnata…

mercoledì 30 marzo 2011

Willy Signore e vengo da un motore (1995 – 29 Marzo 2011)

Non so quanti di voi abbiano avuto la fortuna di avere in casa un amico a 4 zampe. Era una sera del 1995 della quale non ricordo il mese ma solo il giorno della settimana, sabato, quando ad un tratto, nella via Trento, udii un miagolio che proveniva da dentro il cofano di un auto. Tentai di chinarmi per vedere sotto il motore, ma il curioso gatto, poco più che cucciolo, si era incastrato sotto il cofano e non ne voleva sapere di scendere. Casualmente l’auto era aperta e così alzai il cofano per liberare questo piccolo felino cittadino. Piccolo, brutto, puzzolente e sporco, come se avesse fatto lui il cambio d’olio all’auto e anche denutrito, decisi di portarlo in casa per poi consegnarlo al gattile il lunedì mattina, anche perché nella mia piccola casa c’era già un gatto che reclamava la mia attenzione. Da quella sera quel brutto gattino è sempre rimasto con me, diventando Willy, un bellissimo gatto che poi ha accompagnato la mia vita per 16 lunghi anni. Si perché contrariamente alle persone, gli “animali” (odio questa parola) vivono sempre con te e soprattutto non chiedono nulla in cambio, solo quel sano affetto che dovrebbe caratterizzare anche noi “umani”… 16 anni con un altro essere vivente sono veramente tanti ed io li ho vissuti in pieno, e la mia tristezza di questi giorni è per la perdita di un amico al quale ho sempre raccontato tutto ed il quale mi ha insegnato tante cose della vita, anche come si affronta la morte, in maniera dignitosa, senza troppi lamenti, ma solamente perché è un passaggio, l’ultimo della vita terrena.

Willy, il gatto con una persona dentro, era questo e molto altro, e solo chi conosce l’immensa filosofia felina può capirlo… Grazie amico mio per tutti questi anni insieme, grazie per avermi accettato nel tuo mondo e grazie per aver accettato il mio…

A tutti voi lascio questa antica leggenda pellirosse del Ponte dell’Arcobaleno affinchè rechi sollievo alle persone che hanno perso il proprio amico… come me

http://www.micimiao.it/Arcobaleno.htm

lunedì 28 marzo 2011

Giletti come Gilette

Ebbene si, per la seconda volta il modesto Massimo Giletti ha posto in trasmissione fatti e argomentazioni degni di una persona libera nel dire le cose giuste al momento giusto. Lo aveva fatto una prima volta, bacchettando Luca & Paolo per quella uscita infelice la prima sera del festival Sanremese e lo ha rifatto ieri, in un dibattito un pò più serio del festival della canzone italiana ovvero mentre si parlava di clandestini. Il buon Giletti ieri si è riscattato di anni di torpore televisivo, con quella perenne faccia da 6+, quella dose eccessiva di fondo tinta e quelle espressioni che hanno sempre saputo di poco. Ieri Giletti ha fatto il Ministro degli Esteri bacchettando senza troppi giri di parole un diplomatico di Malta, il quale non ha voluto dare troppe spiegazioni sul perchè a Malta non sbarcano i clandestini. E sull'incalzare dell'inciso di Giletti che insisteva che a Malta sparano, il diplomatico si è inceppato più volte fino a che il presentatore non lo ha tagliato definitivamente fuori. Non solo. Ha preso l'esponente del PD che come sempre vigliaccamente si sciacquava la bocca con gli extracomunitari e gli ha messo sotto il naso che Zapatero (di "sinistra") agisce nello stesso modo senza troppi giri di parole. In Italia siamo arrivati a questo? Siamo "ostaggi" di persone non politicanti che praticano meglio la politica dei politici? L'atteggiamento di Giletti è stato l'atteggiamento che gli italiani si aspettano dai politici eletti, ora come non mai, sopratutto in merito alla questione degli sbarchi. E' andato oltre la Lega, oltre Frattini, oltre il PD e i suoi esponenti, oltre l'azione del soporifero governo. Nell'unita di Italia ha fatto l'italiano che si è rotto di fare da zerbino al resto dell'europa. Il nostro caro governo del "ce l'ho duro" o del "mi consenta" è l'ora che si svegli perchè mi sembra che anche a Lampedusa siano italiani. E' l'ora che chi sbava dietro le veline (tutti!!!!) si dia un pò da fare perchè non c'è solo la Libia in rivolta e le cose non possono altro che peggiorare. Se poi ci sono persone volenterose che vogliono accogliere i profughi, PD, umanisti, vescovi, è l'ora di aprire le vostre ville e le vostre chiese, i vostri chiostri e siate accoglienti.... se vi riesce....
Per tutto il resto noi siamo come loro... Siamo su un barcone in mezzo al mare e non abbiamo neanche degli scafisti che ci conducono alla meta... perchè per il momento la meta non esiste. Per adesso siamo la metà degli altri, ma quanto potrà durare ancora?

Il Corsaro Nero


Difficile non parlare del secondo round del mondiale superbike a Donington Park, tanti sono gli argomenti che lo hanno caratterizzato. Certo è stato un fine settimana che ha confermato un grande campione e un grande mezzo, Checa - Ducati, il ritorno alla vittoria di un pilota navigato, Marco Melandri, e una debacle più morale che di classifica del campione del mondo Max Biaggi. Ma come sempre i fatti non vanno analizzati con gli ardori giornalistici in cerca di scoop e gossip, rimarcando episodi che sanno un po’ di aria fritta, bensì cercando di capire nell’arco di tre giorni l’andamento delle cose e la loro attenta analisi. Casualmente Biaggi è incappato in tre incomprensioni con tre piloti diversi Haga, Fabrizio, Melandri. Ma mentre con i primi due ci sono stati subito chiarimenti sull’accaduto, con Melandri il discorso si è protratto fino ai box dove in un faccia a faccia sembra che Biaggi abbia “schiaffeggiato” il ravennate reo di non aver accettato sportivamente le scuse del romano. Ebbene sembra che le percosse in questione alla fine siano state altro che due “buffetti” sulla guancia come a volte fa il prete la domenica per redarguire il ragazzo o il bambino colpevole della marachella di turno. Ma il fatto non ha convinto gli speaker che hanno voluto paragonare il gesto ad una clamorosa caduta di stile da parte di Max alimentando un episodio che poteva finire li. Dalla rilevanza data ai fatti sembra che con quest’episodio si sia voluto gettare un ponte tra la superbike e la motogp pensando anche ai due protagonisti non potendo in futuro vedere duellare Biaggi con Rossi. E allora se accuse devono essere accuse siano nel ricordare come anche un altro grande campione, Rossi appunto, icona del motociclismo mondiale, prese a “botte” Biaggi, come confermato anche dalle sue dichiarazioni nell’immediato con Capirossi nella scala che li portava sul podio “ho fatto a botte con Biaggi” (ripescatevele negli archivi). Chi vi scrive non è mai stato un tifoso di Biaggi anzi, forse più un detrattore, ma è col tempo che poi si leggono certi atteggiamenti e certe dichiarazioni. Ma forse la crisi della Superbike si inizia anche dall’alimentare questi episodi da bar, dove con dei pretesti “infantili” si cercano di mettere gli uomini contro per tirare su qualche spettatore in più e colmare l’assurdità della differita di Gara 1. Un vero peccato, tanto più che i protagonisti hanno poi dimostrato sul campo il loro valore nel bene e nel male, come l’ottima vittoria di Melandri (la prima in serie B, Capirossi docet), la conferma di Checa (e della Ducati), l’ottimo acquisto di BMW (Haslam), la ricomparsa del Kawa li davanti, SMRZ che non è caduto, ed infine le dichiarazioni di Biaggi che ha chiesto scusa al team per la prova incolore della prima manche e la squalifica nella seconda. Lo so che si sta andando in una direzione strana del motociclismo, con il 2012 che vedrà (oltre alla fine del mondo) la nascita degli ibridi, ma almeno per quest’anno in superbike lasciamo stare le crisi uterine e parliamo di motociclette e di piloti…

lunedì 21 marzo 2011

Stoner d'Arabia


Ho aspettato a scrivere questo post, perché non ho mai creduto ai test invernali. I piloti sono gente strana, soprattutto quelli più furbi, e meno male che ancora ci sono! Per chi proviene dalle corse ama i piloti sanguigni, quelli che non si risparmiano, quelli che vanno al limite. Gilles Villeneuve ne è un fulgido esempio, con in tasca solo qualche vittoria, ma ancora nei cuori di molti… Il 27 gira ancora per le piste, ma su due ruote e porta il nome di Casey Stoner, un ragazzo australiano fino al 2007 conosciuto da pochi, per poi passare alla cronaca come il primo bastonatore dell’invincibile Rossi. I destini dei due si sono poi incrociati più volte, quando il pilota furbo Rossi, con una manovra oltre il regolamento, scalfì la resistenza granitica del coriaceo Stoner nel sorpasso a Laguna Seca nel 2008 per poi arrivare di nuovo ad un confronto (non diretto) a fine campionato 2010 quando Rossi è passato alla Ducati e Stoner alla Honda. Un secondo e mezzo nel giorno degli “assaggi” sembrava un po’ troppo, ma è tipico di Stoner dare gas, tanto gas, forse anche troppo, tanto che più volte ha assaggiato l’asfalto. La schermaglia tra i due è poi continuata durante i test invernali, dove l’australiano non ha mai mollato la presa, mentre l’invincibile si trovava alle prese con una moto strana, forse la moto più da piloti che ci sia. Prima gara e la storia si ripete: primo Stoner, nono Rossi. Ma ancora non ci credevo, perche Valentino oltre ad essere bravo è anche furbo. Pronti attenti via, Rossi incredibilmente secondo alla prima curva, sesto alla seconda… La verità è realmente venuta a galla, la pista ha finalmente parlato. E’ soltanto una gara, la prima di un lungo percorso, e da motociclista “vero” mi auguro di ritrovare Rossi ancora davanti a lottare, come lo conosciamo noi, o almeno per come ci ha fatto credere di essere fino ad ora. Si perché poi il dubbio ti viene: Rossi non è montato su un camion come quando passò alla Yamaha. E’ montato su una moto vincente, quella stessa moto tanto osannata dai tifosi (non motociclisti) di Valentino quando le prese di santa ragione nel 2007. La gara di ieri in Qatar ci ha restituito un motociclismo più vero, ed è stata una delle gare più belle degli ultimi tempi. Stoner, gestito da Suppo come nel 2007, ha confermato le parole di Capirossi di due anni fa (ve le ricordate?): “Stoner è uno che va coccolato” .... Andato via Suppo dalla Ducati, Stoner si è perso, perché non doveva solo guidare la moto, ma doveva capire ogni volta perché la modificavano per farla guidare anche agli altri. Tutto il resto è storia recente…

Nella gara di ieri a mio avviso, non ha vinto solo Stoner, ma una bella medaglia se la merita anche l’ispanico Lorenzo che, con una moto prestazionalmente inferiore, ha piegato la resistenza di un coriaceo Pedrosa e della sua super Honda. Lorenzo ci ha fatto vedere che il titolo 2010 non è venuto per caso ed anche quest’anno sarà lui il pilota da battere. Pedrosa poi nel parco chiuso, con le lacrime agli occhi, ci ha detto che con una moto vincente ed una spalla menomata si può arrivare al podio, senza fare troppa pretattica… Il motociclismo è anche questo. A volte non hai solo avversari in pista, ma anche dentro di te…Bene anche gli altri due italiani Dovizioso quarto e Simoncelli quinto, mai rammentati nel dopogara dai soliti noti, troppo impegnati ad esaltare il settimo posto di Rossi, e ammettendo (con le lacrime agli occhi) che Stoner da qualche anno è il pilota più veloce…

Ovviamente tutti sono da verifica ma come inizio mi è piaciuto molto. Che il campionato del mondo abbia inizio dunque e come sempre che vinca il più forte.

P.S. Non so a voi ma a me Stoner sulla Ducati mi è mancato una cifra!!

venerdì 18 marzo 2011

Energia questa sconosciuta

Dopo il terremoto in Giappone parte del mondo si sta chiedendo quali misure e quali soluzioni si possono attuare a fronte di catastrofi naturali che interessino siti di importanza strategica quali sono le centrali nucleari e il loro apporto alla nostra quotidianità. Chi grida con forza "no al nucleare" lo fa solo per partito preso e per poca conoscenza di tutto ciò che ruota intorno alla richiesta di energia elettrica della nostra vita quotidiana. Nessuno di loro si è mai chiesto quanta energia serve in una nostra giornata tipo, certo è che tutti hanno il cellulare, aria condizionata, computer, televisione, frigo, microonde, lavastoviglie e così via. Ma evidentemente queste argomentazioni non bastano per fermare l'esercito del "no nucleare" in quanto sicuramente trattasi di persone che vivono in foreste e mangiano il cibo che producono da soli. Paragoniamo per ipotesi una centrale ad un automobile. Noi tutti utilizziamo l'auto per i nostri spostamenti quotidiani e non pensiamo che quando giriamo la chiave per metterla in moto, involontariamente attiviamo un arma che se male usata, provoca grossi danni alla collettività, pensando ad esempio ai piccoli o grandi incidenti stradali. Nessuno chiede con forza lo stop delle auto, perchè la comodità del mezzo stesso fa parte della nostra vita quotidiana e ci arrabbieremo molto se ci venisse tolta questa possibilità. L'energia è la stessa cosa. Pensate a tutte le azioni che fate in casa e eliminate quelle che coinvolgono l'energia elettrica. Cosa rimane? Pettinarsi i capelli, leggere un libro, mangiare insalata, giocare a dama o a carte, suonare la cetra. Questo è quello che succede quando manca la corrente elettrica. Tutto ciò che ne consegue, quando siamo “on-line” prevede un consistente dispendio di energia che noi (italiani) compriamo da altri. Ma chi sono questi altri? La Francia, Germania ed altri paesi che hanno centrali a poca distanza da noi nelle quali, se si verificasse un guaio, diventeremo anche noi fosforescienti. Non è che la dicitura sui cartelli comunali "Comune denuclearizzato" fa deviare le particelle radioattive. Lo ha detto anche Margherita Hack che è assurdo comprare energia nucleare da paesi confinanti quando ce la possiamo fare benissimo in casa. La battaglia da condurre, cari signori pseudo-ecologisti-pieni-di-gadget-elettronici, è la verifica costante delle centrali, come quelle in Romania ad esempio, che hanno la stessa età di quelle di Cernobyl ed iniziano ad essere vetuste. La battaglia è sull’attuazione e la messa in atto di centrali di quarta generazione, quelle tecnologicamente più progredite e più sicure anche in caso di malfunzionamento. Non pensate che coi pannelli solari, pale eoliche e tutte le energie "pulite" possiamo soddisfare la continua crescita di richiesta di energia. Nikola Tesla aveva immaginato un futuro diverso per l'energia già 100 anni fa, ma la maggior parte di voi ambientalisti non conosce neanche la storia di questo grande scienziato. L'energia elettrica fa parte del business che tutti noi, giornalmente, contribuiamo ad alimentare ad iniziare dall'accensione del vostro pc per navigare ed informarvi. E’ il mondo degli interessi che ci ha fatto evolvere in questa direzione purtroppo, e non sarà certo a breve termine che potremmo cambiare tecnologia. Certo è che non sarà una distesa di pale eoliche o un “deserto” di pannelli solari a soddisfare il nostro bisogno di energia elettrica e per adesso l’unica forma che ci garantisce il nostro fabbisogno è questa. Tanto per farvi un esempio (reale) cliccate sul link http://www.world-nuclear.org/education/uran.htm e guardate quante centrali ci sono nel mondo. Lo sapevate? Non credo, eppure ogni giorno sono accese come le nostre auto. Sapevate che Roma è più radioattiva di Cernobyl? Eppure i “grandi contestatori” non parlano mai di questi valori. Si narra che Grillo stesso abbia un contratto con ENEL per 20 Kw (o giù di li) eppure è il primo a sbraitare contro le centrali e a ostentare pannelli solari. La politica del terrore serve solo ai politici che oggi cavalcano un referendum, poi lo disconoscono a loro piacimento, mantenendo costantemente il popolo nell’ignoranza come il motto degli antichi romani insegna: Dividi et impera. Mi piacerebbe vedere in tv dibatti sull’energia, ma non trattati da comici o politici, ma trattati da chi studia ed ha una conoscenza a 360 gradi per poter istruire il popolo su dati concreti e non su supposizioni. Forse è da li che dobbiamo ripartire, da una conoscenza diversa sulla provenienza dell’energia e da un uso più attento di essa anche nei piccoli gesti, non solo quelli casalinghi, ma anche negli uffici dove lavoriamo anche se non la paghiamo direttamente. Forse un domani quella lampadina piantata a terra e accesa da Tesla a Colorado Spring si illuminerà di nuovo, perché anche i grandi affaristi e burattinai di questo nostro pianeta capiranno che non si potrà più vivere in un mondo “sporco” e che neanche per loro potrà esserci una boccata di aria fresca.