domenica 12 dicembre 2021

A tutto il popolo di faccialibro.... Grazie!

Lo scopo sin dall'inizio di faccialibro era un pò questo, oltre all'imbrocco e al gradimento degli studenti, creare delle pagine dove potersi ritrovare tra compagni di scuola, anche dopo la fine della scuola stessa, per poi estenderlo alle amicizie più in generale. La parola usata è social network letteralmente "rete di lavoro" (network) sociale (social) dove la socialità è espressione della nostra vita quotidiana cercando legami nel passato grazie a queste nuove tecnologie. Per me che ho visto "quasi" nascere il mondo dove oggi tutti sono immersi, la rete e i PC sono sempre stati "luoghi" molto amichevoli e vi garantisco, che programmare un gorilla che tira una banana da un lato all'altro dello schermo, ricordandolo oggi ha sempre un suo perchè, ed anche se in questo preciso momento posso ordinare una pizza a casa, ho sempre assorbito la rete e la tecnologia nella eguale misura di come loro hanno assorbito me. Le potenzialità poi sono veramente tante ma il loro scopo primario, oltre all'ovvio strumento lavorativo, è sempre stato la condivisione e la "ludicità", perchè in fondo sui social non possiamo permetterci di affrontare argomenti seri da destino del mondo a meno che non siano denunce gravi dove è giusto che la collettività, intorno a noi, venga messa al corrente. Da qualche anno a questa parte però i social sono diventati un calderone di un pensiero collettivo confuso dove tutti si sentono in grado di scrivere su tutto perchè oramai il World Wide Web è diventato il crogiuolo dove il grande fratello mescola e rimescola le idee di tutti fino a farle diventare verità. Se poi rimangono solo verità personali o ad appannaggio dei gruppi, de facto oramai sono li, in pasto all'opinione di tutti, e tutti ci sentiamo attratti nello scrivere qualcosa e la scriviamo come una verità perchè tanto siamo solo noi, la tastiera, il mouse e il monitor dove il cursore fa apparire le lettere. Poco importa chi c'è di la, tanto avrò sempre l'ultima parola e avrò ragione!!!  E finchè si formano gruppi di tifosi, appassionati per argomenti divertenti, sportivi o altro va tutto bene ma quando si arriva a ragionare di questioni che poi rimangono nelle discussioni per mesi e mesi dove nessuno può avere ragione ecco che non è più divertente, ecco che non è più social ma solo una gran voglia di far valere concetti che nella vita reale non sogneremo mai di affrontare perchè incapaci di affrontarli a meno di non parlarsi addosso come spesso accade! La bellezza di un padre che suona il piano mentre la figlia canta, l'amica che dal Kenia ti invia le foto dei progressi della collettività, l'ennesima pietanza fotografata dall'amica mangiona, tutte cose carine e gradevoli all'apertura delle pagine di faccialibro. Ma quando poi si arrivano a leggere solo commenti relativi a fatti di cronaca o peggio a veri e propri simposi sulla grave situazione che stiamo vivendo dal Marzo 2020, senza averne la benchè minima idea ma perchè solo "tifosi" di una corrente di pensiero beh, lasciatemelo dire, che questo non è più il mio mondo. Farò a meno di essere bombardato anche da persone che ritenevo "avanti" ma che evidentemente hanno trovato rifugio qui e non hanno saputo arginare questo "delirio" di onnipotenza solo perchè, quando siamo al computer, in fondo non esiste un reale contraddittorio.

Mi sono annoiato e quindi ho deciso di sospendere la mia attività del mio diario fino a data da destinarsi, perchè in fondo personalmente vivo lo stesso anche senza facebook, che comunque mi ha dato tante soddisfazioni e mi ha permesso di conoscere un sacco di gente e che sicuramente ri-incontrerò più in qua magari quando il mondo risorgerà. Rimarrò su Instagram e su twitter e alla ripresa del mio sport preferito, magari metterò i link del mio pensiero sulle gare che ho visto avete sempre letto. 

Buona vita a tutti voi, vi auguro un felice Natale e come sempre una migliore fine (ci vuole poco) e un migliore inizio per il prossimo anno (che sia veramente migliore di questi ultimi due).

Voster semper voster Massimiliano Miniati

domenica 21 novembre 2021

Un nuovo Re in SBK

E' finita nel migliore dei modi ma anche nel peggiore. Iniziamo subito dal migliore. Ha vinto il più forte, la miglior accoppiata degli ultimi anni. E si badi, non perchè i sei titoli di Rea sono stati una passeggiata, ma quest''anno la Kawasaki non era al top e contro un avversario come Toprak e Yamaha ha perso. Ha perso la verdona ma non Rea che si è dannato ed è caduto diverse volte come quando correva con la Honda. La ZXR sembrava l'arma definitiva e invece si è rivelata non all'altezza della R1, e poco centrano i giri sottratti. E mentre gli altri anni gli avversari cadevano come birilli, quest'anno il turco non è mai caduto e se non fosse stato per il centro di Gerloff in Olanda e la rottura a Barcellona forse lo avrebbe chiuso prima. Come in MotoGp anche in SBK Ducati si lecca le ferite con una moto superiore ma con una gestione piloti un pò approssimativa ed un Redding non incisivo. Di Toprak Razgatlioglu mi piace tutto anche se ho il cuore "verde" e sono contento per la sua affermazione, ha battuto il numero uno, il Cannibale, Johnny Rea. Lo "strappo" del numero 1 sulla carena a fine gara e l'apposizione del vecchio 65 fa capire che il nord irlandese è già ad affilare le armi per il 2022 e se Kawasaki (e un regolamento meno stupido) gli darà la moto giusta lo spettacolo con Toprak sarà assicurato. Purtroppo però in SBK quest'anno si sono visti solo 3 piloti e la classifica finale è veramente impietosa. Di positivo c'è che Yamaha ha fatto veramente una gran moto dove anche Locatelli e Gerloff si sono espressi ad alti livelli, dove Ducati ha trovato un gran bell'outsider in Bassani a mio avviso più concreto di Rinaldi. Assenti BMW, Honda e Kawasaki non in grado di essere costanti al vertice ma solo con qualche guizzo. Lo so che è una follia ma Toprak lo vedrei bene su una MotoGP ufficiale perchè la fame e il talento del ragazzo è tanta e sarebbe un bel personaggio per il circus.

La SBK è anche finita nel peggiore dei modi. Un Gran Premio in Indonesia di questo periodo lo poteva organizzare solo un folle, lo sanno anche i muri che in questo periodo spirano i monsoni che puntualmente scaricano la pioggia come non mai. Toprak avrebbe vinto comunque ma un bel duello in tutte le sue componenti avrebbe reso questo ultimo round una bellissima giornata come fu per Imola 2002 (per chi c'era). A Scarperia questo fine settimana si stava da 10... 

Grazie ragazzi per averci fatto divertire e per aver dato lustro a questo sport al contrario "dell'altro paddok" (cit) dove si è un pò persa l'anima e in alcuni casi anche un pò la testa. 

martedì 16 novembre 2021

The End, ValenciaGP 2021

Ho aspettato a scrivere il post per non sovrappormi all'ondata orgasmica sull'addio alle corse di Valentino Rossi per non unirmi al coro dei piagnoni, ma per non dire cose già dette e ridette, molte delle quali sannò già di stantio. Quello che penso su Rossi l'ho scritto in un post poco più sotto e non voglio ripetermi limitandomi ad un più semplice: ciao Vale!

Con la gara di domenica si è concluso il mondiale più bello di quello dell'anno passato, più combattuto e più avvincente non vinto però dalla moto più forte del lotto, Ducati, ma paradossalmente vinto dalla moto più "scarsa" guidata però da un ottimo pilota che l'ha saputa interpretare al meglio delle sue possibilità. Dal canto suo Ducati per l'anno prossimo avrà ben 8 moto in griglia per tentare l'assalto al mondiale piloti, con un Bagnaia che nelle ultime due gare ha dimostrato tanto, con prestazioni veramente al top coadiuvato da una moto impossibile da superare adesso anche nel misto stretto com'è il circuito di Valencia (suonare a Suzuki per avere lumi). Non solo Bagnaia ma anche Martin e Miller secondo e terzo domenica, Zarco che era partito benissimo e poi si è un pò perso ed un arrembante Bastianini che però non rientra nella sfera dei meritevoli della nuova moto. 

Yamaha, Suzuki, Honda e Aprilia sono avvertite perchè le ultime due gare (facciamo tre) la casa italiana ha veramente dominato, e non a caso Quartararo era più preoccupato che felice a fine corsa. Per Honda il discorso è ancora più complicato visto che senza Marquez riesce ad entrare malapena nella top ten e al momento sulla testa del fuoriclasse spagnolo pende una spada veramente grossa e non è la FireBlade di casa Honda. Anche Aprilia dovrà darsi una sonora svegliata, gli ultimi gran Premi hanno messo addosso una forte ansia a Aleix Espargarò per non parlare di Vinales ancora alla ricerca del giusto feeling. Vedremo se con queste premesse Ducati riuscirà a non vincere ancora o se sarà veramente una passerella annunciata e agognata oramai da troppo tempo.

La Moto2 ci ha regalato l'ultimo Campione del Mondo mancante, quel figlio d'arte che ha chiuso un cerchio di una carriera un pò sfortunata ma che ha trovato nel 2021 la costanza per portare a casa un mondiale ben condotto. Remy Gardner ha controllato l'esuberanza di un talentuoso compagno di squadra Raul Fernadez nato nel vivaio KTM che sta generando dei bei piloti e che quest'anno ha portato anche alla conquista del titolo in Moto3 con Pedro Acosta. 

Anche la Moto3 domenica ha avuto un finale ricco di suspance perchè proprio Acosta si è trovato a lottare curva dopo curva con svariati piloti fino agli ultimi due giri quando ha inanellato di nuovo il duello lasciato in sospeso a Portimao con Denis Foggia che ha pensato bene di "buttarlo" fuori alla seconda curva dell'ultimo giro. A mio avviso ennesimo incidente di gara come lo è stato per Binder a Portimao, ma questa volta è partito lo scusometro anche se in realtà l'italiano l'ha fatta "grossa" e non ho visto nessuno invocare anatemi. Oramai lo sappiamo la cazzata del vicino è sempre la più grossa. 

Concludo salutando anche i tifosi di Valentino Rossi che finalmente si toglieranno dalle scatole (la parola più giusta sarebbe un'altra), dagli spalti, dai social e che ritorneranno a tifare presumo il calcio o simili. Saluto gli appassionati come me che hanno seguito la storia e la carriera del "Dottore" e sicuramente ci ritroveremo l'anno prossimo a scontrarci nel più sano stile motociclistico quello che in fondo ci ha sempre contraddistinto. Oddio l'altro giorno un brivido mi ha percorso la schiena quando in una chat, qualcuno mi ha detto che "Bagnaia è un pilota della VR46 Academy!". Spero che sia stato un ultimo rigurgito del tifo e che non inizino a rovinare anche il buon Pecco!

Ciao a tutti e grazie per avermi seguito fino a qui. Domenica duello al sole in SBKe che vinca il migliore!!!! 

lunedì 8 novembre 2021

Portimao 2, le scomode verità (parte seconda)

Il week end di Portimao ha avuto un sacco di spunti interessanti forse più all'esterno della pista che dentro la gara stessa. La notizia che più ha fatto rumore è stata la defezione di Marc Marquez dopo aver rimediato una gran capocciata in allenamento. C'è stata subito una corsa allo scoop, alla notiziona, non ricordando che già nel lontano 2011 (mi pare) lo stesso Marc rischiò la carriera per un infortunio simile, pertanto, come anche detto dalle parole del dottorcosta, nessun allarmismo solo tante precauzioni visto anche la caratura del personaggio. Nel paddok si è rivisto anche Casey Stoner, non più in video conferenza come a Misano, ma in carne ed ossa e questo ha suscitato in molti piloti la voglia di stringergli la mano e di parlare con lui, in primis i piloti Ducati che a detta di Bagnaia e Miller hanno veramente adottato i suggerimenti del forte pilota australiano. Buffo no? Un pilota poco amato dalla stampa italiana, ritiratosi nove anni fa, si presenta e non fa solo passerella, ma viene richiesto a gran voce come coach per il futuro. Un pò come Jorge Lorenzo che ancor oggi viene preso ad esempio da Quartararo e lo stesso Bagnaia su come si deve far "scorrere" la moto, specialmente la Ducati, tanto è che ieri Pecco ha vinto veramente alla Lorenzo. Cosa significa questo?

Che certa stampa dovrebbe chiudere e lasciare la parola ai veri appassionati non prezzolati, come sta facendo da un pezzo a questa parte Marco Lucchinelli (non più invitato nei salotti buoni). Gara vinta da Bagnaia e Ducati che si porta a casa il titolo costruttori, diventato oramai il premio di consolazione visto che per il mondiale piloti sono ancora distanti. Un bel campanello di allarme è suonato anche in Yamaha che ieri ha visto cadere l'unico pilota in griglia in grado di stare la davanti visto che gli altri non sono pervenuti. Il campione del mondo è caduto nel vano tentativo di recuperare metri nel tratto guidato perche Ducati è forte sia in velocità di punta ma anche all'uscita delle curve. Meglio ha fatto Suzuki con Mir che si è portato a casa un bel secondo posto davanti ad un buon Miller e ad un ottimo Alex Marquez ieri in splendida forma e a suo agio su una pista molto guidata. Altra bella gara di Bastianini che è stato omaggiato anche sulla foto ricordo con i piloti che hanno permesso la vincita del Campionato Costruttori. Sinceramente l'assenza di Marquez si è un pò fatta sentire anche perchè nelle ultime 5 gare è stato il pilota che ha fatto più punti e la curiosità nel vederlo nel toboga di Portimao era tanta. Prossimo round nello stadio di Valencia dove ci sarà già tanto 2022 e non solo nelle prove successive al Gran Premio... Chissà... 

Portimao 2, le scomode verità (prima parte)

Sarà un post diverso dal solito questo, perchè voglio parlare di motociclismo e della Moto3 com'è giusto che si convenga visto che è stato assegnato un titolo mondiale. Sicuramente un bel mondiale in un'annata costellata dalla scomparsa di un ragazzo, Jason Dupasquier, e dal comportamento un pò troppo garibaldino dei piloti in pista che hanno reso le gare molto pericolose, pensando anche all'ultima carambola ad Austin. Acosta e Foggia si sono confrontati in un duello a "distanza" per la straordinaria partenza dello spagnolo e la rimonta dell'italiano in queste ultime gare. Un scontro mai vicino fino a ieri quando entrambi erano in testa alla gara. A mio avviso Foggia ne aveva di più, supportato anche da una moto preparata benissimo dal Team Leopard, l'unica in grado di fare veramente la differenza. Dal canto suo Acosta ha quel qualcosa in più di pilota, basti vedere il modo quando decide di sorpassare. Ed è proprio in questo frangente, all'inizio dell'ultimo giro che il giovane spagnolo ha deciso di rompere gli indugi sorpassando in maniera "cattiva" il rivale italiano per avere pista libera nel tratto a lui favorevole. Purtroppo per Foggia nel varco lasciato aperto ci si sono tuffati Garcia e Binder il quale ha centrato la ruota posteriore dell'Honda numero 7 facendolo finire a terra. Incidente di gara? Nel paddok si è parlato molto di questo episodio e devo dire che sono rimasto stupito (in negativo) dalle reazioni di tanti piloti che hanno invocato super licenze e punizioni esemplari per Binder considerato "recidivo", mentre "paradossalmente" due sono state le dichiarazioni di "assoluzione" quella di Miller e di Rossi.

Romanticamente parlando sia Garcia che Binder potevano lasciare che i due contendenti si scannassero in un ultimo giro da leggenda ma anche loro vengono pagati per correre in special modo per arrivare prima degli altri, quindi appoggio in toto le parole di Miller che una volta tanto è stato un chiaccherone costruttivo. Ai piloti che hanno paura di correre il prossimo anno contro Binder (se mai lo vedranno) dico di cambiare mestiere. Il top ovviamente l'abbiamo raggiunto in telecronaca dove gli autori dei libri La Spallata e il taglio di chicane sono saltati su tutte le furie crocifiggendo Binder dimenticandosi che con altri attori tutto era permesso. Dulcis in fundo anche togliergli il risultato al pilota sudafricano sa di contentino giusto per placare un pò gli animi, ma che dimostra la pochezza di chi deve gestire le regole di un campionato del mondo. 

Bravi dunque Acosta e Foggia che hanno esaltato il gesto sportivo con tanto talento e velocità e fa piacere sapere che Denis rimarrà in Moto3 anche l'anno prossimo sicuramente come uomo da battere. 

Di Acosta ne sentiremo parlare ancora perchè l'approccio alle gare è tipico dei fuoriclasse e i titoli mondiali non si vincono a caso. 

venerdì 29 ottobre 2021

Il milanese imbruttito, la dura verità

Ebbene si, sono un fan del milanese imbruttito e di Tommaso Pozza che con la sua ironia, girando in lungo e in largo l'Italia, con le sue interviste mette a nudo un forte disagio culturale che si respira in questo piccolo lembo di terra. E' vero che con il girato e in post produzione si scelgono quelli più "ignoranti dentro" però sulle domande di cultura generale, anche semplici, non ci dovrebbe essere una produzione così massiccia come purtroppo in realtà avviene. De facto le interviste del milanese imbruttito sono un pò l'estasi (guardatele per capire) ma anche un tormento reale, uno spaccato di una gioventù che rischia un implosione, un esercito di ignoranti pronti ad essere comandati dai futuri "squali" che ne faranno carne da macello. Se vi capita fatevi un giro sul Tubo e provate anche voi a rispondere alle domande del Pozza. Certo neanche noi a volte potremmo essere reattivi su qualche data o qualche nome o fatto, ma sentire le risposte che danno beh, c'è si da ridere ma sopratutto c'è da piangere. Detto questo vorrei partire dalla mia prima idea del post ovvero come la mela non cade mai lontana dall'albero così anche i nostri politici non "cadono" mai lontano da chi gli vota.

Non so se avete seguito la vicenda del Prosecco, con la Croazia che chiede il riconoscimento di un proprio vino con la denominazione Prosek, discussa da un pò di tempo alla commissione europea. Orbene, per l'italia (con la i minuscola di proposito) a stregua difesa del Prosecco, brand noto oramai in tutto il mondo, c'era (c'è) un certo Dino Giarusso che ha pensato bene di scrivere il suo intervento in italiano sperando nella traduzione simultanea all'interno del parlamento stesso. Purtroppo per lui tale "aiutino" non era previsto, pertanto si sarebbe dovuto un pò arrangiare alla meno peggio, traducendo il suo stesso scritto accennando magari ai punti salienti (sarebbe stato interessante anche leggerlo in italiano), visto che è anche un euro deputato, ben retribuito, pertanto un pò di preparazione ce la dovremmo aspettare. Invece l'intrepido onorevole ha balbettato qualcosa gettando la spugna alla terza parola lasciando il Prosecco in balia del nemico croato. Nemmeno Renzi avrebbe saputo fare di peggio,  il Fonzie de noattri alla meno peggio l'inglese lo parla... alla sua maniera distorta e confusa ma lo parla. Perfino il Conte Mascetti avrebbe messo due parole in qua e in la, in fondo con Prosecco basta la parola! Ecco, ora che mi viene in mente (e pochi di voi la capiranno) a Giarusso gli farei fare la pubblicità della Falqui perchè sarebbe perfetto. 

Allora a Tommaso Pozza e al suo staff consiglierei di andare a fare le interviste in parlamento perchè non credo che saprebbero fare di meglio dei ragazzi in spiaggia o del poco onorevole Giarusso che ancora una volta ci ha fatto fare una figure of shit.

lunedì 25 ottobre 2021

Re Fabio XX, Misano2 2021


 La MotoGP ha un nuovo campione: Re FabioXX il primo della scuola francese (anche se la formazione è spagnola CEV). Un ragazzo un pò bisfrattato, arrivato come il "nuovo" in Moto3, perdendosi poi nella Moto2, catapultato in MotoGP per un'ottima scelta del Team Petronas, poi inserito nelle file tenebrose del Team Yamaha che, per sua fortuna e talento, l'ha interpretata come il suo predecessore Lorenzo ed al quale ha rubato giustamente lo scettro vincendo un titolo che mancava dal 2015. Una vittoria cristallina senza troppi fronzoli e declami vari, ottenuta con impegno e umiltà con l'aiuto di un ottimo capotecnico (Gubellini) e di una squadra (la sua) che non si è lasciata trascinare dalla "negatività" dei vertici Yamaha con le varie lotte intestine e dolori di pancia. Quartararo ha vinto in casa Ducati, la moto forse più in forma dell'lotto, ma anche ieri finita miseramente nella ghiaia con entrambi i piloti. Yamaha vince grazie al suo pilota mentre Ducati perde grazie alla spocchiosità e strafottenza dei suoi vertici, che si palesò al Mugello 2018 quando Domenicali annunciò Petrucci al posto di Lorenzo. Se parafuera fosse rimasto in Ducati sicuramente avrebbe vinto almeno un mondiale in più con la moto di Borgo Panigale. Ma invece eccoci qui a celebrare per il secondo anno consecutivo un mondiale vinto da altri. Buffo il destino vero? E nel giorno della celebrazione di Quartararo (con la bellissima scenografia a bordo pista) Marquez ritorna a far parlare di se in una pista a lui nemica, perlopiù dopo aver pressato l'ottimo Bagnaia fino a condurlo all'errore a cinque giri dal termine. Lui ha detto che ha avuto fortuna perchè nel momento di decidere di accontentarsi il pilota Ducati gli è caduto davanti ma Marc in quel momento era a 8 decimi con un ritmo veloce inanellato fino a li dietro all'italiano. Se tornerà ad essere Marquez (anche modificando il suo stile di guida) ne vedremo delle belle e laurearsi campione del Mondo avendo battuto il Re è decisamente un'altra cosa. Bravo bravissimo Enea Bastianini di nuovo terzo nel giardino di casa dopo essere partito dalle retrovie. Gara ineccepibile di Enea al quale però non basta per avere una moto ufficiale l'anno prossimo perchè evidentemente nella valigia non ci sono abbastanza soldi per una moto ufficiale. Ah la meritocrazia questa sconosciuta!. Si è rivisto Pol Espargarò sul podio (secondo) cosi come abbiamo avuto due Aprilia in top ten con un Vinales che mi è piaciuto molto, ancora in cerca del giusto feeling con la moto di Noale.  A parte i primi due della classifica generale, Quartararo e Bagnaia, il resto della compagine non è che abbia brillato più di tanto a parte qualche inedito exploit, ma chi doveva emergere è quasi sempre rimasto sempre nell'ombra.

La Moto3 ci ha invece regalato una gara interessante che ha ridato vita alla classifica con uno stupendo Foggia che ha fatto una gara veramente bella partendo dalle retrovie per poi mettersi in testa e vincere in quasi solitaria contro un Acosta che anche ieri ha fatto un mezzo miracolo, ma non più brillante come inizio campionato sicuramente "penalizzato" da una non proverbiale messa a punto della sua KTM cosa che invece nel Team Leopard fanno in maniera egregia. 21 punti sono pochi e sono tanti visto che stiamo parlando di Moto3 però Dennis (e Leopard) sapranno vendere cara la pelle.

Se nessuno dormirà sugli allori i prossimo due GP saranno interessanti per diverse variabili ad iniziare dalla MotoGP per poi passare al monomarca Triunph... scusate Moto2 (anche ieri un terno al lotto) e per finire nella sopracitata Moto3. Stay Tuned! 

martedì 5 ottobre 2021

Un buon momento per riflettere

In quest'ultimo anno mezzo, oltre ad una confusione generale e diverse (purtroppo) problematiche emerse, due momenti sono stati significativi degni di nota: il lockdown e l'oscuramento dei social più famosi nella giornata di ieri. La riflessione mi è balenata leggendo un sacco di commenti sui social stessi dove la maggior parte degli utenti ha "quasi" gradito questo blackout delle piattaforme più famose, facebook, Instagram e Whatsapp. Nelle parole lette ho percepito un senso di liberazione dal nemico, un uscita dal Golgota tentacolare che ci imprigiona nei gangli del "a cosa stai pensando" diventato quasi un dovere civico e morale quotidiano, una ricerca spasmodica dei like ma sopratutto rispondere subito alle domande nella messaggistica istantanea. Sono sempre stato un sostenitore della tecnologia e di quest'era digitale ma al contempo ne sono anche un forte detrattore. Oggi non fissiamo più alle 20.00 in Piazza Mazzini ma "ritardo 5 minuti", "mi dispiace ma non ce la faccio", "iniziate a mangiare senza di me" e così via. Oggi se vai da un professionista inizi la frase "ho letto su internet". Forse il Cartesio dei tempi moderni conierebbe questa frase "Posto quindi sono" perchè oggi le nostre vite sono post quotidiani spesso inutili ma che ufficializzano la nostra presenza in rete. Ieri per qualche ora abbiamo capito che anche vivere senza è bello, vivere senza sapere che l'amica di facebook non si sta preparando per la cena, o le immancabili foto del cibo su Instagram, sempre più ossessive da dipendenza da social. E mentre con il lockdown abbiamo scoperto le giratine intorno casa, la spesa dal macellaio e dall'ortolano, luoghi di villeggiatura belli anche se molto vicini, con l'oscuramento dei social abbiamo scoperto in tasca abbiamo anche un telefono. Ieri finalmente abbiamo guidato con due mani, abbiamo camminato a testa alta, abbiamo cercato di essere puntuali agli appuntamenti e perche no fare una telefonata. Cerchiamo di riappropriarci un pò della nostra vita al di fuori della pubblicazione continua di foto o di cosa sto pensando o peggio nell'invio incessante di messaggi anche quando facciamo altre cose. Sembra quasi che non sappiamo gestire le nostre libertà. Se state leggendo questa riflessione è perchè l'avete vista sul link di facebook o twitter però spero lo facciate stasera o domani, magari sul divano in un momento di curiosità digitale pensando: "vediamo che ha scritto quì bischero del Miniati oggi!". Lunga vita e prosperità.

lunedì 4 ottobre 2021

Texas Ranger 93

In effetti ci vorrebbe un Texas Ranger nel motomondiale, visto che non si è capaci di tenere a bada un branco di ragazzini che ogni domenica rischiano di fare danni, in uno degli anni più neri del motociclismo visti recentemente. Indipendentemente dalla recidiva del protagonista, già a Barcellona all'ultima curva abbiamo assistito ad un episodio da squalifica però, per fortuna, non è successo niente. Ieri, forse, qualcuno dall'alto ha dato una mano a Migno, Alcoba e Acosta che sono volati a 200 all'ora e si sono rialzati indenni. E solo dopo varie lamentele a microfoni aperti è arrivata la squalifica a Oncu per due gran premi. Ma come si può concepire una gara di 5 giri in Moto3? Sono già "sprint" le gare lunghe figuriamoci quelle del tutto o niente, per poi magari piangere lo sfortunato ragazzo di turno che nella peggiore delle ipotesi ci rimette la vita. Passiamo ad altro. 

Purtroppo il Ranger che serve corre in MotoGp e nella sua terra mette tutti in riga anche se dolorante con un braccio poco funzionale, una moto che si evolve gara dopo gara, ma con la grinta dei veri campioni anzi campionissimi. Ieri Magic Marc ha fatto vedere di che pasta è ancora fatto, in una pista si "amica" ma talmente piena di buche da innescare scuotimenti non piacevoli specialmente alle braccia. Ieri Marc ha corso alla Marquez rifilando un notevole distacco ad un ottimo Quartararo che ha limitato i danni correndo esclusivamente sul suo avversario più diretto, Bagnaia che ieri è arrivato terzo ma lontano dal francese che sta interpretando questo mondiale nella migliore maniera possibile. Ho trovato un pò patetici i giochi di squadra Ducati, forse Miller ha voluto manifestare la resa in maniera plateale visto che Bagnaia era comunque più veloce. Siamo arrivati a questo cara Ducati? Non si è capita bene neanche la manovra di Martin ma almeno l'ha fatta con malizia (quasi). Chi invece merita una super menzione d'onore è Bastianini autore di una gara intelligente dove ha letto benissimo il duello tra Miller e Mir approfittando poi della loro scaramuccia arrivando sesto. Stranamente Enea non avrà una moto ufficiale l'anno prossimo. Misteri del denaro.

Benino le Suzuki con Rins più avanti del già citato Mir in ombra un pò il resto del gruppo escludendo Dovizioso, comunque a punti e un dolorante Morbidelli.

Si è parlato tanto della pista piena di buche ed in effetti dalle riprese si poteva notare lo scuotimento delle moto in qualche punto. Non credo che in Texas manchino dei soldi per una riasfaltatura, e comunque esiste un associazione piloti che potrebbe imporsi in merito alla sicurezza. E' anche vero che poi alla fine ci si adegua... 

Prossimo round a Misano 2 (il Mugello pareva brutto) dove Quartararo potrà mettere la parola fine a questo mondiale, il primo in salsa marsigliese, comunque vinto da lui e... perso dagli altri.  

Una poltrona per tre, WorldSBK Portimao Ottobre 2021


Indubbiamente mai come quest’anno abbiamo un mondiale SBK dall’esito incerto. Negli anni passati Rea a questo punto (se non prima) ingranava la sesta lasciando agli avversari il profumo del tubo di scarico della sua Kawasaki, ma quest’anno ha trovato un avversario tosto, tostissimo, che si è cucito addosso una moto formando un’accoppiata micidiale. In più se ci mettiamo una netta crisi della verdona (guardare gli altri piloti per credere) ecco che il campionato rimane ancora incerto. Outsider da decifrare Scott Redding sulla moto più in forma del lotto ma non in grado ancora di vincere un campionato. Alla fine mancano ancora 2 round per un totale di 124 punti che non sono pochi. A mio avviso, se Kawasaki non riuscirà a dare un mezzo all’altezza del suo pilota, vedo Ratzgatlioglu quello più in forma per la conquista del titolo anche se ieri Yamaha ha dato la colpa al parafango anteriore per la caduta in gara 2. Sinceramente mi riesce difficile credere che un lembo di carbonio possa aver influito su una caduta come quella peraltro fotocopia della caduta del giorno prima di Rea. Già, perché Rea quest’anno si è steso diverse volte complice un mezzo non a posto (come già detto) ma forte di un grandissimo talento tanto da voler portare comunque e sempre la moto al limite. Personalmente ancora non sono un grande fan del turco (sarà per la poca simpatica con la sua terra), ma è innegabile il suo stile di guida dalla staccata micidiale, la maturità che ha dimostrato in quest’anno, e la flemma durante le interviste, tipica del cazzuto. Sabato poi ha anche inscenato un simpatico siparietto di Rossiniana memoria, molto latino e poco turco, spazzando l’esterno verde di una curva prontamente risporcata la domenica dalla gomme di Rea che, in quanto a cazzutaggione, non è secondo a nessuno.

Bene, anzi benissimo il ritorno di Baz tre volte a podio (che ha un po' confermato che Davies era giunto al capolinea), anche se in gara 2 è stato declassato di una posizione per un contatto con Bautista, però una bella comparsata che forse potrebbe avere qualche seguito? Chissà, oramai i meccanismi della scelta dei piloti sono così strani che a volte si stenta a capirli. Tra il dinamico trio la domenica si è insertio Van Der Mark con una bella vittoria in Superpole race, dove l’olandese ha navigato nel bagnato come se fosse asciutto.

Il fine settimana è stato anche caretterizzato da una “coalizione” Redding – Rea nei confronti di Razgatlioglu reo di una guida arrembante e poco rispettosa. Sinceramente non mi sembra troppo eccessiva, indubbiamente molto al limite, specie l’entrata in curva 12 in Gara1, molto simile a quella che ha portato la sanzione Baz. C’è sempre una linea sottile tra il regolare e non, però queste sono gare e gli “attori” sono piloti che una volta chiusa la visiera si trasformano. Io non avrei penalizzato Baz e appoggio le parole di Rea quando dice “se così il modo di correre, mi adeguo…”.

Detto questo che vinca comunque il migliore nel più sano rispetto lecoubertiano… Certo però pensando ai Dardanelli...

lunedì 27 settembre 2021

Vivere sognando, morire sognando

 Purtroppo siamo di nuovo a parlare, a commentare e a riflettere la morte di un ragazzino quindicenne nel motosport, ambito dove il rischio è di casa e nello stesso tempo custode di forti emozioni, in special modo per chi lo pratica. Ne ho veramente sentite tante in tutti questi anni la maggior parte commenti a sproposito dettati dalla scarsa conoscenza della "materia", dal qualunquismo, dalla retorica, da tutto quello che per loro "non esiste".

Il motorsport è meraviglioso a tutti i livelli, quel misto di follia al confine con l'ignoto, dove dietro ad ogni curva può celarsi il fato, che non conosci ma sai che c'è. I genitori dei nostri ragazzi che avviano un figlio alla disciplina conoscono i rischi, perchè non è una novità che la disgrazia sia dietro l'angolo al pari di quella di un figlio che va a scuola col motorino. Anzi, nelle caotiche città il rischio è molto più elevato ma un incidente stradale fa meno notizia. Perchè? Perchè siamo ipocriti. Non sono i 250 all'ora ad uccidere, non sono le curve a gomito per terra, ma è il destino al pari di un incrocio semaforico o di una precedenza. 

Ultimamente in pista si muore perchè travolti da altri piloti mai per cadute che ti fanno schizzare sull'asfalto a velocità impressionanti, quindi significa che è stato fatto molto in termini di sicurezza. L'ultimo a morire per impatto (se la memoria non mi inganna) è stato Kato a Suzuka nel 2003 sbattendo violentemente contro la cuspide di un guard rail, in circostanze che Honda non credo abbia mai chiarito. Ho sempre in mente due interviste lontane nel tempo l'una dall'altra ma incredibilmente uguali: Pasolini e Simoncelli. Entrambi hanno detto di essere consapevoli della presenza della signora in nero ma non avrebbero mai rinunciato a fare quello che stavano facendo. Simoncelli non si sarebbe mai visto dietro una scrivania (cit) e che guidare una MotoGp vale veramente il prezzo del biglietto.

Lo show deve andare avanti perchè fermarsi è da ipocriti. Su una cosa possiamo lavorare: le regole! 40 partenti nella SSP300 è una follia perchè in fondo al rettilineo c'è sempre una curva e 40 moto sono tante! Moto del tutto simili tra loro dove la differenza la fa qualche decimo al giro non garantiscono uno "sfilacciamento" del gruppo, come accade spesso anche in Moto3. 

Ha fatto bene il circus a non fermarsi perchè Dean Berta Vinales avrebbe fatto lo stesso perchè lui viveva sognando sulla sua moto da corsa con l'obiettivo di progredire fino ad arrivare al top. Un sogno che si è trasformato in tragedia ma non per lui. Sicuramente il suo ultimo pensiero era rivolto all'avversario che aveva davanti che avrebbe sorpassato con un "staccata all'interno" magari anche con una piccola carenata perchè lo scopo delle corse è e resterà sempre uno: essere il più veloce!

Ciao Dean, hai vissuto un sogno e te ne sei andato sognando. Saluta i ragazzi lassù e cercate di proteggere i vostri compagni qui "sulla terra" che ultimamente mi sembra che ne abbiano un gran bisogno!!!

lunedì 20 settembre 2021

SBK il punto a 4 gare (8 manches) al termine

 Mai come quest'anno la leadership del Cannibale Rea è stata messa in discussione, neanche nell'anno di grazia di Bautista su Ducati con le 11 vittorie sin dall'inizio. Quest'anno l'avversario è più tosto, più cattivo, più funambolico, senza alcuna reverenza nei confronti del numero uno indiscusso. Toprak Ragzatioglu (giuro che lo scriverò bene prima o poi) si sta dimostrando veramente all'altezza della situazione padrone di una moto che gli permette di fare quello che vuole e, a mio avviso, superiore tecnicamente alla Kawasaki, anche al netto della mancanza di quei famosi 600 giri. Ieri Rea ha chiuso un intervista con un sibilllino "preferisco non parlare" segno di una consapevolezza di un'inferiorità tecnica evidente che solo il talento del nord irlandese riesce a sopperire. Ma al momento sembra non bastare. Da grande estimatore di Rea mi tolgo il cappello di fronte al turco del quale apprezzo anche l'atteggiamento fuori dalla pista, per non parlare dello stoppie a fine gara 1 di Magny Course. Duello super incandescente quindi, sicuramente fino alla fine, ma che vede Toprak leggermente favorito. E gli altri? La grande sconfitta è sicuramente Ducati, anche se qualche sprazzo Redding lo ha avuto, cosi come Rinaldi ma un pò troppo poco per stare la davanti con i due protagonisti. Anche in questo caso ritengo Ducati altamente performante ma evidentemente poco propensa a soddisfare le esigenze dei suoi piloti. Avevano detto di avere una formazione a 4 punte comprendendo Daviez in Go Eleven e Rabat con Barni, ma non credo alla favola del "siamo tutti uguali". Chi ha sorpreso è il Team Motocorsa con Axel Bassani sempre più la davanti sempre più a suo agio con una moto clienti. Ducati ha scommesso per l'anno prossimo sul ritorno di Bautista ma non credo che possa ripetersi come nel 2019. Che Yamaha sia un ottima moto lo dimostrano anche i risultati di Locatelli oramai fisso nella top five mentre un pò ridimensionato è apparso Gerloff dopo il disastro di Assen. BMW e Honda ancora in alto mare o almeno lontano dai risultati che contano.

Considerando anche Redding la classifica però rimane impietosa se pensiamo che il quarto (Rinaldi) è a 183 punti dalla vetta e a 121 dal terzo segno di una forte "discrepanza" tra le prestazioni degli altri con la vetta della classifica.  

Conferme, ritorni, trasformismi e agonie... MotoGp 2021 Misano

 Senza dubbio in queste ultime settimane di motociclismo la notizia più saliente riguarda le due vittorie consecutive di Bagnaia, la prima ad Aragon contro Marquez e la seconda ieri a Misano contro Quartararo, in una sorta di esame di maturità superato in pieno visto appunto il calibro dei due sfidanti. E' anche vero che Ducati è ad oggi la moto migliore del paddok e solo l'accoppiata micidiale Quartararo - Yamaha riesce ad arginare. Detto questo evitiamo di gridare al miracolo, all'erede, al Messia, perchè per farlo bisogna vincere mondiali e non soltanto gare. Di certo la prossima gara sarà un crocevia per il binomio Ducati - Bagnaia visto che il resto della compagine ducatista ufficiale si è un pò persa nelle retrovie, tranne che il primo guizzo strepitoso di Enea Bastianini ieri, sul circuito di casa, partito decimo e arrivato terzo con il passo dei migliori e giro veloce. Gara da vero leader quella di ieri e probabile risorsa per le gare rimanenti (forse) sempre ammesso che Ducati abbia voglia di mettere più piloti tra Bagnaia e i leader del mondiale. Di queste due gare rimane la conferma di un Marquez in netto miglioramento e di un Aprilia sempre nella top 6 con il bellissimo podio di Aragon frutto di lavoro e totale abnegazione sia della squadra sia del pilota. 

Per il restante della griglia che dire? Yamaha senza Quartararo vale la posizione dei suoi piloti, Suzuki ancora in alto mare con un altalenante Rins e un costante ma non troppo performante Mir. Honda ancora appesa a San Marquez con la speranza che le voci di un suo miglioramento siano vere. 

Poi ci sono rientri illustri quali Morbidelli nel team ufficiale e Dovizioso al suo posto nel quasi defunto team Petronas ma al momento non giudicabili. Interessante invece l'arrivo di Vinales in Aprilia e l'approccio di entrambi per cercare di essere subito competitivi nonostante una moto totalmente diversa dalla Yamaha. Al momento anche loro non giudicabili ma secondo me avremo già qualche riscontro positivo prima della fine campionato.

Per le agonie lascio a voi la scelta tra le quali inserisco anche del giornalismo agonizzante ai limiti del ridicolo, marchettari fino al midollo, quando basterebbe davvero poco per una telecronaca divertente ed imparziale evitando gufate e complimenti a denti stretti.

Stay Tuned!!!!   

lunedì 9 agosto 2021

Il mio pensiero su Valentino Rossi

 


Che Valentino Rossi sia stato un icona del motociclismo moderno da oltre 25 anni a questa parte è un fatto indubbio. Grazie a lui si sono riempiti gli autodromi generando quel mare giallo che da sempre lo ha sostenuto. Chi all’epoca non si è mai appassionato delle sue gag, delle sue gare e duelli con i rivali storici specialmente con gli italici Capirossi e Biaggi, (con quest’ultimo si presero anche “a cazzotti” prima di un podio). Tutte cose indelebili per un appassionato come me che ho sempre tifato al motociclismo e ai suoi eroi (cit). Essendo stato a bordo pista per qualche anno (Mugello) ed avendo conosciuto numerose persone del paddok, potrei elencarvi una serie infinita di aneddoti sui piloti scoprendo a volte anche cose “spiacevoli” ma che non hanno mai intaccato il rispetto per quello che in realtà sono: piloti! Esultai per l’allora vittoria in Sudafrica contro Biaggi, ed ho anche quasi esultato per la “spallata” a Gibernau a Jerez allora definita un episodio di gara. Ma mentre il mito di Rossi cresceva, popolando sempre più tribune, cresceva anche un po' troppo “permessivismo” nei confronti del campione di Tavullia, nonchè una completa genuflessione della stampa di settore, facendolo diventare un Messia intoccabile, al quale venivano concesse un po' troppe libertà a fronte di un grosso ritorno economico (per Dorna). Il crack l’ho sentito nel 2008 a Laguna Seca in quel famoso sorpasso su Stoner al Cavatappi non sanzionato ma esaltato in oltre modo quando in realtà il regolamento recita diversamente. A quel punto una buona parte dell’opinione pubblica ha iniziato a tifare in stile calcistico, con applausi a piloti che cadevano, poster di finti animalisti a Misano, fino ad arrivare ai fantocci impiccati e relative tombe. Mi sarei aspettato una condanna da parte di Rossi, o almeno un distacco e perché no, a riportare la dialettica ai vecchi dibattiti da bar sport. Non lo ha mai fatto perché Rossi è stato campione mondiale in comunicazione e furbizia, peculiarità che lo ha portato ad avere sempre il massimo in fatto di tecnica (meccanici, sponsor, materiale, etc). Da li alla costruzione del fenomeno è stata breve. Ma come tutti gli pseudo fenomeni, e si badi ritengo Rossi un grande campione, arriva al punto che ti scontri con una realtà più grande della tua: Ducati. Li il fenomeno è sparito, volatilizzato, tanto è che neanche Burgess riusci a metterci una pezza. Ducati aveva già il suo fenomeno (vero) ma lo preferì al campione immagine a quello che gli avrebbe portato, quel valore aggiunto che solo Rossi “poteva” portare. La storia poi sappiamo tutti com’è andata e addirittura qualcuno arrivò a dire in diretta tv “moto di merda” (Cereghini in Australia) pur di giustificare un totale fallimento. Purtroppo la corsa di Rossi motociclista si affievolì in un tragico giorno di Ottobre, quando a Sepang fu coinvolto nell’incidente di Marco Simoncelli. Io mi sono sempre chiesto cosa ha pensato in quel momento e umanamente gli sono sempre stato vicino ma è indubbio che qualcosa in lui si ruppe. Paradossalmente ho apprezzato più il Rossi dal 2012 al 2015 perché il suo atteggiamento era cambiato, pur non vincendo, ma sempre cazzuto a combattere nonostante gli anni stessero passando, nonostante la presenza in pista di Marquez e Lorenzo. Ma è sempre in Malesia e sempre a Ottobre che si consuma un altro dramma, per fortuna non luttuoso, ma umano e sportivo. Il vecchio campione sentendosi forse non più vincente (grande errore di valutazione perché era in corsa per il titolo), con un tentativo maldestro e plateale, decide di dare l’ennesima “spallata” all’avversario non tenendo conto di avere di fronte una quasi copia di se stesso con ancora più talento. Quell’anno il mondiale lo vincerà Lorenzo ma ancora una volta il fenomeno della comunicazione attirerà a se i suoi tifosi (e la stampa) facendogli gridare allo scandalo ribattezzato biscotto. Quello è stato veramente il decimo titolo per Rossi, non in sella ad una moto ma sulle pagine dei giornali e della rete. L’ultima vittoria risale ad Assen 2017 (gara bagnata) fino “all’agonia” di questi ultimi anni, vegetando in posizioni poco consone ad un campione come lui, anche se il suo mantra è sempre stato: articolo quinto chi intasca più soldi ha vinto.

Mi dispiace che tu non ti sia ritirato da vincente e comunque ti ringrazio per il tuo contributo al nostro sport. Ringo DJ ha scritto su twitter che avresti potuto migrare in SBK alla ricerca del decimo titolo e sono perfettamente d’accordo con lui. Ma tu da vecchia volpe non sbagli di certo due volte: andare in SBK oggi significa combattere contro Rea, Ratzgatioglu (prima o poi lo scriverò bene) e gli altri. Meglio evitare figure barbine. 

Ciao Vale grazie di tutto, ma sopratutto ciao a voi popolo giallo che smetterete finalmente di essere beceri e ignoranti, che siete diventati intenditori di moto dall’oggi al domani guidando uno scooter con la borsa della spesa tra le gambe. Tornerete negli stadi dove i calciatori si accasciano a terra come nelle migliori sceneggiate e lascerete gli spalti agli appassionati di moto, che hanno amato e ultimamente anche criticato Valentino Rossi, perché comunque è un pilota, che fa parte di quel bellissimo mondo che è il motorsport.

lunedì 12 luglio 2021

Genere umano ma quale genere?

 E fuori da ogni dubbio che il genere umano oggi sia completamente alla deriva. Non solo l'odierna situazione "sanitaria" e tutti i suoi derivati, ma è sempre più chiaro l'intento di rasare, piallare, appiattire tutto ciò che la cultura nei millenni ha prodotto, e che ci ha reso "diversi" da tutti gli altri animali del pianeta.

Mi vengono in mente le immagini dei talebani che distruggono la loro storia millenaria dettati da una religione totalitaria atta a cancellare il loro magnifico passato per far valere il loro tristissimo presente. Ma non era nulla di fronte alle follie odierne che non distruggono monumenti o libri, ma vogliono distruggere l'essere umano in quanto tale, nella sua forma più elementare ovvero nella sua naturale forma; maschio o femmina.

Noi nasciamo morfologicamente come maschi o come femmine, con gli organi sessuali ben definiti, caratteristica che ci porteremo dietro per tutta la vita. Ma alcuni idioti pensano che questo non sia giusto e che l'istruzione debba volgere a trattare i bambini ed i futuri ragazzi come entità senza una precisa collocazione sessuale, ma non per un gusto, ma perchè tu un domani possa decidere cosa essere. Quindi una bambina con una passerina e un bambino col pisellino non possono essere trattati tali perchè un domani potrebbero avere delle turbe o peggio ancora non sapere quale possa essere il loro futuro orientamento sessuale. Quindi un domani una bambina nata Francesca avrà la possibilità, in maniera naturale, di sentirsi Mario e forse di ritornare Francesca perchè magari all'epoca di decidere qualcuno supponente e stupido ha deciso per lui/lei. Il "genere" non lo potrai mai modificare. Poi se nel corso della vita una persona manifesta gusti, tendenze, modi di fare e di essere ragionando di zucca propria quello fa parte dell'umano libero arbitrio. Ma obbligare ad accogliere i figli maschi e femmine come potenziali ibridi di un futuro lontano mi sembra una barbarie nei confronti di chi ancora deve sviluppare una propria personalità e un proprio gusto. Certo se penso che tanti genitori vestono i propri figli dei colori della squadra del cuore perchè altrimenti potrebbero tifare per altre, tutto questo alla fine mi sembra normale in questa umanità marcia e scorretta nei confronti delle nuove generazioni che già fanno una fatica immensa nel capire dove sono e dove stanno andando. Ma la società di oggi impone il rispetto nei grandi eventi mediatici, come una partita di calcio, per poi venire disattese tutti i buoni propositi appena al di fuori dello stadio. Un politicamente corretto che rende tutto molto mieloso ma di fatto ci separa ancora di più l'uni con gli altri perchè il diritto è come la libertà: la mia libertà finisce dove inizia la tua e viceversa. La strada della mia vita è in discesa ed al momento ai miei figli ho insegnato i veri valori della vita ad essere buoni ma non buonisti, ad essere pacifici ma non pacifisti senza però porre l'altra guancia. Forse il nuovo ordine mondiale vorrà proprio questo un gruppo di oligarchi alla guida di un esercito di zombi, manipolabili in ogni direzione, senza più una bussola che punta verso il  nord, ma in tutte le direzioni, tranne che in quella giusta.