domenica 10 novembre 2013

Ne resterà soltanto uno, Valencia 2013

Un altro anno di moto è finito. Dopo la Superbike anche la MotoGp chiude i battenti e la fa alla sua maniera. Con questo anno si chiudono diversi cicli ad iniziare dal passaggio di consegne da Mediaset a SKY. Si chiude un epoca e se ne riaprirà un'altra...forse. Oggi siamo qui a celebrare la vittoria del più forte, il rookie Marquez che si è presentato con tanta voglia di divertirsi e con la stessa voglia ha piegato campioni del calibro di Lorenzo e Pedrosa. Lo ha fatto nella maniera più bella possibile, guidando una moto da corsa divertendosi, senza pensare troppo al risultato. Il 2013 ci regala un vero campione, uno che al suo esordio non ha trovato solo il compagno di squadra come avversario ma anche un Jorge Lorenzo più combattivo e cazzuto che mai. Marquez è ripartito da dove Stoner si era fermato e oggi è il più giovane ad avere vinto nella classe regina all'esordio. Un campionato bello per i gesti sportivi, meno bello per le corse, brutto per il resto della compagnia. "Ho provato ad andare più un piano di oltre un secondo per vedere se gli altri mi raggiungevano, ma quando ho visto che erano lontani ho pensato solo a vincere". Queste sono le parole di Lorenzo e questa è la situazione delle corse oggi. Marquez, a meno di un clamoroso errore, oggi avrebbe vinto perchè oltre a loro tre nessuno avrebbe potuto impensierirlo. L'anno prossimo a meno di qualche clamoroso exploit la situazione sarà la medesima e questa non è una bella prospettiva. Onore dunque a Marc Marquez che ci ha fatto sobbalzare sulla sedia per la sua guida spettacolare e sempre al limite e onore anche al guerriero Lorenzo che non si è mai dato per vinto fin da ultimo e onore allo sfortunato Pedrosa al quale affiancano sempre il fenomeno di turno. E gli altri? Rossi alla fine campionato si è beccato quasi 100 punti dal primo e mai è stato in grado di salire sul podio se non per la mancanza di uno dei tre. Mediaticamente forse Ezpeleta avrà avuto ragione, forse la cifra sborsata ne sarà valsa la pena, ma come ho già scritto più volte Valentino Rossi non è eterno e forse la sua corsa si è fermata quel tragico giorno in Malesia. Bautista e Bradl bravi piloti con un ottimo portafoglio ma niente più. L'unico forse in grado di stare la davanti poteva essere Crutchlow boicottato dalla stessa marca per la quale corre. Ducati terzo anno consecutivo di un flop clamoroso iniziato proprio con l'ingaggio di Rossi e della sua squadra. Già, anche nelle squadre ci sarà qualche movimento ad iniziare con la pensione anticipata di Jeremy Burgess storico capotecnico di numerosi titoli mondiali. Arriverà Gigi Dall'Igna in Ducati e vedremo se la rotta potrà di nuovo cambiare come lo fu nel 2007. Mentre per la Moto2 il totolo era già cosa fatta, per la Mot3 si è prospettata una gara avvincente con i tre protagonisti (sempre spagnoli) a contendersi il gradino più alto del podio. L'ha spuntata Maverik Vinales su il giovane Rins e su un disattento Salom che all'ultima gara si è presentato un pò troppo teso finendo per sdraiarsi dopo qualche giro. Pista spagnola, piloti spagnoli, bandiere spagnole su tutte le classi tranne in Moto2 dove sul terzo gradino del podio è salito un francese di un soffio su di un italiano (Corsi). Un bottino veramente amaro, troppo poco per una scuola con una grande tradizione, e la colpa, oltre che alla crisi in generale va a quella federazione motociclistica che non è più propedeutica come lo era 20 anni fa. Oggi se vuoi "studiare" devi andare al CEV come lo farà il fratello di Rossi e pochi altri, altrimenti qui in italia può scordati panorami internazionali. Di italiano rimangono i particolari meccanici, due su tutti Brembo per i freni e Marchesini per i cerchi, ma di piloti nemmeno l'ombra. Onore dunque ai nuovi conquistatori spagnoli di questo particolare mondo, dove per fortuna le bandiere non contano poi così tanto ma contano i ragazzi che sfrecciano sulle piste di tutto il mondo. Ci vediamo nel 2014 se riusciamo a vedere qualche gara, perchè sicuramente io SKY non lo utilizzerò.

domenica 27 ottobre 2013

Una prece, Motegi 2013

Che dire? Vorrei parlare di motociclismo ma sono in forte difficoltà. Dopo la totale improvvisazione australiana (per quanto riguarda le gomme) siamo arrivati a quella giapponese, in un circuito dove si corre dal 1999 e solo in questi giorni si è scoperto che l'ospedale più vicino è a un'ora di ambulanza. Pagine poco professionali di un motociclismo che dovrebbe essere la massima espressione in tutto e per tutto, ma che invece si sta semplicemente rivelando solo una macchina per far soldi scimmiottando la Formula 1. In un momento di buio totale ancora una volta la luce viene irrorata dai colori della bandiera spagnola capace di esprimere un ottimo motociclismo sul campo con un grande campione che porta il nome di Jorge Lorenzo che nulla ha da invidiare agli altri campioni presenti in pista e più blasonati di lui. Per un grande campione che si conclama, un altro sta forse nascendo arrivando al suo ultimo appuntamento nella gara di casa con 13 punti di vantaggio cercando di eguagliare il primato di Kenny Roberts. Possiamo dire di tutto di Marc Marquez ma questo è un titolo strameritato, contro due grandi campioni che di fatto hanno segnato la storia del motociclismo in questi due ultimi due anni. Gli altri ancora una volta giullari e pagliacci di un circo che stenta a decollare e sopratutto ad esprimere una vera alternanza ai vertici. Ezpeleta pensava di aver fatto una mossa furba riportando Rossi in Yamaha ma Valentino non è eterno e già se ne doveva accorgere nel 2010 dopo la caduta alle Biondetti. Motegi ci regala il primo campione del mondo che corrisponde al nome di Pol Espargarò, bravo, caparbio, fortunato quanto basta per mettere il sigillo su di un mondiale che sembrava non arrivare mai. Pol lo ha cercato, costruito contro un bel pilota non spagnolo, Scott Redding del quale sentiremo parlare spesso in futuro se messo in condizioni di competere. In Moto3 invece ancora tutto da giocare nell'ultima gara valenciana con tre piloti racchiusi in soli 5 punti, con un lievissimo vantaggio per Salom in caso di parità di punteggio. Anche li una questione relegata a tre ispanici senza italici anche se Fenati ci ha messo una piccola pezza arrivando quinto. Ancora in alto mare la Ducati, che ha iniziato il suo lento declino dopo che Suppo è migrato proprio in Giappone, lasciando in mano la direzione sportiva ad un pilota collaudatore con scarse caratteristiche di comando (e di poca lungimiranza), per poi assoldare Rossi che ha portato solo soldi e zero risultati accusando il povero Preziosi elevandolo di grado ma di fatto defenestrandolo. Gigi Dall'Igna è già sul piede di guerra ma per un miracolo bisognerebbe andare alla pista di Lourdes. Prossimo round Valencia dove la sola Moto3 ci terrà veramente incollati sul divano e dove l'inno spagnolo risuonerà ancora una volta a casa propria.

lunedì 21 ottobre 2013

Improvvisazione e conferme, Philipp Island & Jerez 2013

Parto subito con un ben tornato Kawa e grazie Tom!!!!! Si perchè noi appassionati di moto siamo così, romantici a tal punto di simpatizzare per una marca, anche se non vince spesso, e non solo per un pilota. La "verdona" ieri ci ha regalato un titolo mondiale con un bel pilota, bravo, forte, 20 anni dopo il funambolo Russel a conferma che a volte si vince anche con la semplicità, anche senza essere troppo sotto i riflettori. Grazie Kawasaki e grazie Tom!!! Ma nella domenica motociclista ci sono state altre conferme ma contornate da altrettanti dubbi e improvvisazioni. A casa di Stoner si è consumato l'ennesimo pasticciaccio della DORNA incapace di dare regole precise proprio come aveva denunciato un anno fa il pilota australiano. Non esiste che in un lasso di tempo di 8 mesi circa, dopo la prima gara SBK proprio qui, e con le denunce dei piloti proprio sull'usura delle gomme, Bridgestone, Dunlop e DORNA, non siano state in grado di risolvere il problema. Una farsa totale che ha portato a spezzare in due tronconi la MotoGp e a dimezzare la gara della Moto2. La soluzione delle due manches in MotoGp non è stata neanche poi così male tanto valeva fare tre pit stop temporizzati e tenere la lunghezza della gara invariata o magari allungarla fino a 30 giri. La Moto2 si è invece vista letteralmente dimezzare la gara pur mantenendo il punteggio pieno, quando potevano essere fatte benissimo due manches attaccate. Il titolo di MotoGp Legend Casey Stoner se lo merita tutto anche solo per il fatto di aver guardato in faccia Don Ezpeleta e di avergli detto le cose in anticipo. L'errore della Honda su Marquez ha di fatto riaperto il mondiale a Lorenzo (anche se credo che Marc lo chiuderà a Motegi) ma il giovane spagnolo ci ha messo del suo rientrando in pista come un neofita alle prime armi. Lorenzo ha ammesso di essere arrivato lungo, ma sappiamo tutti (quelli che vanno in pista) che quando si entra dalla pit lane quelli che sopraggiungono vanno più forte, e bisogna scansarsi e non stare nel mezzo. Nel campionato del mondo della massima espressione motociclistica regna l'improvvisazione, anche per regole (che si sono) non applicate. Questa è la triste realtà. Improvvisazione anche dalla SBK vedi Aprilia, che si trova a mettere alla porta un pilota vincente come Laverty per far entrare Melandri. Nel fine settimana spagnolo Melandri ha perso due occasioni per fare bella figura: la prima facendosi già fotografare nel box Aprilia già dal Venerdi e la seconda quando in gara uno ha passato Laverty con una delle sue staccate alla "viva il parroco". In compenso il pilota dell'Aprilia gli ha restituito il sorpasso con gli interessi passandolo all'esterno all'ultima curva e vincendo la gara. Un'ottima conferma viene dal "ripescato" Lanzi con una "vetusta" Ducati 1098 che si è presentato al circuito con il furgone e due moto sopra vecchia maniera e si è permesso di arrivare 7 nella seconda manche, ed è forse la chiave di lettura di questo risultato che possiamo sperare in un 2014, meglio 2015, con una categoria più vicina alle nostre moto di serie. Bene anche la coppia più veloce del mondo Lowes e Soufoglu che ci hanno regalato belle pagine di motociclismo fino all'ultima gara. Conferme anche dal vivaio Stock600 con la vittoria del campionato europeo di Morbidelli su Nocco e Gamarino. Non è molto però...Un altra conferma è che la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo e di questo ne sa qualcosa Scott Redding che si è fratturato un polso di fatto lasciando il mondiale in mano ad Espargarò. Per ultimo un saluto a Carlos Checa un pilota navigato che lascia il mondo delle due ruote con tante gare all'attivo e un mondiale in tasca. Con il mondiale SBK oramai archiviato non ci resta che assistere curiosi alla fine del mondiale dei professionisti gestiti da improvvisati per vedere cosa altro riusciranno ad inventarsi.

lunedì 14 ottobre 2013

La resa, Malesia 2013

La fortuna aiuta gli audaci, ma sopratutto la fortuna aiuta i fortunati. Ne sa qualcosa il povero Pedrosa, un ragazzo che, se andrebbe a Lourdes, troverebbe chiuso, come ne sa qualcosa Marquez il quale continuamente sfida il destino con tanto talento ma anche tanta fortuna. Marquez vincerà il suo primo mondiale avendo piegato, battuto e umiliato avversari del calibro di Lorenzo e Pedrosa, forse al culmine delle loro carriere e per questo i bardi ne narreranno le gesta e per questo sarà il naturale erede di Valentino Rossi. Se Pedrosa non fosse caduto ad Aragon forse oggi scriveremo frasi diverse, ma con i se e con i ma la storia non si fa. Ieri ad Aragon Pedrosa ha vinto alla sua maniera regolando un arrembante Marquez sul filo dei decimi di secondo al giro, dopo che la formica atomica si era scontrata con il gladiatore Lorenzo. Sembrerebbe il vero sconfitto Jorge, ma dopo le polemiche del Giovedì (per me giuste) sono seguiti i fatti ovvero se le regole sono queste... E' calata la sua moto, una Yamaha incapace di reagire alla fortuna e bravura della Honda. Su tutto emerge la forza della scuola spagnola capace di sfornare piloti a raffica, contrariamente a noi italiani, capaci solo di esprimere Rossi e neanche più le moto. A parte il duello tra Marquez e Lorenzo la gara è stata noiosa e solo la bandiera del Sic, portata in giro da Valentino, ci ha offerto un pò di italica emozione.
Ennesima batosta nelle altre classi dove solo Luthi (Moto2) e Olivera (Moto3) sono riusciti a mettere una bandiera non spagnola sul pennone (terzi entrambi). Salom (Moto3) allunga in classifica con una gara accorta e furba che gli ha consentito di allungare su un ottimo Rins (oggi secondo). In Moto2 continua il "dominio" di Tito Rabat in una gara falcidiata da una caduta spettacolare che ha ridotto i giri da 19 a 12. Peccato per il leader Redding il quale aveva trovato un'ottima partenza nella prima fase che poi non è riuscito a replicare nella seconda. Prossimo appuntamento Australia a casa di Stoner che rivedremo in pista per una giro di vecchie glorie... (io gli avrei dato la moto di Bradl)

lunedì 7 ottobre 2013

Un uomo solo al comando. SBK Magny Course 2013

L'anno scorso Tom Sykes perse il mondiale SBK per mezzo punto proprio qui a Magny Course facendo le spese contro un Max Biaggi sempre lucido e calcolatore. Quest'anno, onde evitare noie, Sykes ha deciso di mettere fra se e il suo diretto inseguitore (Laverty) ben 37 punti che di fatto gli danno una bella tranquillità per l'ultimo round di Jerez. E' stato forte Tom, come ammesso anche dai suoi avversari, sopratutto Giuntoli, che nella terra di casa cercava un riscatto. La tematica non è un pignone diceva un mio amico meccanico, e non sarà certamente una rapportatura a fermare il simpatico inglese nella terra spagnola e dare alla Kawasaki il secondo titolo mondiale che manca oramai da 20 anni. Per scrivere però le gesta dell'inglese aspettiamo l'utlimo round dato che la SBK ci ha sempre regalato finali emozionanti. Gare un pò poco Superbike, oltre ai sopra citati, che ci hanno regalato un Giugliano più maturo con due ottimi quarti posti ottenuti con più calcolo e meno irruenza. Gli altri italiani hanno navigato dietro un po con fasi alterne ad iniziare da un perplesso Melandri (5 e 7) un 7 e poi ritirato Fabrizio ed un disorientato Pirro (6 e ritirato) tante le moto che si è trovato a gestire in questi ultimi tempi tra SBK e MotoGp. Ottima la prova di Lanzi con la "vecchia" Ducati 1098 che si è permesso di arrivare dietro e davanti all'ufficiale Baldovini, segno che la Panigale dovrà essere rivista per il prossimo anno. A tenere banco durante il fine settimana francese è stata anche la comunicazione del nuovo regolamento SBK che eliminerà le moto nella configurazione che conosciamo oggi e le riporterà al vecchio "progetto" di derivate di serie. Personalmente lo condivido quasi in toto, anche perchè come ho già detto, i secondi che separano la Superstock da una Superbike sono all'incirca 3, e pensando a gomme più performanti e con qualche accorgimento in più, le nuove EVO non ci metteranno poi tanto ad andare subito forte. Non sono troppo d'accordo con il taglio netto dei test e l'uso limitato dei motori, però un ritorno alla moto "comprata e usata per correre" farà forse bene al mercato...forse... 
Nella Supersport svetta il nome di Lowes che raccoglie il testimone di Soufoglu vincendo il suo primo campionato del mondo, con una moto "vecchia" ma sopratutto con una costanza di risultati davvero invidiabile. Ancora una volta i due contendenti si sono abbracciati alla fine, nonostante le sportellate di tutto l'anno, dimostrazione di una sana e bella rivalità. A Magny Course ritroviamo una moto italiana sul podio, la MV di Hiddon che tra le curve francesi sembrava impossessata da un nuovo vigore e un bel pilota, come da tempo professato dal suo patron Rovelli. Nella Superstock 1000 vittoria e titolo per il secondo anno consecutivo a Barrier che si "accontenta" del quarto posto per chiudere definitivamente la corsa al titolo. Nella Superstock 600 ritornano gli italiani in vetta alla classifica Morbidelli, Gamarino e Nocco che si giocheranno il titolo proprio nella terra spagnola.
Un ultima ma non importante riflessione: Magny Course è una pista brutta, modificata per le Formula 1 ma poco adatta per le moto. E' vero, la fatalità e sempre dietro l'angolo e per fortuna Bergman nella Superstock 1000, dopo l'impatto contro il muretto, se l'è cavata con un polso rotto, ma le conseguenze potevano essere ben più gravi. Arrivare all'Adelaide in sesta piena per poi fermarsi è veramente ridicolo come altri sono i punti da incriminare che hanno (purtroppo) mietuto vittime in altri anni. L'impianto, in una zona molto bella peraltro, avrebbe la possibilità di essere modificato tanto è la spazio intorno, ma si continua a correre li e a fermare le gare per una banale caduta proprio all'Adelaide. Forse scrivo così perchè abito vicino al Mugello... Va beh... ci vediamo a Jerez.

lunedì 30 settembre 2013

Far West, Aragon e Laguna Seca 2013

Post dal titolo un pò criptico tante sono le cose che mi hanno fatto riflettere dopo questo fine settimana motociclistico. La prima? Le Mans 2011 quando Simoncelli fece fuori Pedrosa con un sorpasso garibaldino. Fui il primo a condannare Marco per quella manovra, perchè la ritenni un pò troppo fuori dalle righe e irruenta anche a seguito dei danni causati allo spagnolo. Il paddok spagnolo si mosse quasi unito contro il Sic tanto che il GP dopo, Barcellona, fu costretto a muoversi con la scorta. Due anni dopo (ieri) gli stessi spagnoli hanno messo un bellissimo stendardo sulla collina di Aragon a ricordo del pilota italiano. Ieri Marquez ha fatto qualcosa di simile proprio ai danni dello stesso Pedrosa ma ad oggi non mi sembra che la sommossa popolare sia uguale. Forse perche Marc è spagnolo? Forse perchè è entrato nel sistema 46 dove ai vincitori tutto è lecito? "Marc è un pilota forte ma dovrebbe avere più rispetto per gli avversari" diceva appena 10 giorni fa Stoner. E' vero sono gare, ed il bello è proprio nei duelli e nei sorpassi ma al tutto ci deve essere una regola, è la prima è di non cagionare danni ad alcuno. Forse ha di nuovo ragione Stoner quando vorrebbe moto senza elettronica? Ieri Dani è caduto per la rottura del sensore del TC (traction control) rotto dal contatto (forse) con Marquez. Da appassionato il pilota spagnolo mi piace tanto, ma da appassionato riconosco che non è la prima volta che è protagonista di questi episodi. A parte questo la gara di ieri ha offerto pochi spunti interessanti se non la conferma che Lorenzo è un grande campione, Marquez un predestinato, e il resto della compagine a guardare come sempre dai 12 secondi in su, senza accennare neanche a un barlume di resistenza. Rossi si conferma il primo degli ultimi, ieri in compagnia di altri tre Bautista, Bradl e Crutchlow (in ordine). Ducati sempre nel buio profondo. 
Dall'altra parte dell'oceano invece una SBK inedita con due manches in due giorni diversi e gare spettacolari. Salgono le quotazioni di Laverty che accorcia in campionato superando proprio il suo compagno di squadra Giuntoli al quale la fortuna non sorride. Il francese infatti era proiettato a vincere a mani basse la prima manche e a rilanciarsi in campionato se non che due bandiere rosse (non il solito comunista) hanno fermato la gara rompendogli il ritmo per non ritrovarlo più. Chi è venuto fuori in una bella gara 2 è stato Kevin Schwantz Giugliano che ha guidato onorando il 34 sulla carena, di fatto proponendosi come pilota spettacolare e da ieri un pò più maturo. Anche Melandri esce dalla Laguna un pò malconcio nonostante un bella gara 2 ma con un distacco aumentato in classifica generale. Canepa, in sostituzione di Checa, ha fatto vedere che forse la Ducati un pò di potenziale in più lo può avere, ma solo se guidata oltre al limite, cadendo comunque in entrambe le manches, e non credo che sia il finale di carriera sognato dallo spagnolo.
Ritornando ad Aragon da segnalare ancora una volta l'ottima gara di Scott Redding, ieri quarto, che ha dimostrato di essere l'unico in grado di vincere, pur non battendo bandiera spagnola, che ieri è stata innalzata per ben 8 volte con Rins, Vinales e Marquez in Moto3, Terol, Rabat e Espargarò in Moto2. Valentino Rossi in questi giorni ha sancito la nascita della sua nuova squadra in Moto3, la VR46, con l'intento di partecipare attivamente al CEV spagnolo (futuro campionato europeo), in collaborazione con SKY e Aspar Martinez. Di fatto Rossi ha aperto uno squarcio tra il CIV (Campionato Italiano) e la possibilità di chi vi partecipa di fare il grande salto se non prima di essere passato dalla Spagna (Francia o Spagna pur che se magna). La Federazione Italiana potete star certi che starà ancora una volta a guardare e non è un caso se ancora il tricolore è nelle mani di Valentino oramai proiettato a trovare lui i nuovi campioni per l'Italia.

domenica 15 settembre 2013

Cose turche, Istambul e Misano 2013

Da appassionato di motociclismo, contrariamente a quanto si leggera nei giornali, la vittoria più bella di questo fine settimana su due ruote, va attribuita a Kenan Sofoglu su Sam Lowes in Supersport dopo un epica e avvincente battaglia fatta di sorpassi e staccate al limite, dove su tutto ha prevalso del sano motociclismo e del sano rispetto tra due grandi campioni che ci hanno fatto veramente sobbalzare sulla sedia. L'abbraccio dei due dopo il traguardo quando ancora erano in moto rappresenta una delle più belle pagine di motociclismo. Bravi!!!! La Superbike falcidiata dagli infortuni ci ha regalato invece due manches quasi fotocopia dove il vincitore però è stato solo uno: Laverty. Il ragazzo con una gran fame di riscatto e una sella bollente (per l'arrivo di Melandri) ha fatto due bellissime gare accorciando la classifica su Sykes e Giuntoli che invece hanno preferito studiarsi su di una pista che non ha esaltato particolarmente le loro doti di guida miste alla paura di non fare grossi errori. Per un campione che si fa male (Checa) un campione che arriva, quel Tony Elias che subito ha trovato il feeling con la RSV4 e che ha regalato al team Red Devils due ottimi piazzamenti. Merlandri passa dalla gioia di un secondo posto alla meno gioia di un quarto comunque utile per rimanere in scia mondiale.
In riviera romagnola abbiamo invece riascoltato la sinfonia n°2 di quel direttore di orchestra che porta il nome di Jorge Lorenzo, vincendo quasi da subito una gara che sembrava ancora una volta ad appannaggio del giovane Marquez il quale si è dovuto accontentare di un secondo posto dopo un bel duello con Pedrosa ancora terzo. Se è vero che Marquez è ancora al comando con 34 punti di vantaggio proprio sulla coppia spagnola, la prestazione di Lorenzo ha dimostrato che comunque vada il pilota più concreto, maturo e cazzuto è ancora lui, senza nulla togliere al giovane spagnolo in stato di grazia, ma oggi come a Silverstone, Jorge ha veramente dimostrato che le gare ancora le vincono i piloti. Sicuramente sarà un bel duello fino alla fine. Quarto, ancora una volta, la wild card perenne (Graziano Rossi docet) Rossi, che nel fine settimana di casa sua ha trovato delle ottime qualifiche ma lo stesso risultato in gara, questa volta in solitaria. Lo "scusodromo" dirà che questo è un anno di prova ma l'amara verità è che la davanti fanno un altro sport. Il resto del gruppo ancora più indietro con le stesse posizioni da diversi gran premi a questa parte, come se la "regia" non avesse altri copioni da proporre. In Moto2 imperiosa vittoria di Espargarò su un sempre più convincente Nakagami e su Rabat. Il leader Redding non va oltre il quinto posto portando la sua distanza dallo spagnolo a -23 in classifica generale. In Moto3 la vittoria va al giovane Rins il quale, non so se sembra anche a voi, assomiglia molto al nostro Sic e migliore magia non poteva che rivelarsi nell'autodromo a lui dedicato. Prossima tappa Aragon e chissà che in terra spagnola non suoni un altro inno....

lunedì 2 settembre 2013

Jorge Lorenzo da Maiorca, Silverstone 2013

Decisamente una fine settimana interessante per il motociclismo mondiale. Dopo aver festeggiato il 7 titolo del grande Tony Cairoli nella terra inglese e tedesca si sono incrociati i destini di diversi piloti. Il round inglese del moto mondiale ci ha riservato grandi certezze e forti delusioni. Certezze che portano il nome di Jorge Lorenzo un pilota veramente completo, forse il più completo da moltissimi anni a questa parte, che ha saputo interpretare un motociclismo vecchia maniera, fatto di strategia e sudore lontano dallo svavillare delle telecamere. Lo ha fatto battendo la scheggia impazzita che porta il nome di Marc Marquez, il ragazzo venuto dal nulla o quasi ma che fino ad oggi ha dimostrato di essere un vero fenomeno. Le cronache parleranno poi di cosa farebbe a moto invertite, ma noi siamo motociclisti non tifosi di calcio. Lorenzo oggi ha voluto vincere nonostante un gap tecnico che lui quantifica in 3 decimi, confermando ancora una volta che sono gli uomini a fare la storia. E lui l'ha fatta alla sua maniera battendo il predestinato, colui che sembra che viva in un'altra dimensione. Quella stessa dimensione dove è ritornato Stoner lasciandoci Marquez. Tutto il resto lo lascio alle discussioni da bar. C'è anche un altro alieno, meno degli altri due, ma sempre degno di nota che corrisponde al nome di Pedrosa, eterno secondo ma sempre con dignità e classe. Lo avevo già dato per morto sin dalle prime battute ma lui mi ha piacevolmente sbugiardato. È arrivato terzo, ma lo ha fatto combattendo, dimostrando che alla fine si può. Tutto il resto del gruppo, capitanato da Rossi, un'altra dimensione, bravi, ma semplici comparse. La moto 2 ci ha regalato un altro bel pilota, questa volta inglese, Scott Redding, forse anche lui con qualche numero buono...chissa...ma che intanto ha allungato di ben 39 punti su un meglio sponsorizzato Espargaro. In Moto3 lo spagnolo Salom bacchetta i suoi focosi avversari e vince di gran classe. In germania invece si è consumato il round tedesco del mondiale SBK con qualche sorpresa e qualche brutta notizia. La brutta notizia è che il mondiale ha perso due ottimi piloti, Rea e Camier, per fortuna solo per infortuni, tali però da fargli stare a casa per 30/40 giorni. I due round hanno invece visto la vittoria dj Sykes e Davies con due manches quasi fotocopia dove a "rimetterci" è stato Melandri stoppato dalle due bandiere rosse proprio alla fine delle gare. Il leader della classifica Giuntoli si è accontentato perdendo per un punto la leadership del campionato. A tenere banco anche il nuovo regolamento che avvicinerà le moto alla produzione di serie e vedendo una gara di Superstock forse potremmo avere più vincitori. Attendiamo dunque i prossimi eventi per capire l'evolversi della situazione un po per tutti i campionati che sono alla ricerca di stabilità e conferme.

giovedì 29 agosto 2013

Motociclista

Non so perchè sono diventato un motociclista. Forse un pò la passione me l'ha trasmessa mio zio, ma non credo che abbia poi influito più di tanto. Con il primo motorino si andava a scuola e si cazzeggiava un pò per le strade... fino alla prima moto, un Gilera 125RV, ma ancora ero soltanto su due ruote e non comunicavo con il mezzo. Forse il Kawasaki Z500 ha dato una svolta a tutto questo, marmitta Marving, 4 cilindri... Ho ancora un fotogramma del 1987 al Mugello prima della ristrutturazione... Ma non era amore vero e forse non lo è mai stato, ma dovevo aspettare il Kawasaki GPX750R per capire cosa fosse una moto e una pista. Con l'amico Sacchetti detto Beby ho mosso i primi passi tra le curve dell'autodromo con una guida acerba e "poco pratica" per la pista. Poi ho incontrato Massimo detto il Nazzareno vero e proprio gentlemen sulla moto e da li ho capito che la moto è anche una filosofia di vita. Ma il vero salto l'ho fatto con la prima moto da corsa vera, il Kawasaki ZXR750, la prima tuta Dainese con la gobba, e il primo vero casco Arai... E' una sensazione che non dimentichi più. La tuta che in piedi la indossi male, il casco che ti preme le guance, ma sopratutto quella sensazione estrema di un motore che ruggisce... Forse sarò troppo romantico, ma a distanza di 20 anni ancora mi emoziono quando vedo la moto sui cavalletti, con le termocoperte e la mia armatura che mi aspetta. L'ingresso dalla pit-lane è l'entrata verso un altro mondo. Finisci di chiudere la visiera e parti verso la prima curva. Tutto il resto è tra te e la moto che nel frattempo è diventata una compagna di giochi. Il Kawa mi ha seguito per 12 anni di piste, in lungo e in largo per mezza europa, sempre affidabile come un amico giapponese. Nel 2006 è stato rimpiazzato da un missile terra aria che ancora mi stupisce, quel Suzuki GSXR k5/6 già campione del mondo SBK. L'era moderna ha portato più tecnologia alle moto, ma la chiusura della visiera è sempre la stessa, come lo sono i giri del motore (forse un pò di più), gli odori dentro il casco e quella sensazione di potenza che solo una moto può dare. Eppure ancor oggi mi chiedo come ho fatto a salirci per la prima volta e perchè ancora mi affascina montarci sopra. Per le strade "normali" con una moto completamente diversa le sensazioni sono diametralmente opposte anche se la manopola del gas è sempre sulla destra. Rileggendo quanto ho scritto sto seriamente pensando che forse ho bisogno di un giro in pista o forse che devo cambiare spacciatore...

domenica 25 agosto 2013

Il predestinato, BRNO 2013

L'avevano già scritto tutti qualche mese fa ma per essere chiamati tali occorrono verifiche sul campo com'è vero che una rondine non fa primavera. Ebbene Marc Marquez con la sua quinta vittoria, la quarta consecutiva può essere dichiarato tale ma non dal numero delle vittorie ma per tutto quello che fa quando è in sella alla sua Honda RCV. Ogni staccata, ogni curva, ogni sorpasso è frutto di una strategia precisa che non lascia nienta al caso anche in caso di caduta (vedi Mugello). E' semplicemente così come il suo sorpasso ai danni di Lorenzo prima della esse in salita, punto veramente tosto da interpretare (chi vi scrive ci ha corso) ma facile se fatto dal giovane spagnolo. Predestinato significa anche essere su un'ottima moto, con un'ottima squadra, avere gli avversari più forti di sempre non al top della forma, anche se Lorenzo e Pedrosa non hanno mosso scusa alcuna, Marquez comunque li ha battuti e non per un distacco abissale ma per un vero duello. Voto 10 lo meriterebbero tutti e 3 perchè Lorenzo ha tirato fuori il suo miglior repertorio per tenere a bada Marquez, come nulla ha potuto Pedrosa. Brno è una pista vera, la più tecnica in assoluto, dove i sorpassi si fanno col calibro e i tre spagnoli hanno dato prova di grande maturità e classe. Il resto della compagnia solito copione con Rossi quarto in eterna battaglia con Bautista quinto e un Bradl indecifrabile sesto. Il resto semplici comparse comprese le Ducati A e B. Merita un discorso a parte Crutchlow che ha firmato una furibonda pole position. All'inglese possiamo dire tutto ma non quello che non si impegna. Le nera Yamaha clienti nelle sue mani diventa un ottimo mezzo, ma guidando sempre al limite è più facile sbagliare come ha fatto poi in gara. E a mio parere ha fatto anche bene a togliersi qualche sassolino dalla scarpa: "Questa è la mia prima vera pole visto che a Assen Lorenzo era fuori causa. Però considerando che i piloti ufficiali Yamaha hanno provato qui da poco credo che Lin Jarvis abbia sprecato i suoi soldi"
Peccato, un ottimo pilota andrà via da una squadra che ha in Lorenzo delle certezze e in Rossi forti dubbi.
Nella Moto 2 ritorna alla vittoria un vecchio leone Kallio su un sempre più concreto Takahashi e un ritrovato Luthi. Anche se solo ottavo io continuo a credere in Scott Redding un pilota molto combattivo a discapito di una mole da MotoGp. Eppure non è il nome che risuona per il passaggio alla classe regina e questo sicuramente dipende dal suo scarso portafoglio. Oggi le corse sono così vedi anche la vicenda Pesek. Domenica prossima MotoGp e Superbike con la speranza che dal cilindro esca qualche novità.

lunedì 19 agosto 2013

V come Vendetta, Indanapolis 2013

Stranezze del destino. Un anno fa la Honda, in questa stessa pista, perdeva il suo pilota di punta e abdicava i suoi sogni mondiali. Sostituire uno come Casey Stoner pareva impresa impossibile nonostante che Pedrosa stesse venendo su forte. Sotto contratto c'era già Marc Marquez del quale talento nessuno ha mai dubitato, ma il passaggio e l'adeguamento ad una MotoGp è ben altra cosa. Evidentemente quella moto e quella squadra hanno qualcosa di magico, tanto che ieri il giovane ragazzo spagnolo si è preso la sua terza vittoria consecutiva lasciando agli altri solo le briciole. Briciole che nel fine settimana americano sono diventate macigni su un mondiale comandato più da interessi economici che sui reali valori in campo. Infatti se Marquez oramai non ha più bisogno di conferme, altrettanto lo si può dire di Pedrosa eterno secondo, ma sempre secondo e di Jorge Lorenzo, terzo, che dopo aver condotto la gara si è pure permesso di fare i complimenti al vincitore. E tutto il resto? Andiamo per ordine di arrivo. Quarto Rossi dietro Lorenzo, quindi l'ultimo dei marziani... No. Rossi è arrivato a 20 secondi dal primo e il quarto posto lo ha strappato coi denti all'ultima curva lottando con Crutchlow e Bautista dopo aver rimontato diverse posizioni. Valentino non ha colpe, ha dato e ha fatto tanto per questo sport ma non è eterno. Qualunque cosa faccia da qui in avanti non è una missione ma solo una presenza fortemente voluta da Ezpeleta per una mera questione di marketing e non di vera sportività. La moto di Rossi doveva essere di Crutchlow. Invece adesso abbiamo un pilota forte che si bollirà guadagnando due anni in Ducati e al suo posto Espargarò dalla Moto2 il quale non ha dato dei segni confortanti, vedi Bradley Smith. Bautista ha fatto la sua gara, un pò poco per la moto che ha, un pò tanto per le sue prestazioni, cosi come ha fatto Bradl, già confermato ma non meritevole di quella sella. Eppure le selle vanno a piloti "pilotati" come sarà per Luca Marini in Moto3 a Misano, dove farà da wild card pur non essendo in testa al suo campionato ma solo perchè fratello di Rossi. Poi sicuramente farà bene, ma non lamentiamoci però per la mancanza di italiani nelle classifiche se questi sono le regole di accettazione al moto mondiale. Ai limiti del patetico anche la lotta per il 10 e 11 posto tra Hayden e Dovizioso con tanto di sportellata finale e rodeo. Hayden ha già perso la sua sella e il futuro pare quantomai incerto. Bollito? Forse 5 anni in Ducati avrebbero bollito anche un guru del Nepal ma Niky una prova del nove se la meriterebbe sempre meglio del suo connazionale Spies il quale, fermo da tanto tempo, non si ricorda che la Ducati non ha il traction control in prima marcia. Tra qualche giorno un collaudatore di nome Stoner ci dirà quale sarà il vero valore delle production Racer Honda e da li sapremo di che morte moriremo per l'anno prossimo, anche se possiamo già averne un'idea. Tre spagnoli primi in Moto3, tre spagnoli primi in MotoGp con solo Scott Redding in Moto2 a fare da vero outsider. Per me sono solo piloti e non spagnoli ma è questo quello che vuole la Federazione Italiana? E' questo che vuole Ezpeleta? Il prossimo appuntamento è a BRNO la vera università della moto e li avremo le risposte che noi appassionati stiamo cercando. Tutto il resto son solo parole di chi non ama le moto. Punto.

lunedì 5 agosto 2013

Condizioni precarie, Silverstone 2013

Senza dubbio il round inglese è stato caratterizzato da una domenica english style col tempo a farla da padrone rimescolando un pò le carte dei valori in campo. A tenere banco più che le gare è stato però il paddock con tutte le voci e fatti che si sono susseguiti ad iniziare dal ritiro di BMW a partire dal 2014. SBK e MotoGp sembrano due malati attaccati alla solita flebo con il dottore DORNA pronto ad uccidere la "creatura minore" per salvare quella maggiore. Il momento non è facile per nessuno ma è indubbio che ogni campionato abbia vita a se. E' vero che la SBK si è un pò protipizzata rispetto al suo inizio quando, se avevi un pò di soldi, compravi un Ducati 851 e riuscivi anche a correre. Ritornare al passato secondo me potrebbe fare bene alla superbike in termini di costi ma anche di spettacolo, basti vedere la Stock 1000 per capire che le moto "di serie" non sono poi così distanti anzi, i tempi tra le due classi differiscono solo di 3 secondi, gli stessi (forse) di differenza tra MotoGp e SBK. Non so quali strategie abbia BMW a fronte di una moto molto performante, ma se la serie dovesse "declassarsi" a una Stock EVO mi sembra che sia BMW che Ducati abbiano tutto da guadagnare. Non capisco neanche la voglia di alcuni come REA ad andare in MotoGp con una PR per fare al massimo un 5 posto quando ieri è riuscito a vincere una manche. Le gare di ieri sono state caratterizzate da una condizione incerta che ha un pò favorito lo spettacolo e fatto emergere outsider noti come Rea e Baz vincitori. Si è rivisto Clusel ottimo secondo, un Laverty che ha confermato un buon fine settimana, una Suzuki finalmente in alto, e due nuovi diplomati in ragioneria Giuntoli e Sykes che hanno deciso (giustamente) di limitare i danni guardando la classifica. Male le BMW con Melandri due volte nono e Davies che ha rotto l'ennesimo motore del fine settimana inglese. Ducati non pervenuta se non un guizzo in gara 1 di Baldovini a suo agio in condizioni precarie. Bella come sempre la Supersport con due piloti a fare un altro sport quel Lowes con una moto cucita addosso e Sofouglu ingrugnito come non mai, con un ultimo giro al cardiopalma che ha visto il turco beffare l'inglese proprio nel misto con un sorpasso molto furbo e deciso che ha portato alla caduta di Lowes subito rialzato e secondo. Tempo a parte comunque un bel fine settimana per gli appassionati di moto e sarebbe veramente un peccato non incentivarne il proseguimento. Staremo a vedere sopratutto le strade che intenderanno prendere le case costruttrici.   

lunedì 22 luglio 2013

Taglio e cucito, Laguna Seca 2013

Senza dubbio il round di Laguna Seca ha rappresentato un passaggio importante per la MotoGp in continua ricerca di una propria identità. La gara non è stata tanto esaltante sotto il profilo spettacolo vero e puro, ma un pò di contenuti interessanti si sono visti ed è giusto analizzarli. In ordine di arrivo partiamo dal vincitore quel Marc Marquez che fino ad oggi non sta facendo affatto rimpiangere Stoner anzi, nella gara americana lo ha pure vendicato con il sorpasso al cavatappi proprio ai danni di Rossi. Come nel 2008 il sorpasso ha suscitato critiche ed elogi lasciando come sempre ai posteri l'ardua sentenza. Il ragazzo ha dimostrato che ci sa fare sia con la manopola del gas ma anche con la testa sempre lucida e mai oltre quel limite invalicabile rappresentato solo dalla sua voglia di apprendere sempre più in fretta. Per tutti Marc è il futuro, per me, appassionato di corse, rappresenta un bellissimo presente. Bradl, secondo, ha finalmente assaggiato da prima la pole position e poi il primo podio in MotoGp. Un pò poco considerando il suo secondo anno, ma speriamo che questo assaggio lo porti più spesso ai vertici delle corse. Rossi ha chiuso terzo per la seconda volta e questo non può altro che far piacere rivederlo lassù. Nel parco chiuso ha fatto i complimenti al ragazzo che lo ha suonato alla "sua" curva e questo deve rappresentare un gesto di pura sportività... sincera.... forse... chissà. Quarto Bautista che ha seguito come un segugio Valentino senza mai impensierirlo più di tanto. Forse ha fatto bene o forse non ne aveva, comunque ha portato a casa un bel risultato. Quinto e sesto il reparto infortuni con Pedrosa e Lorenzo intenti a contenere il distacco dal loro connazionale. Un pò in ombra Crutchlow settimo, forse per le continue voci di mercato che lo riguardano ma anche a lui, questo mese di vacanza, non farà male. A seguire l'altro reparto infortuni ma non per i piloti ma quanto per le moto, quella Ducati alla continua ricerca dell'assetto perduto. Pernat ha detto che se tornasse Stoner sarebbe un campionato stellare e farlo tornare sulla moto dove ha vinto il campionato del mondo sarebbe galattico. Tutto il resto è lasciato alle pagine della storia tra episodi sportivi belli e brutti ma questo, forse, è anche il bello del nostro sport. Ciao Andrea saluta i ragazzi e vegliate sempre su di noi.

Non fateci la morale!!!

Non fateci la morale, grazie! Il popolo motociclista, e nello specifico chi frequenta gli autodromi di tutto il mondo, non vuole morale ne moralisti. Noi siamo fatti così, siamo motociclisti e ci piace vivere questa dimensione che ha a che fare con il rischio ma anche con una nostra filosofia di vita. Quando muore un ragazzo di 25 anni, nell'intento di fare la cosa che più ama, non è ne un coglione ne un eroe ma più semplicemente è un motociclista della miglior specie. Aprire la sera i tg con immagini catastrofiche dei vari incidenti che hanno coinvolto piloti professionisti, da un immagine sbagliata di quello che non è il motociclismo. Gli sport motoristici vengono vissuti dentro un universo parallelo che si apre agli occhi del pilota quando questo chiude la visiera e sfreccia via veloce come il vento. Ognuno di noi sa il rischio che corre quando usciamo dai box per danzare tra le curve di un autodromo. Tutti, amatori e professionisti anzi, i professionisti hanno benissimo chiaro quello che vogliono, la manopola del gas e andare più forte degli altri. Perdonatemi ma tutto il resto sono solo cazzate e demagogia. La morale fatela a chi fa le risse durante una partita, fatela ai manifestanti che sfasciano tutti e tutto, fatela ai calciatori che cadono come pere cotte se soltanto sfiorati. Noi siamo diversi e lasciateci onorare i nostri ragazzi che sono volati verso il mondo dei più. Lasciateci onorarli e ricordarli così, non veniteci a raccontare o dire altro. Se i giornalisti che si riempiono la bocca di titoli e paroloni si avvicinassero in punta di piedi nel nostro mondo, forse capirebbero che i ragazzi che corrono, sono già uomini formati nonostante la loro giovane età. Solo allora potrebbero scrivere delle gesta straordinarie oppure ricordare nella parola di un semplice "ciao" uno che la prossima gara non ci sarà più. Continuate a scrivere delle vostre signorine con le scarpe da calcio ma lasciate in pace i nostri piloti!!!

lunedì 15 luglio 2013

Fritto misto, Sachsering 2013

In uno dei circuiti più brutti del mondiale (forse il più brutto) ancora una volta sono passati i destini dei piloti. L'anno scorso fu Stoner a gettar via mezzo campionato con la caduta alla penultima curva nel tentativo di sorpassare Pedrosa. Quest'anno è successo il Venerdì con la ri-caduta di Lorenzo sulla spalla già infortunata ad Assen che di fatto lo ha tirato fuori dalla gara, e dalla caduta di Pedrosa il Sabato mattina che lo ha escluso sia dalle qualifiche che dal via, con la speranza che la gran zuccata non si ripercuota anche per il futuro. La MotoGp senza i suoi protagonisti principali ci ha dato la misura di cosa sono le corse oggi. Ha vinto quasi logicamente Marquez che senza i suoi rivali, come da lui sportivamente ammesso, ha un pò fatto quello che ha voluto e lo ha fatto con una precisione davvero chirurgica. L'unico che ha tentato di resistergli è stata proprio la pecora nera, di nome e di fatto, della Yamaha, quel bravo Crutchlow il quale, nonostante le ferite, ha dapprima regolato un incolore Rossi fino a infastidire sul finale il giovane spagnolo. Ci piacerebbe che Yamaha considerasse di più il suo pilota invece che aprigli la strada verso Ducati. Valentino nel giorno delle macumbe agli avversari aveva il dovere di risorgere e non di arrivare terzo. Se ad Assen il destino e la sua bravura lo hanno fatto vincere, in Germania il Dottore doveva fare pole e vittoria per fugare i dubbi sul suo vero ritorno. E nel giorno della mancanza dei due leader sono mancati anche tutti gli altri incapaci, almeno per questa volta, di affacciarsi verso il vertice della classifica. Ad uno sconsolato Bradl all'arrivo (quarto) Lucio Cecchinello, manager e signore della squadra, da una pacca al suo pilota confortandolo per la sua prestazione. Un gesto che ci fa capire che ancora nel motomondiale esistono dei gentleman. Espargarò salva la baracca delle CRT con una gara accanto alla Ducati ufficiale di Dovizioso con il solo obiettivo di arrivare sano alla fine del 2014. Brian Stering invece ci fa vedere il lato più brutto di questo motomondiale, perchè, dopo il suo doppiaggio, si permette anche di finire per le terre. A questo punto non so cosa vogliono fare alla Dorna per salvare le corse ma mi sembra che così non si vada da nessuna parte. Bella la Moto2 dove ha visto trionfare Torres (spagnolo) per la prima volta e ci ha finalmente regalato Corsi al secondo posto con una bella gara e un sorpasso magistrale ai danni di Espargarò. Un pò in ombra Redding con un settimo posto che sembra più frutto di una moto poco perfomante che non della guida del bravo pilota inglese. In Moto3 nuova vittora di Rins (che a me rammenta molto SuperSic) su un lucidissimo Salom e un buon Vinales che riesce a contenere il distacco in classifica. Italiani non pervenuti. Prossimo appuntamento Laguna Seca con l'incognita Lorenzo a tenere banco e con la curiosità ne vedere cosa farà il nuovo leader della classifica Marquez.